la protesta dei lavoratori parte dal Friuli
Le fabbriche cominciano a chiudere gli operai a casa.
Udine chiude azienda di 150 operai per delocalizzare,a pPordenone ne chiude un'altra per andare in slovacchia,a treviso la delonghi e andata in Cina,le fabbiche tessili sono già delocalizzate da tempo,e il governo cosa fà:tasse tasse tasse,e nessun aiuto per chi produce reddito e da lavoro.
Ponte di Dignano, vicino Pordenone, bloccato ieri mattina dalla disperazione degli operai della Bisazza. I dipendenti dell'azienda di mosaico di Montecchio Maggiore, che la settimana scorsa ha comunicato la chiusura dell'attività in tempi brevi, hanno organizzato una protesta che è proseguita per oltre due ore e che ha provocato alcuni disagi alla circolazione stradale lungo la statale 464 e sul ponte sul fiume Tagliamento che divide le province di Pordenone e di Udine. I 140 lavoratori hanno, di fatto, bloccato il ponte con un'azione di volantinaggio rivolta agli automobilisti ai quali hanno cercato di spiegare le ragioni della loro protesta.
Udine chiude azienda di 150 operai per delocalizzare,a pPordenone ne chiude un'altra per andare in slovacchia,a treviso la delonghi e andata in Cina,le fabbiche tessili sono già delocalizzate da tempo,e il governo cosa fà:tasse tasse tasse,e nessun aiuto per chi produce reddito e da lavoro.
Ponte di Dignano, vicino Pordenone, bloccato ieri mattina dalla disperazione degli operai della Bisazza. I dipendenti dell'azienda di mosaico di Montecchio Maggiore, che la settimana scorsa ha comunicato la chiusura dell'attività in tempi brevi, hanno organizzato una protesta che è proseguita per oltre due ore e che ha provocato alcuni disagi alla circolazione stradale lungo la statale 464 e sul ponte sul fiume Tagliamento che divide le province di Pordenone e di Udine. I 140 lavoratori hanno, di fatto, bloccato il ponte con un'azione di volantinaggio rivolta agli automobilisti ai quali hanno cercato di spiegare le ragioni della loro protesta.