Venerdì 26 giugno 2026
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PRC: VERSO ESCLUSIONE TURIGLIATTO

Cronista · · 2 interventi

DOMANI DECISIONE

ROMA - La direzione di Rifondazione comunista decidera' con ogni probabilita' gia' nella giornata di domani l'esclusione dal partito di Franco Turigliatto, il senatore della minoranza interna, che con il suo atteggiamento ha contribuito alla crisi del governo Prodi. La decisione sull'esclusione di Turigliatto, che fa parte della direzione per l'area trotzkista Sinistra critica, accreditata di un 7% circa all'ultimo congresso del partito, sara' determinata dal combinato disposto della decisione politica della direzione e di quella disciplinare del Collegio nazionale di garanzia del Prc, presieduto da Guido Cappelloni. Di fronte al Collegio pende gia' da qualche mese anche la posizione del portavoce di Sinistra critica, Salvatore Cannavo', che ha dichiarato la piena solidarieta' nei confronti Turigliatto, per la sua decisione di non votare alla Camera la Finanziaria del governo Prodi. Continua intanto presso la sede centrale del Prc di viale del Policlinico il fuoco di fila delle telefonate e della e-mail contro la scelta di Turigliatto, contro la decisione del partito di candidarlo e di denuncia, da parte di elettori dell'Unione, della "inaffidabilita'" del Prc, collegando la defezione di Turigliatto con il ritiro del sostegno di Rifondazione al primo governo Prodi nel 1998.

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Sembra che in casa PRC vogliano fare le cose seriamente. Tuttavia sbagliano di grosso se pensano di risolvere tutto con la cacciata di uno o due individui. Qui il mea culpa deve essere generale e riflettere seriamente su quello che è l'impatto dell'esistenza ancora (e per giunta velleitaria!) di ben due partiti politici che si richiamano "tout-court" al comunismo, sulle frange più insofferenti (perchè purtroppo le più disagiate e le più penalizzate dall'attuale situazione economico-politica, venutasi a creare con i devastanti cinque anni di malgoverno neofascista berlusconiano) dei giovani dell'estrema sinistra: sempre più vittime dei "cattivi" maestri che, cosa veramente allucinante, trovano "sponda" in alcune frange politiche parlamentari, canditate con colpevole leggerezza alle passate elezioni del 10 Aprile scorso.

Se questa sinistra "radicale", deputata legittimamente dagli elettori a rappresentare una parte della sinistra, vuole veramente giovare ai suoi rappresentati, anche se in misura minima rispetto alle aspettative, allora deve rendersi conto che il massimo vantaggio che essa può apportare ai suoi elettori è innanzitutto di evitare che l'infernale Berlusconi, (diabolica futura politica alla cui potenza hanno contribuito in maniera determinante gli stessi esponenti di PRC, quando decisero di far cadere il governo Prodi nel '98) possa tornare di nuovo al governo, prima che la magistratura italiana riesca ad incastrarlo definitivamente e sbatterlo così in galera, eliminando per sempre un gravissimo rischio per la stabilità democratica del nostro paese. Tutte le altre questioni, per quanto importanti, sono poste in secondo piano, rispetto a questa esigenza basilare!


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