Giovedì 18 giugno 2026
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Il RAGLIO italico

yannis · · 2 interventi
Nel nostro amato paese non si fa altro che ragliare che non c'è libertà di stampa, quando la maggior parte delle testate giornalistiche sono sotto l'ombrello della sinistra. Giovedì 1 u.s. addirittura l'intrasigente ed imparziale Santoro ha chiesto a Carl Bernestein, uno degli artefici dello scandalo Watergate, se era giusto indagare sulla vita privata di Berlusconi, sicuro che avrebbe ottenuto un convinto Yes; invece l'onesto ed intelligente interlocutore in sintesi ha risposto che innanzitutto occorre accertare che le accuse siano vere ed inoltre che anche l'uomo politico più importante ha diritto ad una "zona" legittima di privacy. Risposta eloquente dopo la quale un conduttore serio avrebbe chiesto scusa ai telespettatori e chiuso il progarmma, ma per la delizia dei guardoni è andato avanti mostrando tette e cosce condite dalle solite fantasiose insinuazioni. Questa sinistra progressista confonde la libertà di stampa con l'arroganza di poter dire e fare ciò che vuole, fregandosene beatamente non solo delle regole democratiche, ma anche di quelle morali, del rispetto della privacy quando si tratta di persone "nemiche", salvo poi a difenderla strenuamente quando si tratta di quelle "amiche". Guai poi se qualcuno, tipo Berlusconi, si scoccia per tante falsità e sporge qualche denuncia. Quando però alle querele fanno ricorso la stampa ed i politici di sinistra, è legittimo. Ultimamente c'è stata la pagliacciata, sempre della sinistra, sullo "Scudo fiscale", che è stato definito quanto di peggio si potesse fare: qualcuno, con scarso senso civico e morale, è arrivato a definire mafiosi il Governo e lo stesso Berlusconi. All'atto della votazione, però, l'assenteismo di 29 parlamentari della sinistra ha permesso il via libera alla legge per 20 voti di differenza. Orbene, poichè siamo tutti adulti e non più così ingenui, questa messa in scena della contestazione, alla quale ha fatto seguito una grossa percentuale di assenze, non può che far sorgere qualche dubbio. Personalmente ne ho e sono convinto che la sinistra non rappresenti più i "lavoratori", ma la parte più conservatrice del paese. Vorrei spendere ancora qualche parola sulla manifestazione del giorno 3 u.s. sulla libertà di stampa. Premesso che non si riesce a contare quanti politici, Di Pietro è il capolista, e giornali di sinistra abbiano sporto querela anche per fatti di poco conto ed a volte divertenti tipo la vignetta sul "bianchetto" di D'alema, i sindacati cosa c'entravano? Forse volevano dimostrare per ottenere una legge che li obblighi a presentare annualmente il " bilancio consolidato"? Che dire poi del ragliare che si fa a proposito di quel che rimane e/o non è stato ancora fatto in Abruzzo tralasciando volutamente di accenncare a quanto di eccezionale è stato fatto?Ritengo che questo atteggiamento sia una volgare mancanza di rispetto agli abruzzesi ed a colro che prestano la loro opera di soccorso.
❤️
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