Lunedì 22 giugno 2026
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Padova, la destra all'attacco del

Pierino · · 1 interventi
Il governatore del Veneto Giancarlo Galan, Forza Italia, al Tg3 incalza: «La sinistra si permette di dividere con un muro il bene dal male». Remo Sernagiotto, consigliere regionale del Veneto, sempre di Forza Italia, dice che Padova è stata «trasformata in una Beirut dell'occidente». E persino il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, leghista di ferro soprannominato lo "sceriffo" e divenuto tristemente famoso per una dichiarazione in cui parlò di «perdigiorno extracomunitari» e disse che «bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim», adesso parla di «muro della vergogna»: «I comunisti - dice Gentilini - hanno eretto il muro di Berlino. Il comunista Zanonato ha eretto il muro di Padova. Il regime comunista non era in grado di gestire i propri cittadini e quindi li ingabbiava dentro i muri: sono i muri della vergogna».

Insomma la cosiddetta "barriera antispaccio" (un muro d?acciaio, alto tre metri e lungo 84) che da mercoledì sera "isola" a Padova il quartiere di via Anelli (soprannominato il Bronx e dove risiedono quasi esclusivamente migranti) è stata presa dal centrodestra (che governa la Regione) come una palla al balzo per far piovere critiche a non finire sulla giunta comunale di Padova, guidata dal sindaco diessino Flavio Zanonato (eletto il 13 giugno 2004).

In particolare il governatore del Veneto prende l?occasione per attaccare l?assessore comunale alle politiche abitative del Prc, Daniela Ruffini che avrebbe «gettato alle ortiche il programma per il risanamento di via Anelli approvato nel 2004 dalla giunta di centrodestra probabilmente solo per non dispiacere ai centri sociali e agli esponenti del buonismo cretino».

Di fatto il gruppo di palazzine di via Anelli è al centro dell'attenzione delle cronache cittadine da almeno vent?anni e sempre per problemi di ordine pubblico e di microcriminalità che ultimamente sono stati amplificati dalla presenza di gruppi di extracomunitari di etnie diverse. In particolare il 26 luglio l?allarme era salito per gli scontri tra gruppi di nigeriani e magrebini per il controllo dello spaccio nella zona. Da allora le strade di accesso al quartiere erano diventate un po? dei "check point" presidiati dalle forze dell?ordine fino alla costruzione del famigerato muro che, spiegano dal Comune, servirà a separare definitivamente il complesso residenziale da una stradina laterale, via De Besi, che viene utilizzata come strada di fuga dagli spacciatori durante i controlli.

Di fronte alle accuse di aver fatto «come Sharon» con i palestinesi, il sindaco Zanon contrattacca. E, in un?intervista su Repubblica chiarisce: «Quella lì è una recinzione, non un muro e era una cosa necessaria, richiesta dagli abitanti dei palazzi vicini per ostacolare lo spaccio e da tempo annunciata». E poi annuncia: «La recinzione servirà, insieme al resto: telecamere e sbarramenti di polizia contro gli spacciatori».

«Non è con la militarizzazione del territorio che si risolve il problema» risponde in un?intervista al Manifesto la padovana Claudia Vatteroni di Razzismo Stop (che già dal ?98 era tra i fondatori del comitato "Superare il ghetto") - Ma qui si sta ingigantendo tutto a partire dalla recinzione per arrivare alla descrizione del quartiere, che non è messo peggio di tanti altri ghetti che sorgono in giro per l?Italia». E di fronte alla spesa di 250mila euro fatta dall?amministrazione comunale per rendere più sicuro il quartiere, incalza: «Certo mi dà fastidio vedere tanti soldi spesi inutilmente ma il centrodestra non ha davvero titolo per parlare: per cinque anni ha chiuso solo gli occhi, varando un piano solo a fine legislatura».

Per ora il muro resta. Anche se la recinzione non ha impedito nuovi problemi di ordine pubblico. Nella notte tra giovedì e venerdì un gruppo di extracomunitari, dopo essere stati allontanati da alcuni bar della zona del Portello, non molto distante dal "Bronx murato" di via Anelli, sono ritornati, in trenta, armati di sassi e bottiglie ed hanno preso di mira un palazzo del quartiere a ridosso dell'Università.
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