Questa è la storia di un suocero svedese
A rrabbiatissimo con il genero svedese perché sta per divorziare dalla moglie svedese, ossia la figlia del suocero svedese.
Litigi a non finire (accade anche in Svezia).
Il genero svedese, 40 anni, deve ad un certo punto andare in USA per affari.
Altro litigio furibondo: lei, la moglie svedese, pretende che lui non parta, che resti a casa per curare i bambini, perché lei è malata.
Lui non ci sta.
Fa la valigia ed esce sbattendo la porta, diretto all'aeroporto.
Il suocero - che benchè svedese è un impulsivo - decide di vendicare la figlia.
Detto fatto: scrive una mail all'FBI in cui dichiara che suo genero «ha contatti con Al Qaeda in Svezia» e che il terrorista sta appunto volando in rotta verso gli Stati Uniti per incontrare i suoi «contatti» delle famose cellule dormienti in America.
Fornisce anche numero del volo e data dell'arrivo.
Il genero svedese atterra in Florida.
Arrestato e in manette, viene sottoposto ad 11 ore d'interrogatorio, e poi caricato sul primo aereo disponibile per l'Europa.
Ma questo relativo lieto fine è stato possibile solo perché, ad un certo punto dell'interrogatorio, all'FBI è venuto in mente di chiedere informazioni sul passato del terrorista catturato alla SAEPO, il controspionaggio svedese.
In pochi minuti, il SAEPO ha stabilito che la mail incriminatrice era partita dal computer del suocero svedese del supposto qaedista svedese.
Ad ogni buon conto, l'FBI, l'ha rispedito nel Continente Nero (il nostro), che i media americani dipingono come un feudo del Califfato, pullulante di islamofascisti: non vuole svedesi che si trascinano dietro mail di denuncia anonime: non si può mai sapere.
Il libero cittadino svedese almeno s'è risparmiato Guantanamo o la rendition in qualche galera del Marocco o dell'Egitto.
Può ringraziare il servizio segreto patrio.
Il suocero è stato querelato per calunnia aggravata.
Ha ammesso la sua colpa.
In un pietoso tentativo di alleviare il suo delitto, ha detto: «Non credevo che le autorità americane fossero così stupide da credere a qualunque cosa».
Si spera che il regno di Svezia consideri questa giustificazione per quel che è, un'aggravante ulteriore.
Chiunque dovrebbe sapere che sì, le autorità USA si trovano attualmente nella fase della più profonda stupidità.
Questa notiziola è stata scoperta dal giornale regionale Sydsvenska Dagbladet, e l'ha ripresa l'Agence France Presse.
Litigi a non finire (accade anche in Svezia).
Il genero svedese, 40 anni, deve ad un certo punto andare in USA per affari.
Altro litigio furibondo: lei, la moglie svedese, pretende che lui non parta, che resti a casa per curare i bambini, perché lei è malata.
Lui non ci sta.
Fa la valigia ed esce sbattendo la porta, diretto all'aeroporto.
Il suocero - che benchè svedese è un impulsivo - decide di vendicare la figlia.
Detto fatto: scrive una mail all'FBI in cui dichiara che suo genero «ha contatti con Al Qaeda in Svezia» e che il terrorista sta appunto volando in rotta verso gli Stati Uniti per incontrare i suoi «contatti» delle famose cellule dormienti in America.
Fornisce anche numero del volo e data dell'arrivo.
Il genero svedese atterra in Florida.
Arrestato e in manette, viene sottoposto ad 11 ore d'interrogatorio, e poi caricato sul primo aereo disponibile per l'Europa.
Ma questo relativo lieto fine è stato possibile solo perché, ad un certo punto dell'interrogatorio, all'FBI è venuto in mente di chiedere informazioni sul passato del terrorista catturato alla SAEPO, il controspionaggio svedese.
In pochi minuti, il SAEPO ha stabilito che la mail incriminatrice era partita dal computer del suocero svedese del supposto qaedista svedese.
Ad ogni buon conto, l'FBI, l'ha rispedito nel Continente Nero (il nostro), che i media americani dipingono come un feudo del Califfato, pullulante di islamofascisti: non vuole svedesi che si trascinano dietro mail di denuncia anonime: non si può mai sapere.
Il libero cittadino svedese almeno s'è risparmiato Guantanamo o la rendition in qualche galera del Marocco o dell'Egitto.
Può ringraziare il servizio segreto patrio.
Il suocero è stato querelato per calunnia aggravata.
Ha ammesso la sua colpa.
In un pietoso tentativo di alleviare il suo delitto, ha detto: «Non credevo che le autorità americane fossero così stupide da credere a qualunque cosa».
Si spera che il regno di Svezia consideri questa giustificazione per quel che è, un'aggravante ulteriore.
Chiunque dovrebbe sapere che sì, le autorità USA si trovano attualmente nella fase della più profonda stupidità.
Questa notiziola è stata scoperta dal giornale regionale Sydsvenska Dagbladet, e l'ha ripresa l'Agence France Presse.