Mercoledì 17 giugno 2026
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Quella Sindone e il Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay

francescomangascia · · 9 interventi
Era venerdì 13 e, sette secoli addietro, nel 1307 il venerdì 13 del mese di Ottobre, Filippo il bello, fece arrestare con false accuse tutti i templari che erano in Francia, li derubò di ogni cosa che possedevano per poter dare un sostegno alle proprie finanze che erano ormai sull’orlo del collasso, e li consegnò all’inquisizione che, li diffamò torturò e poi bruciò come eretici sodomiti e stregoni, un re invertito, infamò e bruciò dei Santi. Nel 1314 l’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay,venne arso pubblicamente a Parigi, si sussurra che la sacra Sindone, su cui la scienza non ha mai provato che risalga a 2mila anni fa, abbia ricoperto non il Cristo, ma bensì il corpo di De Molay.

L’inquisitore Imbert ve lo fece avvolgere ancora agonizzante: con la morte di De Molay, l’ordine dei templari scompare ma, non muore, alcuni di loro anni dopo combatteranno a fianco degli scozzesi contro gli inglesi cui daranno una sconfitta tale da tenerli lontani per qualche secolo delle terre dell’highlander, in questa sua oscenità Filippo il Bello, Filippo l’invidioso, Filippo l’invertito, ebbe un complice, Clemente V, uno tra gli impostori più deboli e corrotti che si sono susseguiti, sul trono di Pietro, costui, a Vienna il 3 Aprile 1312, emise una bolla satanica, Vox in Excelso, che soppresse l’Ordine che era stato riconosciuto nel 1128 da Papa Onorio II.

L’Ordine dei Templari, venne riconosciuto ufficialmente nel 1128, da Papa Onorio II, e sotto la guida di un maestro spirituale come l’abate di Chiaravalle, San Bernardo, decise di darsi una Regola, che venne sancita dal Consiglio di Troyes, la lingua ufficiale era il francese, ma poi con Hugo de Payns, i Templari reclutarono proseliti tra i non aventi diritto a regni poiché non primogeniti tra la nobiltà europea; la traduzione della Regola nelle altre lingue consentì diverse interpretazioni sulla stessa, meno che sul mistero.

I Cavalieri Templari che combattevano indossavano una tunica bianca con una croce rossa sul petto e sulla schiena, mentre quelli addetti solo al servizio ecclesiastico indossavano una veste verde con una croce rossa.

Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam. Nos perituri mortem salutamus.

Francesco Mangascià
❤️
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