Processo Bipop, ennesimo scandalo all'italiana
sabato, 13 gennaio 2007 - Bipop-Carire, lunedì nuova seduta dell'udienza preliminare a Milano.
Dopo le richieste avanzate dai difensori degli imputati per una verifica della possibilità di patteggiamento, lunedì avrà luogo la prossima seduta dell'udienza preliminare. Considerando la drastica riduzione dei reati (da 9 a 3) operata dalla procura di Milano rispetto a quella di Brescia e soprattutto del fatto che Milano, al contrario di Brescia, non considera i risparmiatori e i piccoli azionisti parte offesa nel processo penale, gli imputati cercano quindi di chiudere il processo con pene che escludano dal risarcimento gli unici che hanno pagato per lo scandalo, proprio i risparmiatori epiccoli azionisti traditi. Se lunedì si andrà verso un patteggiamento con queste caratteristiche, il Tribunale di Milano avrà scritto una delle più brutte storie riguardanti gli scandali finanziari avvenuti negli ultimi anni a causa dei conflitti d'interesse delle banche.
E PUNTUALMENTE QUANTO SOPRA SI E' VERIFICATO!!!
lunedì, 15 gennaio 2007 - Il processo penale per lo scandalo Bipop verso conclusioni ingloriose.
Il processo penale per lo scandalo Bipop-Carire, dopo il trasferimento a Milano, si avvia a una conclusione ingloriosa, con l'ennesima e incredibile beffa per le decine di migliaia di risparmiatori e piccoli azionisti traditi, gli unici che hanno pagato pesantemente per lo scandalo, ma esclusi a livello penale da ogni risarcimento. Nell'udienza odierna sono state presentate le istanze di patteggiamento della pena, concordate con i PM, da parte di dieci dei dodici imputati rimasti nel processo di Milano. A fronte della devastante distruzione di risparmi conseguente allo scandalo Bipop e stimata in 10 miliardi di euro, il patteggiamento, dopo tutti i calcoli previsti, si concretizza in una incredibile pena pecuniaria massima di 58.400 euro per ogni imputato. Incredibile da tutti i punti di vista. Basti pensare a scandali finanziari analoghi in altri paesi, come i 25 anni di carcere e i risarcimenti miliardari dei casi Enron o World Com. O agli stessi reati (associazione a delinquere, falso in bilancio, aggiotaggio, appropriazione indebita .) previsti nelle richieste di rinvio a giudizio del Tribunale di Brescia, prima del trasferimento a Milano. Oppure ai fiumi d'inchiostro versati dai mezzi d'informazione su uno dei più gravi scandali di risparmio tradito, con le denunce di conflitti d'interesse, abuso di fiducia, violazione sistematica del TUF, inadeguatezza dei prodotti venduti rispetto a caratteristiche e propensione al rischio dei clienti. O ancora al fatto che le pene pecuniarie previste dal patteggiamento non servono neppure lontanamente a pagare le sole spese processuali. Eppure questa è la giustizia italiana, salvo lamentarsi per la scarsa fiducia dei cittadini nei suoi confronti. L'unica nota positiva in queste probabili conclusioni del proceso penale, è che il patteggiamento della pena significa ammissione di responsabilità che eventualmente potrebbe essere fatta valere a livello di processi civili. Ma i processi civili costano e hanno tempi lunghi e le cause collettive (class action), già approvate da un ramo del parlamento nella scorsa legislatura e che tutti continuano ad auspicare come prioritarie, non diventano mai legge.
AVANTI COSI' GIUSTIZIA ITALIANA, E POI FACCIAMO I MORALISTI A LIVELLO INTERNAZIONALE METTENDO IL BECCO NELLE SITUAZIONI INTERNE DI ALTRI STATI.
GUARDIAMO PRIMA IN CASA NOSTRA, CHE AVVENGONO COSE OSCENE!!!
Dopo le richieste avanzate dai difensori degli imputati per una verifica della possibilità di patteggiamento, lunedì avrà luogo la prossima seduta dell'udienza preliminare. Considerando la drastica riduzione dei reati (da 9 a 3) operata dalla procura di Milano rispetto a quella di Brescia e soprattutto del fatto che Milano, al contrario di Brescia, non considera i risparmiatori e i piccoli azionisti parte offesa nel processo penale, gli imputati cercano quindi di chiudere il processo con pene che escludano dal risarcimento gli unici che hanno pagato per lo scandalo, proprio i risparmiatori epiccoli azionisti traditi. Se lunedì si andrà verso un patteggiamento con queste caratteristiche, il Tribunale di Milano avrà scritto una delle più brutte storie riguardanti gli scandali finanziari avvenuti negli ultimi anni a causa dei conflitti d'interesse delle banche.
E PUNTUALMENTE QUANTO SOPRA SI E' VERIFICATO!!!
lunedì, 15 gennaio 2007 - Il processo penale per lo scandalo Bipop verso conclusioni ingloriose.
Il processo penale per lo scandalo Bipop-Carire, dopo il trasferimento a Milano, si avvia a una conclusione ingloriosa, con l'ennesima e incredibile beffa per le decine di migliaia di risparmiatori e piccoli azionisti traditi, gli unici che hanno pagato pesantemente per lo scandalo, ma esclusi a livello penale da ogni risarcimento. Nell'udienza odierna sono state presentate le istanze di patteggiamento della pena, concordate con i PM, da parte di dieci dei dodici imputati rimasti nel processo di Milano. A fronte della devastante distruzione di risparmi conseguente allo scandalo Bipop e stimata in 10 miliardi di euro, il patteggiamento, dopo tutti i calcoli previsti, si concretizza in una incredibile pena pecuniaria massima di 58.400 euro per ogni imputato. Incredibile da tutti i punti di vista. Basti pensare a scandali finanziari analoghi in altri paesi, come i 25 anni di carcere e i risarcimenti miliardari dei casi Enron o World Com. O agli stessi reati (associazione a delinquere, falso in bilancio, aggiotaggio, appropriazione indebita .) previsti nelle richieste di rinvio a giudizio del Tribunale di Brescia, prima del trasferimento a Milano. Oppure ai fiumi d'inchiostro versati dai mezzi d'informazione su uno dei più gravi scandali di risparmio tradito, con le denunce di conflitti d'interesse, abuso di fiducia, violazione sistematica del TUF, inadeguatezza dei prodotti venduti rispetto a caratteristiche e propensione al rischio dei clienti. O ancora al fatto che le pene pecuniarie previste dal patteggiamento non servono neppure lontanamente a pagare le sole spese processuali. Eppure questa è la giustizia italiana, salvo lamentarsi per la scarsa fiducia dei cittadini nei suoi confronti. L'unica nota positiva in queste probabili conclusioni del proceso penale, è che il patteggiamento della pena significa ammissione di responsabilità che eventualmente potrebbe essere fatta valere a livello di processi civili. Ma i processi civili costano e hanno tempi lunghi e le cause collettive (class action), già approvate da un ramo del parlamento nella scorsa legislatura e che tutti continuano ad auspicare come prioritarie, non diventano mai legge.
AVANTI COSI' GIUSTIZIA ITALIANA, E POI FACCIAMO I MORALISTI A LIVELLO INTERNAZIONALE METTENDO IL BECCO NELLE SITUAZIONI INTERNE DI ALTRI STATI.
GUARDIAMO PRIMA IN CASA NOSTRA, CHE AVVENGONO COSE OSCENE!!!