Giovedì 18 giugno 2026
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QUANTA ETICA NEI FONDI ETICI?

L'INFORMATORE · · 0 interventi
Quanta etica nei fondi etici? Per le crescenti preoccupazioni ambientali I
fondi d'investimento ecologici o etici hanno il vento in poppa ...
Fonte: Swissinfo, Radio Svizzera Internazionale
http://www.swissinfo.org/sit/swissinfo.html?siteSect=100
I fondi d'investimento ecologici o etici hanno il vento in poppa. Sullo
sfondo di crescenti preoccupazioni ambientali o sociali, l'offerta di
strumenti finanziari "verdi" è in continuo aumento.
La tendenza piace sia alle banche, che incassano laute commissioni, sia ai
clienti, premiati da buoni rendimenti. I reali benefici per l'ambiente
permangono invece più incerti.
"Green Invest", "Sustainable", "Socially responsible". Gran parte dei nuovi
fondi d'investimento che, giorno dopo giorno, vengono pubblicizzati a tutta
pagina sui quotidiani svizzeri sfoggiano denominazioni decisamente "verdi".
Pur rappresentando soltanto il 2% del volume globale del mercato finanziario
svizzero, il settore degli investimenti "eticamente sostenibili" è in pieno
boom. Negli ultimi 5 anni, la sua importanza è praticamente raddoppiata. E,
secondo le prime stime, da inizio anno la crescita è proseguita a ritmi
esponenziali.
"In passato, i mercati snobbavano questo ambito. Recentemente si sono invece
resi conto che il suo potenziale è enorme", spiega a swissinfo Ivo Knoepfel,
direttore dell'agenzia di consulenza sugli investimenti sostenibili
onValues.
"Con le questioni climatiche ormai sulla bocca di tutti, le banche hanno
capito che questi temi 'vendono' bene ed attirano molti clienti", aggiunge
l'esperto.
"Il fenomeno è però reale: i bisogni d'investimento in nuove infrastrutture
più efficienti e meno inquinanti sono immensi. Inoltre, molte società hanno
effettivamente sviluppato nuove interessanti tecnologie, ciò che ha
affascinato i mercati".
Standard minimi
L'opzione dell'investimento "verde" sembra essere interessante anche dal
puro punto di vista finanziario. Negli ultimi anni, i guadagni generati da
questo tipo di fondi sono in effetti stati superiori a quelli medi del
mercato.
Al proposito c'è tuttavia anche chi teme la formazione di una nuova bolla
speculativa. Insomma, dopo aver ignorato a lungo gli investimenti
sostenibili, i mercati potrebbero anche esagerare.
In generale, questo tipo di fondi sono composti da azioni o obbligazioni di
aziende selezionate in funzione dell'attenzione che prestano a criteri
ambientali, sociali o energetici. Chi non rispetta standard minimi dal punto
di vista della sostenibilità (o è attivo in settori considerati tabù, come
il commercio di armi) ne viene escluso a priori.
"Molti gestori scelgono di integrare le migliori aziende di ogni settore per
quel che riguarda il rispetto dell'ambiente, gli aspetti sociali o la
corporate governance", rileva Knoepfel. Per diversificare i rischi possono
tuttavia essere inserite nel fondo anche società attive in ambiti non
propriamente ecologici. Ad esempio, nel caso di un fondo a carattere
energetico, possono essere considerate anche società petrolifere o minerarie
che prestano particolare attenzione all'ambiente.
"Finché il tutto è trasparente non ci vedo nulla di male", dice Knoepfel.
"Questo metodo è in effetti utile per promuovere dei miglioramenti in tutti
i settori".
Strumenti affidabili?
Più scettico è invece il mondo delle organizzazioni non governative. Secondo
Christine Eberlein, della Dichiarazione di Berna (DB), è innegabile che la
nuova tendenza agli investimenti sostenibili rappresenti "un passo nella
giusta direzione".
"I criteri poco precisi con i quali vengono composti questi fondi
rappresentano tuttavia un problema. In realtà, gli strumenti finanziari
veramente etici sono pochissimi", critica la rappresentante della DB, per la
quale il tema è sostanzialmente "un efficace strumento di marketing per le
banche ed una comoda opzione per guadagnare del denaro illudendosi di fare
del bene".
Ad esempio alcuni fondi sono pubblicizzati come strumenti a sostegno della
tecnologia solare. Ma poi finiscono per comprendere anche i titoli di
numerose imprese attive in ambiti tecnologici molto più tradizionali.
"Ebbene, in casi del genere quanti soldi vengono veramente messi a
disposizione delle energie alternative?", si chiede, sospettosa, Eberlein.
Dipingersi di verde
Un'opinione ambivalente viene espressa anche da Ulrich Thielemann,
vice-direttore dell'Istituto di economia etica presso l'Università di San
Gallo.
"Complessivamente lo sviluppo è positivo, perché ne scaturisce una dinamica
genuinamente etica favorita da investitori responsabili", spiega il
professore.
Ma, secondo le procedure attuali, può accadere che normalissime aziende
caratterizzate da un'attività altrettanto normale ("non spettacolarmente
irresponsabile, ma nemmeno particolarmente sostenibile") possano facilmente
'acquistare' il loro ingresso nei fondi verdi grazie a semplici donazioni o
all'applicazione di minime norme etiche.
"Questi strumenti finanziari non raggiungono dunque necessariamente le
società più responsabili dal punto di vista della sostenibilità", conclude
Thielemann. "Queste ultime, con grandi difficoltà, vengono generalmente
selezionate solo dalle banche alternative". swissinfo, Marzio Pescia



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