A PROPOSITO DI PURITANI
Dal sito della Chiesa valdese (www.chiesavaldese.org)
Se mi chiamate puritano... non mi offendo
di Claudio Pasquet
Eh basta! Lo so che non è serio iniziare un articolo così, ma è il pensiero che mi è venuto in mente stamattina ascoltando il giornale radio delle sette. Riferendosi a recenti vicende boccaccesche della politica italiana, ci si è adeguati destra, sinistra e centro, all’uso del termine “puritano” nel senso più negativo possibile. Mi chiedo: chi parla dei puritani sa di che si tratta? Eccone alcuni esempi.
Era puritano Oliver Cromwell, che, in difesa del parlamento contro la monarchia assoluta, creò un esercito in cui i gradi si conseguivano per meriti e capacità e non per censo, in un’epoca in cui i figli dei nobili europei diventavano colonnelli (o cardinali) a tredici anni.
Erano puritani quei Padri Pellegrini che, perseguitati a causa della loro fede, andarono in America e invece di creare una nazione con un solo culto ufficiale (come qualcuno vorrebbe ancora nell’Italia di oggi), posero la libertà di culto alla base del paese che stavano costruendo.
Erano di formazione puritana i fondatori degli Stati Uniti, paese che tutti i nostri politici sono pronti ad incensare.
E la loro etica? Sempre dileggiata e additata ad esempio negativo? Lo studioso E. Fuchs nel suo libro sull’etica protestante, ne riassume così i caratteri distintivi:
a) Uguaglianza: ogni individuo parte da una condizione che lo accomuna agli altri: è un peccatore. Si rifiuta quindi l’idea di gerarchie "naturali" nell’umanità.
b) Disciplina: ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Da qui la condanna dell’ozio, dei piaceri frivoli e l’esaltazione del laborioso padre di famiglia.
c) Individualismo: ogni individuo dovrà far valere i talenti che il Signore gli ha affidato.
d) Difesa della libertà: nessun potere politico o religioso può mostrare poco rispetto della libertà. Essa è la palestra in cui l’individuo si spende e spende i talenti che gli sono affidati. L’unico limite che le si può porre è che vada a scapito del "bene comune".
e) Tolleranza: pur tenendo conto dei condizionamenti politici e culturali, nella consapevolezza che si tratta di un percorso tutt’altro che lineare, dobbiamo però riconoscere che le società nate dalla rivolta puritana o dalla predicazione calvinista furono le prime a pronunciarsi per una effettiva tolleranza religiosa (a partire dalla fine del ‘600 nel Rhode Island).
f) Valorizzazione del lavoro "secolare". L’etica puritana del lavoro, non è che la prosecuzione dell’idea luterana e calvinista della vocazione strappata dai conventi e universalizzata.
g) E parliamo anche di ...sesso. La natura umana è valorizzata dal protestantesimo anche nel suo aspetto sessuale (no al celibato) Ma la natura è ambigua, preda del peccato, per cui va controllata. Ecco la fonte di tante incomprensioni del puritanesimo: il termine "constancy" (costante autocontrollo) per cui: "Il matrimonio diventa il miglior mezzo per integrare la forza della passione e del piacere in un progetto costruttivo di vita" (Fuchs op. cit. p. 65).
Certo tutto questo si articola nella storia, tra chiari e scuri, con delle chiusure difficili da comprendere oggi. Sappiamo che nel ‘600 alcuni puritani, mentre altri li criticavano, fecero salire sul rogo delle povere ragazze a Salem. Ma.. se non andiamo errati l’ultimo rogo di streghe avvenne in Spagna nel 1848, e lì non c’erano puritani o protestanti... li avevano uccisi tutti trecento anni prima.
11 febbraio 2011
Se mi chiamate puritano... non mi offendo
di Claudio Pasquet
Eh basta! Lo so che non è serio iniziare un articolo così, ma è il pensiero che mi è venuto in mente stamattina ascoltando il giornale radio delle sette. Riferendosi a recenti vicende boccaccesche della politica italiana, ci si è adeguati destra, sinistra e centro, all’uso del termine “puritano” nel senso più negativo possibile. Mi chiedo: chi parla dei puritani sa di che si tratta? Eccone alcuni esempi.
Era puritano Oliver Cromwell, che, in difesa del parlamento contro la monarchia assoluta, creò un esercito in cui i gradi si conseguivano per meriti e capacità e non per censo, in un’epoca in cui i figli dei nobili europei diventavano colonnelli (o cardinali) a tredici anni.
Erano puritani quei Padri Pellegrini che, perseguitati a causa della loro fede, andarono in America e invece di creare una nazione con un solo culto ufficiale (come qualcuno vorrebbe ancora nell’Italia di oggi), posero la libertà di culto alla base del paese che stavano costruendo.
Erano di formazione puritana i fondatori degli Stati Uniti, paese che tutti i nostri politici sono pronti ad incensare.
E la loro etica? Sempre dileggiata e additata ad esempio negativo? Lo studioso E. Fuchs nel suo libro sull’etica protestante, ne riassume così i caratteri distintivi:
a) Uguaglianza: ogni individuo parte da una condizione che lo accomuna agli altri: è un peccatore. Si rifiuta quindi l’idea di gerarchie "naturali" nell’umanità.
b) Disciplina: ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Da qui la condanna dell’ozio, dei piaceri frivoli e l’esaltazione del laborioso padre di famiglia.
c) Individualismo: ogni individuo dovrà far valere i talenti che il Signore gli ha affidato.
d) Difesa della libertà: nessun potere politico o religioso può mostrare poco rispetto della libertà. Essa è la palestra in cui l’individuo si spende e spende i talenti che gli sono affidati. L’unico limite che le si può porre è che vada a scapito del "bene comune".
e) Tolleranza: pur tenendo conto dei condizionamenti politici e culturali, nella consapevolezza che si tratta di un percorso tutt’altro che lineare, dobbiamo però riconoscere che le società nate dalla rivolta puritana o dalla predicazione calvinista furono le prime a pronunciarsi per una effettiva tolleranza religiosa (a partire dalla fine del ‘600 nel Rhode Island).
f) Valorizzazione del lavoro "secolare". L’etica puritana del lavoro, non è che la prosecuzione dell’idea luterana e calvinista della vocazione strappata dai conventi e universalizzata.
g) E parliamo anche di ...sesso. La natura umana è valorizzata dal protestantesimo anche nel suo aspetto sessuale (no al celibato) Ma la natura è ambigua, preda del peccato, per cui va controllata. Ecco la fonte di tante incomprensioni del puritanesimo: il termine "constancy" (costante autocontrollo) per cui: "Il matrimonio diventa il miglior mezzo per integrare la forza della passione e del piacere in un progetto costruttivo di vita" (Fuchs op. cit. p. 65).
Certo tutto questo si articola nella storia, tra chiari e scuri, con delle chiusure difficili da comprendere oggi. Sappiamo che nel ‘600 alcuni puritani, mentre altri li criticavano, fecero salire sul rogo delle povere ragazze a Salem. Ma.. se non andiamo errati l’ultimo rogo di streghe avvenne in Spagna nel 1848, e lì non c’erano puritani o protestanti... li avevano uccisi tutti trecento anni prima.
11 febbraio 2011