Sabato 27 giugno 2026
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è partita zopa.it

jus · · 1 interventi
E' partita Zopa.it, autorizzata dall'UIC (http://blog.zopa.it/2007/09/21/zopa-e-autorizzata/) e accompaganata da articoli pubblicati sui maggiori organi di stampa nazionali (vedasi http://blog.zopa.it/2007/11/20/5000-e-zopiani-tra-voi/ e ).

Scaricando il materiale informativo e contrattuale (http://www.zopa.it/ZopaWeb/public/help/help-legale.html) si capisce che le soluzioni possibili al "problema" di fondo in cui possono incorrere i prestatori, ovvero il mancato rientro di parte (o tutto) della somma prestata, passano solo attraverso l'art. 6 delle condizioni contrattuali che prevedono una procedura di recupero crediti messa in moto da Zopa stessa (senza costi per il prestatore), sul cui buon esito però Zopa declina ogni responsabilità, il tutto deve essere firmato e controfirmato dal prestatore per espressa accettazione delle clausole vessatorie (ex art. 1341 c.c.).
Parlando con un amico avvocato, si discuteva del fatto che nelle Condizioni Generali è in effetti previsto che in caso di necessità di azioni legali per il recupero delle insolvenze, chi presta possa a quel punto chiedere di conoscere i dati reali del "nickname" a cui sono stati prestati parte dei soldi ma non è chiaro se sia suo diritto ottenere tali informazioni. L'amico avvocato mi diceva poi che secondo lui questo tipo di attività è in generale paragonabile ai "blind (o black? non ricordo) trust" americani per cui secondo lui ci sono anche altri rischi in cui il prestatore può incorrere.
Apro quindi questa discussione sperando di leggere utili interventi.
Saluti
❤️
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