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una piccola storia di Natale

Lucio Musto · · 1 interventi
Una piccola storia di Natale

«Auguri, auguri!... buon Natale!...
strillavano tutti, nella grande sala delle feste, ripetendo a memoria il copione tante volte recitato, tante altre volte già strillato.
Volti rossi per il gran caldo, voce forte il più possibile per scacciare, almeno stasera le preoccupazioni d’ogni giorno, e le fatiche, le sofferenze, i timori nebbiosi e paurosi…
«Buon Natale!, auguri, auguri!...
strillavano tutti, senza nemmeno sapere davvero cosa augurare, cosa sperare… parole mille volte ripetute, come in giaculatorie ormai parte del rito, di un rito senza più significato.

«Mamma!... mamma!... correte tutti!...
Lo strillo fortissimo ed innaturale della bambina supera ogni altra voce, nella grande sala delle feste, e raggiunge tutti. Tutti ne avvertono l’estrema urgenza e si accalcano intorno alla piccola che col ditino alzato verso la finestra ora sussurra appena, ma nell’improvviso silenzio sentono tutti:
«Lassù… guardate…lassù!...

Fra le cime appena ondeggianti dei due pini gemelli del giardino, si vede chiaramente la forma di una culla bianca, a forma di slitta leggera, che vola veloce in quel piccolo spicchio di cielo notturno lasciandosi dietro una scia di pulviscolo d’oro. Potrebbe essere solo una bizzarra nuvoletta… ma lo sentiamo dentro tutti, che è ben altra cosa…
Rimaniamo a guardare, mentre quel pulviscolo d’oro da stella cometa scende lentamente sul mondo, sui nostri nasi all’insù, e sembra quasi entrarci anche nelle bocche rimaste aperte per lo stupore. Ora, siamo tutti silenziosi, come in attesa…

«Toh!... guarda che c’è!... chissà com’è finito li!...
Sul davanzale, c’è un piccolissimo pacchetto rosso a forma di busta, proprio identico a quelli che abbiamo usato prima nel gioco della pesca dei pensieri… qualcuno forse nella confusione s’è perso il suo!... ma ora va aperto lo stesso, per leggere il bigliettino…
Il foglietto bianco arrotolato nel pacchettino dice soltanto:
«Abbracciati fortissimo con chi ti è vicino!...
e naturalmente subito, nello spirito del gioco che conosciamo tutti, c’è un grandissimo scambiarci di abbracci leva-fiato e strilletti contenti… mentre la leggera nebbiolina dorata ha riempito la stanza.

Quindi uno, e poi gli altri, e tutti di colpo vediamo il gran mucchio di pacchettini ed involti colorati e festosi comparsi all’improvviso davanti al camino… e riprende il gran chiasso.
Zio Mario, come sempre, in allegra fatica, si incarica della distribuzione dei doni… Ogni dono un applauso, ogni applauso mille grazie e un bacino… la festa riprende ancor più festosa…

Mezzanotte è passata… siamo stanchi, soddisfatti, ed ormai un po’ sonnacchiosi… e non strilliamo più tanto.
«Scusate… ormai l’ora è arrivata, e mi tocca partire… non mi va, d’arrivare in ritardo…

Ogni saluto è un po’ malinconico, e si dicono le cose tanto per dire qualcosa:
«Ma come?... di già?... ma Natale non è ancora passato!... non vogliamo restare da soli!...

Un dolce, sereno sorriso; poi dalla tasca rispunta il pacchettino rosso a forma di busta che ancora diffonde il pulviscolo d’oro:
«Non è così!... non vedete?... c’è scritto anche qui, nel nostro regalo di oggi.
Dipende soltanto da noi. Ogni giorno diventa Natale, se sapremo abbracciarci fra noi, forte forte di tutta la forza!

Lucio Musto 23 dicembre 2009
❤️
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