Parliamo di quei razzisti spagnoli, così come loro parlano di Noi italiani
Le forze di occupazione spagnole, unitamente alla forze collaborazioniste di quel magrebino Re del Marocco Mohammed VI, presenti sul territorio berbero di Mellilla, nell'Africa occidentale sulla costa orientale del Marocco, hanno avuto un diverbio con 70 patrioti africani, che giustamente pretendevano, di potersi muovere liberamente sul territorio africano senza esserne impediti dal doppio muro razzista, di reticolati voluto in quell'enclave dal Governo del compagno Zapatero, i cui componenti, ipocritamente, spesso criticano l'attuale governo italiano. Spagnoli e guardie marocchine erano armate con le migliori armi automatiche in circolazione, armi elettroniche e cani da attacco simili a quelli che i nazisti usavano nei campi di sterminio. I patrioti africani erano armati a mani nude, senza scarpe, laceri e affamati nonostante ciò alcuni son riusciti a passare sul suolo ingiustamente occupato dallo stato colonialista della Spagna. Ci auguriamo che i membri del governo socialista di Zapatero debbano un giorno rispondere davanti a un tribunale per i diritti umani per i crimini contro l'Umanità da loro perpetrati, nei confronti di cittadini africani, in Africa.