Martedì 30 giugno 2026
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Perchè fidarsi dei bugiardi?

Sbugiardino · · 35 interventi
Continuano sul porcellum le bugie di molti politici, avallate da tanti giornalisti che dei primi si fanno megafoni.
Anche sui forum girano bufale incredibili, costantemente riprese da sprovveduti partecipanti.

Cerchiamo di fare chiarezza.

Art. 57 della Costituzione
"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiori a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti".

Testo modificato
> nel 1963 con l'elevazione del numero minimo a 7 senatori per regione, l'assegnazione di 2 senatori al Molise, l'introduzione del meccanismo dei più alti resti e la quantificazione del numero dei senatori elettivi;
> nel 2001 con l'introduzione della circoscrizione estero.

Il testo storico approvato dalla Costituente è il seguente:
"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d'Aosta ha un solo senatore".

Così modificato nel 1963:
"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei seggi fra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti".

La differenza tra il testo del 1963 e quello attuale è solo nell'introduzione della circoscrizione estero.

Il porcellum ha introdotto il premio di maggioranza su base regionale perché non poteva costituzionalmente fare diversamente.
D'altra parte, ".il sistema non assicura la maggioranza assoluta dei seggi del Senato alla coalizione che ha conseguito più voti, per l'eventualità che i singoli premi regionali si neutralizzino a vicenda, né assicura che nei due rami del Parlamento si formi la stessa maggioranza. Del resto entrambi questi disallineamenti potevano verificarsi anche con la precedente disciplina elettorale" (commento tratto dal sito del Senato).

Il commento presente sul sito del Senato è corretto; infatti, il mattarellum del 1993 assegnava il 75% dei seggi con il sistema maggioritario, articolato in collegi uninominali, e il restante 25%, dopo aver effettuato il complesso scorporo, su base sempre regionale per espressa previsione costituzionale.

Quindi, anche la precedente legge elettorale presentava gli stessi problemi del porcellum.
Non c'è coerenza tra voti ed eletti proprio per
> il sistema di assegnazione dei seggi previsto dalla Costituzione su base regionale
> il numero minimo di 7 senatori per regione
> il criterio di elezione in riferimento alla popolazione e non agli elettori.

Quindi, è una solenne CAZZATA affermare che
a) l'eventuale differenza tra maggioranza alla Camera e al Senato sia conseguenza del porcellum;
b) che l'ingovernabilità sia conseguenza del porcellum.

Questi rischi sono dirette conseguenze della Costituzione per espressa volontà dei Costituenti, com'è facilmente desumibile dalla lettura degli atti della Costituente.
I Costituenti vollero una seconda camera, il Senato, con identiche funzioni della prima, corpo elettorale differente rispetto alla Camera, sistema di ripartizione dei seggi differente tra le due camere, assegnazione dei seggi sulla base della popolazione e non degli elettori.

Analizziamo anche i numeri.

I senatori eletti sono 315, dedotti i 6 della circoscrizione estero, rimangono 309, dedotti i 3 assegnati a Valle d'Aosta e Molise, rimangono 306.
A questo punto entra in gioco il disposto costituzionale che prevede che nessuna regione possa avere meno di 7 senatori.
Ne consegue che la Basilicata e l'Abruzzo hanno gli stessi senatori pur avendo la seconda regione il doppio degli abitanti della prima; quindi, con un numero potenzialmente doppio di voti chi conquista l'Abruzzo ha gli stessi eletti di chi conquista la Basilicata.
Alle due regioni citate si aggiungono: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Umbria.
Sono così 5 le regioni che hanno un numero di senatori artificiosamente elevato a 7: infatti, la ripartizione dei senatori in base alla popolazione dovrebbe comportare 1 senatore mediamente ogni 185.000 abitanti circa.
Le 5 regioni in questione si aggiudicano invece 1 senatore ogni 137.500 abitanti; il resto dell'Italia 1 senatore ogni 191.000 abitanti circa.
Chi dovesse conquistare tutti i seggi messi in gioco in queste 5 regioni, si aggiudica 35 senatori; mentre chi dovesse conquistare tutti i seggi messi in gioco nel Lazio conquista appena 27 senatori pur prendendo più voti poiché il Lazio ha una popolazione (e un numero di elettori) superiore alle 5 regioni messe insieme.

Il criterio popolazione, anziché elettori, per l'assegnazione dei seggi ad ogni regione determina un'altra anomalia.
Per effetto della diversa composizione demografica, si verifica che la Campania abbia a disposizone 30 seggi mentre il Lazio solo 27; ciò perché la Campania ha una popolazione superiore al Lazio, ma contemporaneamente un numero inferiore di elettori: in Campania infatti solo il 70% circa della popolazione ha 25 o più anni, nel Lazio questa percentuale sfiora il 79%; ciò determina un maggior numero di elettori nel Lazio rispetto alla Campania, ma un numero inferiore di eletti.
Emilia Romagna e Liguria, insieme, con ben 4.400.000 elettori si aggiudicano 29 senatori: appena 3 senatori in più rispetto alla Sicilia che conta appena 3.600.000 elettori, e ben 2 senatori in meno rispetto a Puglia e Calabria che insieme contano 4.300.000 elettori.
La Toscana con appena 200.000 elettori in meno rispetto alla Puglia elegge 3 senatori in meno.

Ecco perché anche nel caso si abbia la maggioranza dei voti, sommando tutti i voti conquistati da una lista a livello nazionale, si potrebbe finire al Senato in minoranza.

Questo è l'effetto di una Costituzione che ha preferito la mediazione partitica alla governablità determinata dagli elettori.
Solo modificando la Costituzione si risolve il problema.

A tutto ciò si aggiunga la differenza del corpo elettorale: alla Camera vota chi ha compiuto i 18 anni, al Senato chi ha compiuto i 25 anni. Diverso comportamento elettorale, diverso risultato. Alla Camera votano ben 4.100.000 elettori in più (quasi il 10% dell'intero corpo elettorale del Senato): vi pare poco se aggiunto alle altre anomalie del Senato?
In sostanza votare per il Senato è come eleggere tanti parlamenti quante sono le regioni.

Chi si accanisce sul porcellum o è ignorante o è in malafede. Qui non c'entrano le opinioni: ho esposto dati oggettivi incontestabili.

Il porcellum resta una legge immonda perché non consente di selezionare gli eletti, cosa particolarmente grave in un sistema dove l'elettore non ha influenza nemmeno nella scelta delle candidature, ma le critiche che quotidianamente sono vomitate da molti politici e rimasticate da tanti giornalisti fanno proprio pena.
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