perchè c'è il ricorso al voto di fiducia
vorrei fare, nel mio piccolo, qualche riflessione sul ricorso al voto di fiducia da parte del Governo.
E' vero che troppo spesso l' Esecutivo fa ricorso al voto di fiducia, svilendo in tal modo una delle prerogative parlamentari, ma è anche vero che essa è stata sempre ottenuta con largo consenso, mentre nella legislazione scorsa si faceva regolarmente ricorso ai senatori a vita, alcuni dei quali addirittura arrivavano in aula solo per votare e forse nemmeno conoscendo la materia del voto. A tal proposito è bene tener presente che i senatori a vita non occupano la poltrona per elezione popolare. Affermato pertanto che è una prassi che sarebbe bene evitare, c'è da tener presente che il Governo, se non governa, cosa ci sta a fare? La questione, oltre che delicata, è alquanto complessa, ma sarebbe bene chiedersi se sia colpa del Governo o del Parlamento. Spesso mi diverto a seguire i vari " dibattiti" parlamentari e il più delle volte si è di fronte ad un'Aula mezza vuota: i parlamentari presenti sono quasi tutti impegnati nella lettura di gioranli, al telefono, a chiacchierare con il vicino financo a fare scherzi, tipici delle elementari, come lanciarsi pallottoline ed aeroplanini mentre il povero cristo di turno parla o legge come se quanto dice fosse stato scritto da altra persona. Quando poi si arriva al voto i conti a volte non tornano, in quanto il tutto viene allietato dal suono del pianoforte. Compattezza parlamentare quasi assoluta, da quel che mi sovviene , c'è stata solo quando il rimborso elettorale fu portato dalla durata della legislatura a tutti e cinque gli anni, quando il predetto rimborso dalla sera al mattino passò da 1000 lire ad 1 euro a voto e quando ultimamente fu bocciata la proposta di limitare il rimborso spese dei signori "onorevoli" a quanto effettivamente speso. Come si vede di pecche ce ne sono a iosa e, pertanto, partendo dal sacrosanto concetto che il Governo DEVE governare ed avendo tra i piedi un'elefantiaco Parlamento, che a volte sembra tutto tranne che un'Istituzione, qualche mossa che possa apparire una forzatura ma non un' "erosione" della Costituzione ci può anche stare, in quanto alla fine democrazia significa governo di popolo e se il popolo, per lo meno a larga maggioranza, si esprime in una certa maniera, non vedo perchè si debba fare per forza quello che propone, anzi a dire il vero non propone, la minoranza.
E' vero che troppo spesso l' Esecutivo fa ricorso al voto di fiducia, svilendo in tal modo una delle prerogative parlamentari, ma è anche vero che essa è stata sempre ottenuta con largo consenso, mentre nella legislazione scorsa si faceva regolarmente ricorso ai senatori a vita, alcuni dei quali addirittura arrivavano in aula solo per votare e forse nemmeno conoscendo la materia del voto. A tal proposito è bene tener presente che i senatori a vita non occupano la poltrona per elezione popolare. Affermato pertanto che è una prassi che sarebbe bene evitare, c'è da tener presente che il Governo, se non governa, cosa ci sta a fare? La questione, oltre che delicata, è alquanto complessa, ma sarebbe bene chiedersi se sia colpa del Governo o del Parlamento. Spesso mi diverto a seguire i vari " dibattiti" parlamentari e il più delle volte si è di fronte ad un'Aula mezza vuota: i parlamentari presenti sono quasi tutti impegnati nella lettura di gioranli, al telefono, a chiacchierare con il vicino financo a fare scherzi, tipici delle elementari, come lanciarsi pallottoline ed aeroplanini mentre il povero cristo di turno parla o legge come se quanto dice fosse stato scritto da altra persona. Quando poi si arriva al voto i conti a volte non tornano, in quanto il tutto viene allietato dal suono del pianoforte. Compattezza parlamentare quasi assoluta, da quel che mi sovviene , c'è stata solo quando il rimborso elettorale fu portato dalla durata della legislatura a tutti e cinque gli anni, quando il predetto rimborso dalla sera al mattino passò da 1000 lire ad 1 euro a voto e quando ultimamente fu bocciata la proposta di limitare il rimborso spese dei signori "onorevoli" a quanto effettivamente speso. Come si vede di pecche ce ne sono a iosa e, pertanto, partendo dal sacrosanto concetto che il Governo DEVE governare ed avendo tra i piedi un'elefantiaco Parlamento, che a volte sembra tutto tranne che un'Istituzione, qualche mossa che possa apparire una forzatura ma non un' "erosione" della Costituzione ci può anche stare, in quanto alla fine democrazia significa governo di popolo e se il popolo, per lo meno a larga maggioranza, si esprime in una certa maniera, non vedo perchè si debba fare per forza quello che propone, anzi a dire il vero non propone, la minoranza.