Piano pensione alternativo: impossibile se non sei ricco
Cercherò di descrivere come, a fronte di un'esigenza di investire pochi soldi per farsi un piano pensione alternativo, le banche si mangino tutto in spese. A meno che tu non sia ricco e possa investire grosse cifre. In questo caso le spese diventano ridicole.
RIASSUNTO
- Le pensioni calcolate con il metodo contributivo saranno da fame
- Se non ci facciamo una pensione alternativa non compreremo il pane
- Per farsi dei piani alternativi occorre investire un piccolo TOT ogni mese.
- Ma investire poco ogni mese è impossibile: le banche si mangiano tutto
- Se vuoi inverstire e non hai tanti soldi, vieni mangiato dalle spese bancarie
- QUINDI: se sei povero oltre ad accumulare una pensione da fame non puoi neanche investire gli spiccioli che faticosamente accantoni giorno per giorno
DETTAGLI
Sappiamo che le pensioni calcolate con il metodo contributivo saranno da fame.
Se non ci facciamo una pensione alternativa non riusciremo a sbarcare il lunario.
Come fare?
Tutti ci dicono di investire, aderire a fondi, ecc.
Ma a parte i fondi di categoria (che rendono meno del TFR, ma che, per ora, sono ancora convenienti grazie al contributo del datore di lavoro), cosa possiamo fare?
Gli altri fondi (banche/assicurazioni) sono una ladrata. Consultate il sito aduc.it per farvi un'idea.
Allora? Fai da te.
Se siamo piccoli (molto piccoli) risparmiatori, è molto probabile che non avremo altri titoli in portafoglio. Significa che ancora non sappiamo cosa ci aspetta in termini di spese bancarie.
La banca infatti prevede: spese di tenuta titoli, spese di entrata ed uscita, commissioni all'acquisto ed alla vendita, canoni mensili. E poi c'è il bollo sui titoli, che se non ne hai, non lo paghi.
La forma di investimento più interessante è quella che prevede di accantonare una piccola cifra ogni mese. Per esempio: riservare 100 Euro al mese per la pensione integrativa.
Questo tipo di investimento è interessante per molti aspetti
-"spalma" nel tempo il rischio di entrata nel mercato
- per definizione, diluisce sul lungo termine il rischio oscillazione dei titoli.
- facendo molti acquisti all'anno (anche se per piccole cifre), permette di diversificare l'investimento e quindi riduce ulteriormente i rischi di oscillazione.
- una piccola cifra ogni mese toglie poco al mensile e permette di farci trovare un piccolo gruzzoletto in futuro
Non scendo nei dettagli delle possibilità di investimento.
Probabilmente la scelta migliore per questo tipo di approccio è comprare ETF: molteplici, diversi, commissioni basse, possibile guadagno interessante sul lungo termine, rischio variabile.
Ma lascio ad ognuno la scelta dell'investimento più vicino alle proprie "velleità" di investitore estemporaneo.
Un accumulo mensile: l'ideale per un piano pensione fai da te. Vero?
Falso.
Quando ho cominciato a fare i conti ho scoperto che le cose non sono per niente idilliache. Confrontando le offerte di due banche online (Fineco e IWBank) ho scoperto che per un risparmiatore che volesse fare SOLO quello (e che quindi non fa altre operazioni sui titoli e NON possiede altri titoli) la banca si succhia, nel migliore dei casi, circa l'8% il primo anno, e circa il 5% (a descrescere) negli anni successivi.
Considerando 1200 Euro all'anno investiti, le diverse formule offerte sono riassumibili nei seguenti 2 casi:
- Spesa fissa di 12,50 Euro per eseguito (1% su 1200 Euro, 12,5% su 100 Euro!)
- Spesa percentuale di circa lo 0,2% con minimo di 3/5 Euro (< 0,5% su 1200 euro, ma 3/6% su 100 Euro!). Questa formula prevede un canone mensile variabile ma comunque compreso tra i 3 ed i 5 Euro mensili. Si
aggiunge quindi una spesa variabile di 36/60 Euro all'anno (3/5% su 1200 Euro!)
Ho provato diverse formule, anche investendo non mensilmente ma quadrimestralmente. Nel migliore dei casi la banca si succhia il 5% del capitale, ogni anno!
Per ridurre al minimo l'impatto della spesa applicata all'eseguito (e poi ci sono i canoni) occorre investire una grossa cifra: investire cioè TUTTO ASSIEME e non scaglionato.
Purtroppo il piccolo risparmiatore non dispone di grossi (ma nemmeno medi) capitali, e può investire solo le piccole cifre accantonate "sotto al materasso". Riuscirà così a comprare titoli molto raramente (solo quando l'impatto della spesa sarà accettabile) e non riuscirà
mai a possederne un numero tale da chiamare il proprio portafoglio "diversificato".
In questo modo sarà esposto al rischio mercato, oscillazioni, crack, ecc.
Appare evidente come che tali formule siano studiate appositamente per scoraggiare il piccolo risparmiatore.
Ma con la riforma delle pensioni in atto, se non pensiamo ad un nostro piano di accumulo, tra una ventina d'anni, ci sarà da piangere. E la gravità della situazione è evidente pensando a chi percepisce un reddito basso: meno si guadagna, più bassa sarà la pensione, ma nemmeno si può preparare un piano di accumulo decente, a meno che non si voglia "finanziare" la mercedes del banchiere di turno.
Chiedo quindi: c'è qualche spiraglio in merito?
Esiste forse un qualche conto "trading" che permetta di fare questo genere di investimenti, tenendo le spese "al minimo"? Mi sembra di no.
Qualche anno fa esisteva FINECO SIM: 0,19% di spesa per eseguito, senza minimo, senza canone, senza bollo. Era un po' utopistico che durasse (infatti...), ma mi chiedo se authority o altri organi (associazioni consumatori in primis, personaggi di spicco) non si domandino se non sia il caso di chiedere a gran voce pari opportunità
di investimento, anche per i piccoli risparmiatori.
Sempre che vogliamo andarci, in pensione...
Grazie per la completa lettura,
cordiali saluti
Romano Signorelli
RIASSUNTO
- Le pensioni calcolate con il metodo contributivo saranno da fame
- Se non ci facciamo una pensione alternativa non compreremo il pane
- Per farsi dei piani alternativi occorre investire un piccolo TOT ogni mese.
- Ma investire poco ogni mese è impossibile: le banche si mangiano tutto
- Se vuoi inverstire e non hai tanti soldi, vieni mangiato dalle spese bancarie
- QUINDI: se sei povero oltre ad accumulare una pensione da fame non puoi neanche investire gli spiccioli che faticosamente accantoni giorno per giorno
DETTAGLI
Sappiamo che le pensioni calcolate con il metodo contributivo saranno da fame.
Se non ci facciamo una pensione alternativa non riusciremo a sbarcare il lunario.
Come fare?
Tutti ci dicono di investire, aderire a fondi, ecc.
Ma a parte i fondi di categoria (che rendono meno del TFR, ma che, per ora, sono ancora convenienti grazie al contributo del datore di lavoro), cosa possiamo fare?
Gli altri fondi (banche/assicurazioni) sono una ladrata. Consultate il sito aduc.it per farvi un'idea.
Allora? Fai da te.
Se siamo piccoli (molto piccoli) risparmiatori, è molto probabile che non avremo altri titoli in portafoglio. Significa che ancora non sappiamo cosa ci aspetta in termini di spese bancarie.
La banca infatti prevede: spese di tenuta titoli, spese di entrata ed uscita, commissioni all'acquisto ed alla vendita, canoni mensili. E poi c'è il bollo sui titoli, che se non ne hai, non lo paghi.
La forma di investimento più interessante è quella che prevede di accantonare una piccola cifra ogni mese. Per esempio: riservare 100 Euro al mese per la pensione integrativa.
Questo tipo di investimento è interessante per molti aspetti
-"spalma" nel tempo il rischio di entrata nel mercato
- per definizione, diluisce sul lungo termine il rischio oscillazione dei titoli.
- facendo molti acquisti all'anno (anche se per piccole cifre), permette di diversificare l'investimento e quindi riduce ulteriormente i rischi di oscillazione.
- una piccola cifra ogni mese toglie poco al mensile e permette di farci trovare un piccolo gruzzoletto in futuro
Non scendo nei dettagli delle possibilità di investimento.
Probabilmente la scelta migliore per questo tipo di approccio è comprare ETF: molteplici, diversi, commissioni basse, possibile guadagno interessante sul lungo termine, rischio variabile.
Ma lascio ad ognuno la scelta dell'investimento più vicino alle proprie "velleità" di investitore estemporaneo.
Un accumulo mensile: l'ideale per un piano pensione fai da te. Vero?
Falso.
Quando ho cominciato a fare i conti ho scoperto che le cose non sono per niente idilliache. Confrontando le offerte di due banche online (Fineco e IWBank) ho scoperto che per un risparmiatore che volesse fare SOLO quello (e che quindi non fa altre operazioni sui titoli e NON possiede altri titoli) la banca si succhia, nel migliore dei casi, circa l'8% il primo anno, e circa il 5% (a descrescere) negli anni successivi.
Considerando 1200 Euro all'anno investiti, le diverse formule offerte sono riassumibili nei seguenti 2 casi:
- Spesa fissa di 12,50 Euro per eseguito (1% su 1200 Euro, 12,5% su 100 Euro!)
- Spesa percentuale di circa lo 0,2% con minimo di 3/5 Euro (< 0,5% su 1200 euro, ma 3/6% su 100 Euro!). Questa formula prevede un canone mensile variabile ma comunque compreso tra i 3 ed i 5 Euro mensili. Si
aggiunge quindi una spesa variabile di 36/60 Euro all'anno (3/5% su 1200 Euro!)
Ho provato diverse formule, anche investendo non mensilmente ma quadrimestralmente. Nel migliore dei casi la banca si succhia il 5% del capitale, ogni anno!
Per ridurre al minimo l'impatto della spesa applicata all'eseguito (e poi ci sono i canoni) occorre investire una grossa cifra: investire cioè TUTTO ASSIEME e non scaglionato.
Purtroppo il piccolo risparmiatore non dispone di grossi (ma nemmeno medi) capitali, e può investire solo le piccole cifre accantonate "sotto al materasso". Riuscirà così a comprare titoli molto raramente (solo quando l'impatto della spesa sarà accettabile) e non riuscirà
mai a possederne un numero tale da chiamare il proprio portafoglio "diversificato".
In questo modo sarà esposto al rischio mercato, oscillazioni, crack, ecc.
Appare evidente come che tali formule siano studiate appositamente per scoraggiare il piccolo risparmiatore.
Ma con la riforma delle pensioni in atto, se non pensiamo ad un nostro piano di accumulo, tra una ventina d'anni, ci sarà da piangere. E la gravità della situazione è evidente pensando a chi percepisce un reddito basso: meno si guadagna, più bassa sarà la pensione, ma nemmeno si può preparare un piano di accumulo decente, a meno che non si voglia "finanziare" la mercedes del banchiere di turno.
Chiedo quindi: c'è qualche spiraglio in merito?
Esiste forse un qualche conto "trading" che permetta di fare questo genere di investimenti, tenendo le spese "al minimo"? Mi sembra di no.
Qualche anno fa esisteva FINECO SIM: 0,19% di spesa per eseguito, senza minimo, senza canone, senza bollo. Era un po' utopistico che durasse (infatti...), ma mi chiedo se authority o altri organi (associazioni consumatori in primis, personaggi di spicco) non si domandino se non sia il caso di chiedere a gran voce pari opportunità
di investimento, anche per i piccoli risparmiatori.
Sempre che vogliamo andarci, in pensione...
Grazie per la completa lettura,
cordiali saluti
Romano Signorelli