Giovedì 18 giugno 2026
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IL PAPA, LA SINISTRA E IL WELFARE

Sergio · · 0 interventi
A distanza di giorni non si placano le dichiarazioni di consenso al messaggio inviato dal pontefice Benedetto XVI al Presidente della Conferenza Episcopale in occasione del centenario della prima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (19/10/2007).
Entusiasti i leader della cosiddetta Sinistra Radicale, con in prima linea il segretario di RC, Franco Giordano, che afferma "con questo Papa ci può essere un terreno unitario perché la sua è una critica al capitalismo".
Che cosa ha detto il Pontefice? Il passaggio più apprezzato è stato quello di condanna del lavoro precario: "Quando la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso", ha affermato papa Ratzinger.
Monsignor Bagnasco ha precisato che il messaggio del Pontefice va assunto nella sua totalità. Con quel messaggio "la Chiesa ribadisce il diritto al lavoro stabile sicuro e dignitoso, come premessa alla formazione di una famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna".

Così l'entusiasmo della Sinistra fa nascere qualche dubbio, come se quelli già esistenti non bastassero.
Sembriamo avviati a una nuova stagione di ferrea alleanza tra cattolici e comunisti sulla scia della tradizione storica, che da Togliatti conduce a Berlinguer.
Per decenni, in nome del cosiddetto "compromesso storico", il PCI, che pure giunse a un soffio dal sorpasso della DC, rinunciò a essere motore di ogni battaglia per l'affermazione della laicità dello Stato e dei diritti civili. Non fosse stato per i Radicali e pochi altri forse non avremmo mai avuto la legge sul divorzio, sull'interruzione di gravidanza, il nuovo codice di famiglia. Ci vollero le sentenze della Corte Costituzionale e le battaglie radicali per cancellare le previsioni di reato di adulterio, concubinato o incitamento a pratiche contro la procreazione (art 553 dell'abrogato Libro Secondo Titolo X, "Dei delitti contro la integrità e la sanità della stirpe" del codice penale del 1930!).
Per non arrecare danno alla strategia di alleanza con la DC, il PCI si asteneva dal promuovere ogni attività politica su quelli che oggi si chiamerebbero temi "eticamente sensibili". Dal divorzio alle droghe, dall'omosessualità all'educazione sessuale, dall'aborto all'emancipazione femminile, dalle unioni di fatto al controllo delle nascite.
Il PCI è sempre andato a rimorchio di altri e si deve al popolo di sinistra se, infine, il Partito, talvolta, si è piegato alle ragioni della laicità.

Oggi la Chiesa sembra proporre una sorta di possibile sostegno alle battaglie per un welfare diverso (non si sa quale e con quali risorse) per sconfiggere il precariato a patto che la sinistra rinunci a ogni velleità sulle unioni di fatto, sulla revisione della legge sulla procreazione assistita, sul testamento biologico, sulla ricerca scientifica sulle staminali. Rinunci, in breve, a parlare e legiferare su temi "eticamente sensibili" senza il preventivo benestare delle gerarchie ecclesiastiche.

Dopo tante piazzate promosse dall'opposizione (?) di sinistra (?) nel corso della trascorsa legislatura sotto il regno di Berlusconi, potremo attenderci qualcosa da questa maggioranza sui temi citati?
Possiamo avere qualche aspettativa dal PD, dal PdCI, dal PRC?
Ho seri dubbi! Mi sembra che mai la DC sia stata così forte come da quando, divisa tra i due poli, tutti vanno a caccia del sostegno clericale.
Vale la pena riflettere sulla singolare questione dei finanziamenti alla scuola cattolica. Anche in questo caso abbiamo assistito a sceneggiate degli oppositori di Berlusconi e della Moratti.
I tanti "liderucci" si sono strappati le vesti gridando allo scandalo per la Costituzione ancora una volta offesa e violentata dal barbaro Berlusconi.
Peccato che quei finanziamenti siano stati sinora confermati dalla coppia Prodi - Fioroni e che a inaugurarli sia stata la coppia D'Alema - Berlinguer! Sì, proprio così: il finanziamento alla scuola privata ha inizio nel 2000 (legge n. 62) con il governo presieduto da Massimo D'Alema!
Insomma, sembra che se non moriremo democristiani, moriremo berlusconiani.
Sia lodato fra' Veltroni, don Rutelli, don Giordano, padre Prodi, fra' Diliberto, don Scanio e il curato D'Alema, tutti insieme adoratori del loro San Silvio da Arcore.
❤️
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