Lunedì 15 giugno 2026
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Opere pubbliche e occupazione

Paolo 1 · · 0 interventi
All'epoca della Grande Depressione, un'economista di nome Keynes invento' una soluzione per superare le crisi economiche che periodicamente colpivano il mondo capitalista: lo stato avrebbe tirato fuori un sacco di soldi per finanziare la realizzazione di opere pubbliche (strade, ponti, etc) e in tal modo un gran numero di disoccupati avrebbero avuto di nuovo un lavoro e uno stipendio e avrebbero cominciato a comprare cibo ed altro evitando cosi' che altre aziende licenziassero. Un aumento della domanda avrebbe consentito alle aziende di continuare a produrre e ai lavoratori (o disoccupati) di lavorare (o tornare a lavorare). La cosa, a suo tempo, funziono'. Di recente molti economisti di destra (e dove lo si trova uno di sinistra?) hanno attaccato la soluzione keynesiana con la strana argomentazione che i tempi sono cambiati (sarebbe come a dire che in passato quando pioveva si apriva l'ombrello, ma ora non ci si deve nemmeno provare): evidentemente erano tutti per il libero mercato e guai a parlare di interventi dello stato. Nella recente crisi iniziata con i subprime USA gli economisti sono tornati tutti a chiedere l'intervento dello stato, ma perche' sostenga banche e aziende dando loro denaro pubblico. Il difetto di questa linea di condotta e' che si sostiene la offerta (cioe' le aziende che possono produrre beni e servizi), ma non la domanda (e se la gente non ha soldi per comprare, la roba restera' nei negozi a marcire).
Su certi discutibili interventi dello stato ho seri dubbi anche alla luce delle passate glorie delle Partecipazioni Statali italiane, che regalavano a padroni incapaci (per non parlare di quelli che fallivano apposta o facevano finta di fallire per spillare soldi allo stato) fior di quattrini per tenere aperte aziende decotte, con la scusa che cosi' si difendeva l'occupazione, il mio punto di vista e' che costa assai meno dare lo stipendio a un lavoratore senza che faccia nulla piuttosto che tenere aperta un'azienda solo per avere una scusa per pagargli lo stipendio, gli stipendi dei dipendenti sono solo una parte, a volte una piccola parte, delle spese di un'azienda (terreno, capannoni, macchine, materie prime, energia, etc).
C'e' poi il piccolo dettaglio che dare soldi chesso' alla Barilla perche' tenga aperto serve a poco se poi tantissima gente non ha i soldi per comprare i prodotti Barilla. Viceversa dando soldi ai poveri questi dovranno pur spenderli per mangiare, vestirsi, pagare la casa, il riscaldamento, etc, e saranno costoro quindi a far avere i soldi alle aziende.
In questi giorni poi, leggendo su Il mese di Parma e su La nuova provincia di Parma articoli sul ponte Montanini costruito sul Taro in 32 mesi con una spesa di circa 40 milioni di euro, e un impiego medio di 25 lavoratori, con punte di 46 (oggi ci sono piu' mecchinari che al tempo di Keynes, questo e' vero), ho fatto diversi tentativi per farmi dire dalla Provincia quanti di quei 40 milioni di euro sono finiti in tasca ai lavoratori, ma finora non ho ottenuto risposta (anche perche' it.city coi suoi filtri blocca l'accesso anche alle delibere della Provincia), cosi' mi sono fatto un calcolo a spanne, e sbagliando semmai per eccesso, diciamo che se quei 25 lavoratori hanno ricevuto uno stipendio netto di 1500 euro al mese e lordo di 3000 (cioe' il doppio, a voler prendere sul serio certi esperti) di quei 40 milioni ai lavoratori non arriva neanche il 5%, mentre il 95-96% se lo e' pappato qualcun altro. Dare quei soldi a 25x20=500 capifamiglia avrebbe dato da vivere a 500 famiglie e comunque alla fine molti di quei soldi sarebbero arrivati delle aziende, quelle i cui prodotti erano piu' richiesti, forse avremmo un ponte in meno (comunque si sarebbe prodotto e venduto e usato qualcosa altro), ma 475 famiglie in piu' avrebbero avuto da mangiare.
Paolo
❤️
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