Patrimonio Culturale italiano: ITALIA DELENDA EST
Solo 80 milioni di euro per la tutela del patrimonio culturale, creato in secoli e secoli, solo 80 milioni di euro per monumenti musei, regge, monumenti, statue affreschi, anfiteatri, e quasi il doppio, ben149 milioni, destinati al fondo Fondo Unico per lo Spettacolo. Quello che è incredibile è che con 90 milioni provenienti da un aumento della benzina si andrà a finanziare, agevolandolo fiscalmente, quel cinema che già è incluso nei 149 milioni del Fus.
Opere come il Colosseo, siti archeologici come Pompei, città come Roma, Firenze e Venezia, valutate meno degli studi dove si girano i film. Artisti come Giotto, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, il Giorgione, gente come Bernini, il Canova e architetti come il Palladio, scartati a priori nel nome dello spettacolo odierno messo in scena dal nostro cinema. Meglio gli studios italicie le fiction, che la salvaguardia di una testimonianza materiale avente valore di civiltà, così come lo è il nostro patrimonio culturale.
L’abbruttimento culturale italiano nella sua apoteosi non conosce più limiti, poiché questi soldi regalati malamente, dimostrano che, in Italia, ormai l’unica ricercatezza culturale riconosciuta dalle istituzioni, è solo quella squallida ostentazione dei progetti dei propri ‘capolavori’, da parte di quei quattro cinematografari nostrani che, incapaci nelle proprie opere di esplorare nel passato della nostra cultura per potervi indagare e comprendere le strutture storiografiche della nostra coscienza artistica del passato, pretendono e ottengono soldi che permetteranno loro, di brindare ai fallimenti che creano, e che per la loro gioia ideologia sviliscono decine di secoli della gloria del nostro paese.
Italia delenda est.
Francesco Mangascià
Opere come il Colosseo, siti archeologici come Pompei, città come Roma, Firenze e Venezia, valutate meno degli studi dove si girano i film. Artisti come Giotto, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, il Giorgione, gente come Bernini, il Canova e architetti come il Palladio, scartati a priori nel nome dello spettacolo odierno messo in scena dal nostro cinema. Meglio gli studios italicie le fiction, che la salvaguardia di una testimonianza materiale avente valore di civiltà, così come lo è il nostro patrimonio culturale.
L’abbruttimento culturale italiano nella sua apoteosi non conosce più limiti, poiché questi soldi regalati malamente, dimostrano che, in Italia, ormai l’unica ricercatezza culturale riconosciuta dalle istituzioni, è solo quella squallida ostentazione dei progetti dei propri ‘capolavori’, da parte di quei quattro cinematografari nostrani che, incapaci nelle proprie opere di esplorare nel passato della nostra cultura per potervi indagare e comprendere le strutture storiografiche della nostra coscienza artistica del passato, pretendono e ottengono soldi che permetteranno loro, di brindare ai fallimenti che creano, e che per la loro gioia ideologia sviliscono decine di secoli della gloria del nostro paese.
Italia delenda est.
Francesco Mangascià