Protocollo sul Welfare del 23/07/2007
Mia posizione sul Protocollo sul Welfare del 23/07/2007 (per una volta lungo, ma ce n'e' da dire ...)
"Referendum sul Protocollo sul Welfare del 23/07/2007"
Da oggi al 10/10/2007 tre giorni di votazioni sul Protocollo sul
Welfare.
Alcune osservazioni:
-sulle votazioni le informazioni sono vaghe, pare si possa votare nei
luoghi di lavoro e nelle sedi sindacali, ma non si sa se in tutte o
quali;
-i mass media parlano di decine di migliaia di seggi, ma sui mass
media e su Internet un elenco non l'ho trovato
- pare possano votare anche i disoccupati, ma devono avere un
certificato dell'ufficio di collocamento, strano perche' secondo la
legge Bassanini lo stato di disoccupazione uno lo puo' autocertificare
da solo
- non mi e' chiaro se i sindacati che si sono dichiarati contrari
hanno i loro rappresentanti nei seggi
- e nemmeno se si possa votare anche presso i sindacati che sono
contrari (cosi' chi vota il NO non si vede sparire la scheda).
Sul merito del Protocollo, ha alcuni grossi difetti:
- e' una cambiale in bianco, molte delle misure annunciate in modo
piuttosto vago saranno poi soggette a trattative tra Governo e
sindacati, quindi su cosa ci si puo' dichiarare d'accordo o meno, sul
fatto che trattino? che dicano quanti soldi daranno e a chi e quando e
noi diremo si' o no
- ci sono espressioni ambigue che possono nascondere fregature, ad
esempio di parla in piu' punti (e in modo contradditorio, a volte pare
riguardi tutti, a volte solo i giovani) di coprire i periodi di
disoccupazione con contributi figurativi, in realta' questo accade
gia', ma non per gli interi periodi per cui si e' disoccupati, bensi' solo
per i periodi per cui si riceve la indennita' di disoccupazione,
quindi non migliora niente
-anzi, peggiora, perche' anche i diritti che ci sono gia' diventano
soggetti alle disponibilita' finanziarie del Governo, col che con la
scusa che non hanno soldi possono toglierci tutto.
E non ostante molte cose siano lasciate nel vago, o perche' rimandate a una successiva contrattazione, o per l'ambiguita' delle espressioni usate, o perche' non si specifica quando e quanto, si possono individuare alcuni provvedimenti certamente sbagliati.
Ad esempio si vuole estendere la totalizzazione dei contributi (togliendo tutti gli attuali vincoli) solo ai giovani (fino a che eta'?), mentre agli ultracinquantenni, quelli piu' vicini alla pensione, ci si limita a ridurre da sei a tre anni il periodo minimo di lavoro in particolari settori (ad esempio sotto contribuzione INPDAP) per poter effettuare la totalizzazione, ma chi ha lavorato solo due anni o due anni e mezzo per la pubblica amministrazione cosi' non puo' sommare quei contributi agli altri e i contributi vanno persi, una bella porcata. Oltre al fatto che la totalizzazione in se' non e' tutto rose e fiori, pare che si applichi il metodo contributivo, e mai quello retributivo o misto.
Neanche una parola sulla necessita' di togliere il minimo di 20 anni di contributi per poter avere una pensione INPS, oggi come oggi chi arrivasse a 18 o 19 anni non otterrebbe ne' una pensione corrispondente ai contributi versati ne' la restituzione dei medesimi, un vero e proprio furto di Stato!
Per non dire della prescrizione dei contributi INPS che rimane a dieci anni, e eventuali buchi si possono scoprire solo con un estratto conto certificativo e si possono riempire solo a spese dell'interessato, con in piu' la carognata dell'INPS che gli ordinari estratti conto sui contributi versati non ne certificano il versamento, per cui si potrebbe sentirsi tranquilli e invece magari i contributi non sono stati versati, o per lo meno l'ordinario EC non fa testo in merito.
Nemmeno un accenno sulla necessita' di trasformare la indennita' di disoccupazione da istituto previdenziale ad assistenziale (oggi come oggi si puo' ottenere la indennita' di disoccupazione solo dopo aver lavorato e pagato certi contributi che sono presenti solo nei lavori a tempo indeterminato e a tempo determinato, ma non negli altri circa 41 tipi di contratto, e tale indennita' e' limitata nel tempo e come entita', mentre passare all'assistenza vorrebbe dire dare appunto la indennita' di disoccupazione a chi e' disoccupato, anche se non ha lavorato due anni o 78 giornate nell'immediato passato), anche si intende "premiare" i lavori a termine che durano piu' a lungo, senza tenere conto che non e' il dipendente a decidere quanto farli durare, e che chi lavora di meno e' proprio chi ha piu' bisogno di denaro per integrare il proprio misero reddito, insomma stanno andando nella direzione opposta a quella che dovrebbero seguire.
Ci sono poi delle chiacchiere sulla necessita' di utilizzare e far lavorare gli ultra50ni, ma ci si guarda bene dall'impegnarsi a rafforzare l'art. 18 della legge Bossi-Fini, che prevede la precedenza nelle assunzioni per i disoccupati italiani e della UE sugli extracomunitari, bisognerebbe togliere il lavoro a quegli immigrati che ce l'hanno rubato e farci riavere i posti di lavoro, con tanto di stipendi e contributi arretrati.
"Referendum sul Protocollo sul Welfare del 23/07/2007"
Da oggi al 10/10/2007 tre giorni di votazioni sul Protocollo sul
Welfare.
Alcune osservazioni:
-sulle votazioni le informazioni sono vaghe, pare si possa votare nei
luoghi di lavoro e nelle sedi sindacali, ma non si sa se in tutte o
quali;
-i mass media parlano di decine di migliaia di seggi, ma sui mass
media e su Internet un elenco non l'ho trovato
- pare possano votare anche i disoccupati, ma devono avere un
certificato dell'ufficio di collocamento, strano perche' secondo la
legge Bassanini lo stato di disoccupazione uno lo puo' autocertificare
da solo
- non mi e' chiaro se i sindacati che si sono dichiarati contrari
hanno i loro rappresentanti nei seggi
- e nemmeno se si possa votare anche presso i sindacati che sono
contrari (cosi' chi vota il NO non si vede sparire la scheda).
Sul merito del Protocollo, ha alcuni grossi difetti:
- e' una cambiale in bianco, molte delle misure annunciate in modo
piuttosto vago saranno poi soggette a trattative tra Governo e
sindacati, quindi su cosa ci si puo' dichiarare d'accordo o meno, sul
fatto che trattino? che dicano quanti soldi daranno e a chi e quando e
noi diremo si' o no
- ci sono espressioni ambigue che possono nascondere fregature, ad
esempio di parla in piu' punti (e in modo contradditorio, a volte pare
riguardi tutti, a volte solo i giovani) di coprire i periodi di
disoccupazione con contributi figurativi, in realta' questo accade
gia', ma non per gli interi periodi per cui si e' disoccupati, bensi' solo
per i periodi per cui si riceve la indennita' di disoccupazione,
quindi non migliora niente
-anzi, peggiora, perche' anche i diritti che ci sono gia' diventano
soggetti alle disponibilita' finanziarie del Governo, col che con la
scusa che non hanno soldi possono toglierci tutto.
E non ostante molte cose siano lasciate nel vago, o perche' rimandate a una successiva contrattazione, o per l'ambiguita' delle espressioni usate, o perche' non si specifica quando e quanto, si possono individuare alcuni provvedimenti certamente sbagliati.
Ad esempio si vuole estendere la totalizzazione dei contributi (togliendo tutti gli attuali vincoli) solo ai giovani (fino a che eta'?), mentre agli ultracinquantenni, quelli piu' vicini alla pensione, ci si limita a ridurre da sei a tre anni il periodo minimo di lavoro in particolari settori (ad esempio sotto contribuzione INPDAP) per poter effettuare la totalizzazione, ma chi ha lavorato solo due anni o due anni e mezzo per la pubblica amministrazione cosi' non puo' sommare quei contributi agli altri e i contributi vanno persi, una bella porcata. Oltre al fatto che la totalizzazione in se' non e' tutto rose e fiori, pare che si applichi il metodo contributivo, e mai quello retributivo o misto.
Neanche una parola sulla necessita' di togliere il minimo di 20 anni di contributi per poter avere una pensione INPS, oggi come oggi chi arrivasse a 18 o 19 anni non otterrebbe ne' una pensione corrispondente ai contributi versati ne' la restituzione dei medesimi, un vero e proprio furto di Stato!
Per non dire della prescrizione dei contributi INPS che rimane a dieci anni, e eventuali buchi si possono scoprire solo con un estratto conto certificativo e si possono riempire solo a spese dell'interessato, con in piu' la carognata dell'INPS che gli ordinari estratti conto sui contributi versati non ne certificano il versamento, per cui si potrebbe sentirsi tranquilli e invece magari i contributi non sono stati versati, o per lo meno l'ordinario EC non fa testo in merito.
Nemmeno un accenno sulla necessita' di trasformare la indennita' di disoccupazione da istituto previdenziale ad assistenziale (oggi come oggi si puo' ottenere la indennita' di disoccupazione solo dopo aver lavorato e pagato certi contributi che sono presenti solo nei lavori a tempo indeterminato e a tempo determinato, ma non negli altri circa 41 tipi di contratto, e tale indennita' e' limitata nel tempo e come entita', mentre passare all'assistenza vorrebbe dire dare appunto la indennita' di disoccupazione a chi e' disoccupato, anche se non ha lavorato due anni o 78 giornate nell'immediato passato), anche si intende "premiare" i lavori a termine che durano piu' a lungo, senza tenere conto che non e' il dipendente a decidere quanto farli durare, e che chi lavora di meno e' proprio chi ha piu' bisogno di denaro per integrare il proprio misero reddito, insomma stanno andando nella direzione opposta a quella che dovrebbero seguire.
Ci sono poi delle chiacchiere sulla necessita' di utilizzare e far lavorare gli ultra50ni, ma ci si guarda bene dall'impegnarsi a rafforzare l'art. 18 della legge Bossi-Fini, che prevede la precedenza nelle assunzioni per i disoccupati italiani e della UE sugli extracomunitari, bisognerebbe togliere il lavoro a quegli immigrati che ce l'hanno rubato e farci riavere i posti di lavoro, con tanto di stipendi e contributi arretrati.