Giovedì 18 giugno 2026
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quando il rospo rimane nel gargarozzo

yannis · · 14 interventi
parlare con il senno di poi, oltre a non essere corretto, esula completamente dal mio modo di pensare e di agire, ma questa volta devo derogare dai miei principi. Confesso che la candidatura di D'Alema a ministro degli esteri dell' Europa, sostenuta da Berlusconi, non mi ha mai convinto ed ho sempre sperato che fosse bocciata. Non mi ha mai convinto, in quanto Berlusconi, checché se ne dica, sta dimostrando che oltre ad indubbie qualità manageriali ha acquisito con il tempo anche quella destrezza politica che fino ad oggi era il vanto unicamente di quelli che avevano iniziato a frequentare le sedi di partito appena usciti dalle scuole materne. Ho il vago sospetto che Berlusconi, ormai marpione politico come gli altri, mi si consenta l'arditezza, abbia voltuto mettere il PD alla prova, vedere se ha credibilttà in campo europeo. Non è che le credenziali dell'esponente del Pd fossero il massimo: non bisogna dimenticare che D'Alema come Ministro degli esteri italiano si è contraddistinto per la passeggiata a braccetto con il rappresentante degli Hezbollah ed inoltre, sempre con lui ministro, l'Italia portò a compimento lo scambio di un giornalista con dei terroristi. D'altra parte non credo che la sinistra attualmente abbia di meglio da proporre.
La notizia del siluramento del navigatore PD ha procurato delusione e rabbia ai vertici del "partito d'attacco", perché di punto in bianco scopre che in Europa non ha alleati, nenche tra i "compagni". In tali circostanze l'unica cosa da fare è il silenzio, oppure, come ha fatto D'Alema, sarebbe meglio mostrare un certo fair play. A qualcuno, però, il rospo è rimasto proprio nel gargarozzo e si è lasciato andare a dichiarazioni a dir poco scialbe. Bersani, senza fornire alcuna spiegazione, parla di "nomine di basso profilo"; vabbé parla lui che è reduce vittorioso delle primarie del PD dove i candidati non erano proprio premi Nobel. Persino Prodi ha parlato: ha espresso il suo stupore con : " Ashton? Ma chi è? non la conosco". Se prima di parlare Prodi consultasse il vecchio tavolo a tre gambe eviterebbe cattive figure.
Questo purtroppo è quello che rimane di un Pd sempre più allo sbando e senza più alcun riferimento; è mosso solo dall'astio, dal desiderio di denigrare e di considerarre nemico chi non condivide le sue idee. Ormai, più che ridimensionato, dovrebbe programmare un bel e lungo ritiro presso un'eremo lontano dalle Tv e dal gossip che sono per il momento l'unica risorsa del partito.
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