Giovedì 18 giugno 2026
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Le prime verità di Padoa Schioppa

Alex1 · · 0 interventi
ROMA - "I conti peggiorano" dice il ministro, "subito i soldi per lo scalone", ribatte il segretario della Cgil. Uno scambio di battute che misura tutta la distanza che sulle pensioni divide governo, o almeno una parte di esso, e sindacati. Al nuovo round del tavolo di trattativa tra esecutivo e parti sociali si consuma lo scontro evitato la settimana scorsa per l'assenza del ministro dell'Economia.

Ed è proprio quest'ultimo a mettere in chiaro i paletti che da via XX settembre vengono posti all'ipotesi di nuove spese sociali. "2,5 miliardi è il limite oltre il quale non possiamo andare". E le motivazioni che il ministro porta sul tavolo gelano le parti sociali. "In questi giorni è in corso un'offensiva che può portare ad un sostanziale cambiamento dello scenario sul fronte delle entrate". E poi Padoa-Schioppa ha aggiunto: "Fino a marzo l'evoluzione della spesa è stata positiva, da marzo a oggi c'è stato un peggioramento". A fronte delle buone entrate, infatti, "alcuni fattori in questi giorni sono andati male", ha detto il ministro. "Il trend della spesa - spiega Padoa-Schioppa - registra un adamento negativo peggiore del previsto a causa di alcuni fattori come la spesa in conto interessi, il contratto del pubblico impiego e la sanità.

La preoccupazione del ministro è quella di non rompere l'equilibrio dei conti della previdenza e non mettere quindi a repentaglio il giudizio dell'Unione europea che in caso negativo sarebbe "catastrofico".

Il titolare del dicastero di XX Settembre ha spiegato che la soglia massima per i costi legati al superamento dello scalone e per il welfare è rappresentata da 2,5 miliardi di euro. In questo momento, sulla base delle nuove previsioni sui conti da marzo e sull'andamento della spesa, per Padoa-Schioppa quella cifra sarebbe "da correggere in negativo".

Così tutto torna in discussione. "Se si pensa di affrontare il tema previdenza con la calcolatrice - è la risposta piccata di Guglielmo Epifani - non va bene, non va proprio bene. Non trattiamo con la calcolatrice perché dietro i numeri, ci sono sempre condizioni, problemi". "Qualche giorno fa il ministro - ha continuato il leader della Cgil - ha detto che era finita l'emergenza finanziaria. E, allora, non bisogna usare toni da emergenza finanziaria. I conti vanno sempre così: un mese male e uno bene. Questo mese, ad esempio, i consumi sono caduti, dopo un periodo in cui andavano bene. E necessario invece fare un ragionamento sulle prospettive".

Detto questo Epifani spara a zero: "Il Governo deve fare la sua parte in commedia mettendo le risorse necessarie per dare risposte ai lavoratori. Non si può aspettare il 31 dicembre per sapere cosa succederà".

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Dopo aver spiegato per un anno che "va tutto bene, grazie a noi" finalmente qualche verità.
❤️
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