Lunedì 29 giugno 2026
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Ordinarie menzogne clericali.

Veritas · · 9 interventi
Il "testimonium tacitanum"

Ho postato in altri forum a proposito della validità dellla testimonianza tacitiana. Posterò anche qui lo stesso messaggio. Per ora voglio accennare a certi aspetti che contribuiscono a far intuire che tale testimonianza non è più credibile di quanto lo sia il famigerato "testimonium flavianum": cioè zero!

dal sito: http://www.everystudent.com/forum/historical.html

Q: "Are there any historical writings, other than the Bible, that prove that Jesus ever really lived?"

our A: Yes. Cornelius Tacitus (A.D. 55-120) was considered the greatest historian of ancient Rome. He wrote of Nero who "punished with the most exquisite tortures, the persons commonly called Christians, who were hated for their enormities. Christus [Christ], the founder of the name, was put to death by Pontius Pilate, procurator of Judea in the reign of Tiberius: but the pernicious superstition, repressed for a time, broke out again, not only through Judea, where the mischief originiated, but through the city of Rome also."

Così come il "tetragrammon" non è il vero nome del dio degli ebrei (in quanto trattasi di un mero acronimo: YHWH = Yod-He-Waw-He = Io Sono Chi Sono o "colui che è"), così anche Christos (da cui il nostro Cristo) non è affatto un nome, ma un attributo. L'equivalente ebraico del greco Christos è "Maschah", il cui significato è "unto". I personaggi più importanti della società ebraica di un tempo, quali re e sommi sacerdoti, venivano unti con olio nel momento in cui prendevano possesso della loro carica, a testimonianza del grande carisma che il loro ruolo rappresentava nella società dell'epoca. La pratica dell'unzione ebbe fine quando i caldeo-babilonesi distrussero il tempio di Gerusalemme ed i vasi contenenti l'olio "sacro" andarono irrimediabilmente distrutti. (esso veniva periodicamente reintegrato in modo che il nuovo olio aggiunto "assorbisse" la sacralità di quello vecchio, perpetuando così all'infinito l'aspetto sacro di uno dei principali ingredienti della buona cucina)

La cosa notevole, che avrebbe dovuto far riflettere con più attenzione gli eruditi non confessionali che si sono occupati di esegetica neotestamentaria, risiede nel fatto che mentre i primi scrittori cristiani di lingua greca hanno avvertito la necessità di tradurre l'ebraico "Maschah" nell'equivalente termine greco "Christos" (unto), tale necessità non è stata invece avvertita dagli scrittori latini... Perchè?... Perchè non tradurre il christos greco o il maschah ebraico con il latino "UNCTUS", di identico significato?..

La mancata traduzione del termine rappresenta una delle più allucinanti contraddizioni legate al colossale inganno a cui i padri "fondatori" (meglio conosciuti come "padri falsari") diedero vita. La mancata traduzione fece sì che mentre gli uditori di lingua greca sapevano perfettamente che si stava parlando di "unto", quando udivano la parola "Christos", al contrario, gli sfortunati uditori di lingua latina non capivano un accidente di cosa esso significasse: a meno che non conoscessero a loro volta il greco! (cosa sicuramente vera, ma solo per una modesta minoranza erudita).

Ci sono stati dei "padri" che si sono lamentati perchè i pagani "storpiavano"la parola christianus in "chrestianus", in quanto, secondo le loro affermazioni, non conoscevano il significato del termine. Una delle infinite menzogne con cui i patristi hanno "intessuto" i loro lavori! In realtà, i pagani del tempo sapevano perfettamente perchè chiamassero i cattolici "chrestiani", dal momento che Gesù veniva appellato CHRESTUS e come tale egli divenne noto tra i romani! (v. Svetonio, La Vita del Divo Claudio). Ancora oggi i cristiani in Francia vengono appellati "crestiani" (chrètien = chrestien, cioè crestiano) e questo perchè a diffondere l'immagine storica e la VERA dottrina di Gesù, nella Gallia del tempo, NON fu un falsario cattolico, ma un "mago-maestro" gnostico: come lo fu in realtà lo stesso Gesù! (nella realtà storica, tra questo personaggio e Gesù vi fu una "strettissima" parentela).

Lo stesso Tertulliano, meno falsario degli altri e comunque un grande falsario anche lui, si lamentava appunto che il motivo per cui i pagani indicassero i cattolici con il termine "chrestiani" era dovuto al fatto che essi non conoscevano il significato del termine "christiani"! Oggi anche un bambino delle elementari domanderebbe a Tertulliano il motivo per cui egli ed i suoi compari non tradussero il greco christos con il latino unctus! Sarebbe stata la cosa più ovvia e più semplice da fare, per prevenire "confusioni" sui termini greci! Fu una grossa quanto assurda "ingenuità" da parte dei falsari nel non tradurre in latino il termine greco, o, al contrario, vi fu un'impellente necessità che consigliò i falsari a non farlo?...

Dietro il falso nome "Gesù Cristo" si cela una delle menzogne basilari del culto cattolico. Gli eruditi avrebbero potuto intuirlo riflettendo con più attenzione sul vero significato del graffito del colle Palatino! Se, infatti, i falsari della "prima ora" avessero tradotto il termine greco in "Unctus", negli ambienti pagani si sarebbe continuato a chiamare Gesù "Chrestos" (cioè buono: il maestro "buono" che ritroviamo anche nei vangeli canonici!), dal momento che l'attributo "Christos" era estraneo alle conoscenze che essi avevano del Nazareno!

Per chi conosceva il greco, infatti, risultava palese l'inganno operato sulla figura del Gesù storico (ed il graffito del Palatino lo lascia intuire chiaramente!), da parte dei falsari! Fu per tale ragione che i furbastri del tempo lasciarono invariato l'attributo greco "Christos", per far credere alla loro platea di plagiati che Christos e Chrestos ERA LA STESSA COSA (sic!) e che i pagani, per disprezzo verso di loro, erravano volutamente nel pronunciarlo!

Tutta questa lunga premessa si è resa necessaria per far intuire che è estremamente improbabile che Tacito possa aver parlato di "Christiani", quando egli, al pari di tutti gli altri romani, istruiti o no, sapeva che l'attributo di Gesù fu Chrestos e NON Christus! (come appunto lo sapeva Svetonio, contemporaneo e forse amico dello stesso Tacito!

Secondo la prefazione degli Annales (da cui il passaggio tacitiano è ricavato), lo storico latino venne a sapere di Gesù scartabellando negli archivi imperiali e senatoriali. Egli avrebbe ritrovato un "rapporto" di Pilato in merito all'esecuzione di Gesù. (se i falsificatori avvessero scritto che Tacito venne a conoscenza della vicenda gesuana da fonti cristiane, oggi la sua testimonianza non varrebbe una "cicca"!) A questo punto anche un bambino risolverebbe che un funzionario romano, di ovvia lingua latina, MAI avrebbe scritto nel suo rapporto che un "certo" Chrestus era stato fatto crocifiggere! Se davvero un tale rapporto fosse stato realmente redatto (cosa assurda), Tacito vi avrebbe letto la parola Unctus e NON Christus! Tutt'al più avrebbe potuto trovarvi scritto la traslitterazione del Maschah ebraico, ma mai Christos!

E' chiaro, dunque, che l'autore del passaggio (quello vero e non Tacito!) era abituato al nome Christus, visto che lo sentiva pronunciare quotidianamente! (si trattò, con molta probalità, dell'umanista, nonchè segretario pontificio, Poggio Bracciolini che eseguì il falso sicuramente su commissione "pontificia").


Veritas
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"E' un atto di virtù ingannare e mentire, quando con tale
mezzo l'interesse della chiesa può essere promosso."

vescovo Eusebio di Cesarea.
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