Giovedì 18 giugno 2026
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Passaggi di proprietà

Luigi · · 0 interventi

Ieri sera, chi ha avuto la pazienza di seguire "Le Iene" fra un'interruzione pubblicitaria e l'altra, avrà sicuramente apprezzato un interessante servizio dedicato ai passaggi di proprietà.

Come ricordato dalla trasmissione di Italia 1, il decreto che abolisce l'obbligatorietà di rivolgersi a un notaio per l'acquisto di un'auto (se usata, dev'essere di valore non superiore ai 25.000 euro) è di marzo 2005; nonostante che sia stato convertito in legge nel maggio dello stesso anno, purtroppo non è ancora applicato.

Come ribadito più volte anche da "Quattroruote", manca il decreto attuativo che deve chiarire le nuove modalità di autenticazione della firma del venditore, che prima era effettuata dai notai e ora potrebbe essere fatta anche dai "funzionari del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dai funzionari e dai titolari degli Sportelli telematici dell'automobilista nonché dai funzionari dell'Automobile Club d'Italia competenti" (come dice la legge). Insomma, nel più classico esempio di legislazione all'italiana, le norme ci sono, ma è impossibile applicarle.

A questo punto, a quasi un anno dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale e a pochi mesi dalla fine della legislatura (le elezioni sono fissate per il 9 di aprile), è evidentemente improbabile l'arrivo dell'indispensabile decreto attuativo, con somma gioia della categoria dei notai che, secondo le stime, perderebbe con questo provvedimento circa un centinaio di milioni di euro l'anno.

A infastidire ulteriormente, oltre alla mancata abolizione di uno dei tanti piccoli e grandi balzelli che tormentano gli automobilisti italiani, c'è l'atteggiamento dei ministri di questo Governo. Interpellati sull'argomento dall'inviato delle "Iene", hanno risposto con una faccia tosta e un'arroganza incredibili: "I tempi della burocrazia italiana sono lunghi", ha tagliato corto Giorgio La Malfa (Politiche comunitarie); "Quando arriverà il decreto? Lo chiedete a me?", si è sorpreso Carlo Giovanardi (Rapporti con il Parlamento) dopo aver sbattuto la porta in faccia all'intervistatore; "Mio marito è notaio, ma non si è lamentato", ha scherzato Stefania Prestigiacomo (Pari opportunità), fingendo di non capire il problema. Atteggiamenti rischiosi, a un paio di mesi dalle elezioni...


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