PROPOSTA NORMA SU OPERE DI INTELLETTO
Grazie all'Aduc per questo spazio. Scrivo per proporre, qualora non sia già stato fatto e soprattutto se la proposta è compatibile con i principi del Diritto Italiano, una norma sulla tutela delle opere dell'intelletto e in particolar modo sul software. A volte succede che con l'uscita di nuove versioni di software, le precedenti non siano più in produzione e le nuove non abbiano interfacce simili alle precedenti. Probabilmente chi aveva imparato quel software particolare e avesse esigenza di acquistarne nuove licenze si trova nell'impossibilità materiale di soddisfare le proprie necessità. Inoltre per le software house "produrre un software" si concretizza solo nel concedere in licenza e non nel creare una filiera industriale del prodotto finito poiché tale esoso processo è stato già concluso inizialmente. La mia proposta è: tutte le opere dell'intelletto (musica, software ecc.) che non siano PIU' edite da alcuna azienda autorizzata e che non rientrino GIA' nel campo di non applicabilità dei diritti d'autore (oltre tot anni dall'invenzione) vengano ritenute, per legge, libere (forse freeware?) almeno per uso non commerciale. Credo che sia una proposta equa che se da una parte incentiva le software house a continuare la vendita di software obsoleti, dall'altra può sostanzialmente ridurre la piaga della pirateria informatica qualora la politica dei prezzi per software obsoleti e con vecchie funzionalità sia una politica molto popolare. Ancora un grazie all'Aduc per questo spazio. Fabio Leonardi [email protected]