UN PAESE A
Ci sono molti che nella foga di dimostrare che TUTTI i governi comunisti sono stati fallimentari, dimenticano un arealtà composta "appena" da un miliartdi e 300.000.000 di individui: la Cina comunista! Costoro (quando se lo "ricordano") sostengono che la Cina deve il suo successo economico al "supersfruttamento" della manopera (evidentemente i denigratori hanno scelto a modello l'Italia), quando è risaputo che uno dei "cavalli" di battaglia della destra fascista è che secondo loro in quei paesi i lavoratori non fanno un cazzo e che è per questo che sono così poveri!.. Allora, a questo punto, sarà bene fare due conti, (della "serva", se preferite) per cercare di capire come stanno realmente le cose. Cominciamo dall'Italia, per un emblematico raffronto.
Il debito pubblico italiano, sensibilmente aumentato durante gli ultimi cinque anni di governo berlusconiano, si attesta, all'incirca, attorno a 1.650.000 miliardi delle vecchie lirette. Dal momento che la popolazione italiana è attestata intorno alle 56 milioni di unità, ne deriva che il debito PRO CAPITE (tutti compresi, anche i neonati!) ammonta a circa 29.464.000 delle lire di una volta.
Utilizzando tale rapporto debito/popolazione, possiamo calcolarci il debito che virtualmente dovrebbe avere la Cina per trovarsi nelle stesse condizioni dell'Italia. Per lo scopo, possimao prendere come acquisito il dato di circa 1.300.000.000 di cittadini cinesi. Da un elementare calcolo risulta che tale debito dovrebbe oscillare intorno a 38 303 570 500 000 000: va a dire a circa 38.303.570 miliardi delle vecchie lirette! Dal momento che l'effettivo debito pubblico della Cina non raggiunge neppure un millesimo di tale cifra, è intuitivo che la ricchezza dei cinesi è circa mille volte superiore alla nostra, dal momento che un debito non rappresenta "ricchezza", ma povertà!
Ora, dal momento che il debito pubblico incide pesantemente sull'economia e sul sistema produttivo di un Paese (maggiori tasse per contenerlo), rendendolo meno competitivo rispetto agli altri, non ci vuole molto per capire quale è uno dei maggiori elementi di successo dell'economia cinese! Ma le cose non finiscono qui.
Durante il lungo periodo del comunismo "puro", sono stati costruiti miliardi e miliardi di vani abitativi, destinati all'edilizia popolare (un rapporto non inferiore all'85% rispetto all'intero intervento edilizio), quando in Italia si è sempre registrato un intervento misero che non è MAI andato oltre l'1.5-2% dell'intero impegno edilizio!
E' evidente che oggi, in regime di economia paracapitalista, tale elemento gioca un'enorme ruolo nell'economia cinese, visto che i lavoratori cinesi possono accedere agli alloggi con un sacrificio economico molto più modesto di quanto spetta ai corrispondenti lavoratori occidentali, laddove il peso del fitto spesso supera abbondantemente il 50% delle loro retribuzioni!
Tutto ciò non solo si ripercuote in maniera devastante sui consumi, i quali risultano via via sempre più compressi, con gravissimo danno per l'occupazione e per le imprese, le quali si vedono i loro mercati ridotti in maniera sempre più drastica, ma la fatale spinta da parte dei lavoratori a rivendicare davanti al patronato retribuzioni più consone al sistema speculativo edilizio, al fine di poter sopravvivere con un minimo di dignità. E' intuitivo che tutto ciò finisce inevitabilmente per ripercuotersi in modo estremamente deleterio sulla competitività dei prodotti delle imprese, costrette a trasferire su di essi, cioè sui loro prezzi di fabbrica, i maggiori oneri da ciò derivanti.
Il passo successivo è la chiusura per fallimento delle aziende in collasso, con il licenziamento di migliaia e migliaia di lavoratori: cosa che comporta automaticamente una drastica riduzione del gettito fiscale ed una maggiore uscita per spese assistenziali, per far fronte, almeno in parte, alla drammatica situazione in cui vengono a trovarsi i lavoratori licenziati.
E' intuitivo il "diabolico" quanto drammatico riflesso sull'esposizione debitoria delle finanze pubbliche, aggravando ulteriormente la già grave situazione economico-strutturale della nostra economia!
Questo è quanto avvenuto in Italia a partire da circa 3 decenni a questa parte. Negli ultimi cinque anni, però, la cosa si è aggravata pericolosamente, a causa di una gestione economica della cosa pubblica che definire "fallimentare" è un puro eufemismo, visto che dietro di essa si agitano "spettri" inquietanti e che solo la magistratura può "materializzare", se confortata da un clima legittimante che può provenire SOLO da un'onesta compagine governativa, motivata sul piano etico!..
Ci sono pochi dubbi sul fatto che l'insulsa quanto criminale inerzia nell'apportare sostanziali correttivi ad una economia, giù largamente in "odore" di collasso, riveste strategie poco o niente velate e che trovano nel Vaticano il loro punto di riferimento! L'inquietante organizzazione clericale, infatti, è spudoratamente decisa a riportare la società italiana ai "fasti" medievali, quando non era permesso a nessuno leggere le "cose" della chiesa nè tantomeno indagarvi!
E' evidente, quindi, che l'infame maggioranza che ci ha governato, considerava il nostro paese UN PAESE A PERDERE, non più recuperabile, da cui bisognava al più presto trarne il massimo del profitto, prima che implodesse definitivamente! (vedi l'allucinante diminuzione dell'Irpef per i rediti medio-alti voluti dalla maleodorante maggioranza berlusconiana)
Cosa ci sia in fondo al baratro, in cui questi infami ci stavano facendo precipitare, è facile intuirlo: IL GOLPE MILITARE!!!....(naturalmente a seguito dell'esclusione dall'Europa per fallimento del sistema economico). Anche i bambini capirebbero che l'Italia diventerebbe, in tale catastrofica evenienza, un colonia degli Stati Uniti i quali se ne servirebbero in funzione antieuroepa ed antirussa! (questo spiega ampiamente la "fraterna" collaborazione Berlusconi-Bush, CIA-Guzzanti-Scaramella e le varie commissioni di "diffamazione" spinta verso Prodi ed i vertici dell'Unione!)