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OBIEZIONE DI COSCIENZA CONTRO IL CELLULARE

L'INFORMATORE · · 2 interventi

Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria

Ndr Gruppo Gevam Onlus: non aggiungiamo alcun commento al presente
intervento che Vi proponiamo, condividendolo nei suoi contenuti essenziali

Bologna 19 novembre 2007
IL MEDIOEVO TECNOLOGICO NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA
Non possiedo il telefono cellulare, la mia è stata una scelta precisa.
Quando nel 1998 installarono una delle prime antenne della telefonia
radiobase a Bologna alle 6 del mattino di domenica senza avvisare gli
abitanti ho deciso di fare l'obiezione di coscienza, non perché rifiuti il
progresso ma perché desidero una tecnologia amica rispettosa delle persone.
Che cammino lungo...e faticoso prendere coscienza delle cose mentre d'altro
canto i produttori dell'oggetto incalzano costringendo con un bombardamento
continuo di spot all'uso stressante.
Tutto ciò ha portato a una follia quotidiana: in Chiesa (durante le funzioni
religiose), nei cimiteri, a teatro, sui mezzi di trasporto pubblico, nelle
scuole, negli ospedali, durante la guida di automobili e motoveicoli,
ovunque squilla imponendoci così a un medioevo contemporaneo che offende
l'intelligenza e compromette la sicurezza delle persone senza divieto
alcuno.
Contemporaneamente è stata fatta un'operazione per togliere tutti i telefoni
pubblici ed è stato faticoso sopravvivere a quest'onda d'urto che ora dovrà
fare riflettere tutte le persone che sono state costrette all'acquisto.
Allo stato attuale dell'arte, la telefonia cellulare in Italia da dei
risultati allarmanti.
Oltre alle antenne radiobase sui tetti delle case che sprigionano
continuamente l'inquinamento elettromagnetico, l'ultimo episodio di qualche
giorno fa a Modena dove una ragazzina è stata ripresa morente da un pubblico
di studenti mentre l'autobus la investiva e messa in onda in un sito
Internet.
Così per le fotografie catturate nel mondo della scuola, una follia
metropolitana come l'ultimo spot televisivo della Motorola dove un uomo e
una donna si affrontano scambiandosi "coltellate cellulari".
E che dire dei giovanissimi che si prostituiscono per acquistare la
ricarica??
Allora ?? Non sarebbe il caso di riporre il cellulare in un cassetto ...
fino a che l'uso dell'oggetto non sia identificato da regole precise e di
sicurezza, per riprenderlo poi con maggiore consapevolezza usando la luce
dell'intelligenza umana con maggiore rispetto all'etica dei comportamenti
sul mercato tecnologico?

Adriana Palleni *
Associazione Comitato Cittadini Indipendenti
Via Broccaindosso 2
40125 Bologna
* Master in Scienze Ambientali Università Pontificia Regina Apostolorum


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