Giovedì 25 giugno 2026
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La RAI ed il papato..

cronista · · 1 interventi
Minacce televisive
di Francesco Vadalà

Continuano le minacce della televisione alla società italiana. Poche ore fa, nel telegiornale di metà giornata, una stazione televisiva nazionale ha mostrato un servizio girato in una località del nord Italia, dove un sacerdote cattolico, perseguitato dal pensiero sessuofobico, caratteristico della sua confessione religiosa, aveva esposto sulla porta della chiesa dei cartelli - fra l'altro ingenuamente blasfemi - in cui faceva sapere che Dio conosce benissimo l'ombelico delle donne, per cui risulterebbe superfluo mostrarglielo durante il rito domenicale. Si è appreso che Dio avrebbe tale conoscenza addirittura da prima della nascita delle gentili signorine. Ovviamente si agita una visione perversa e stramba della divinità, benché consueta, e credo qualunque persona normale non vorrebbe avere un dio che si occupa di nascondere ombelichi, o che dal vedere tali disinibiti ombelichi risulterebbe turbato.


La cosa grave è che la televisione non solo ha considerato corretta la presa di posizione dello strambo sacerdote dei cartelli ombelicali, ma ha anche mostrato interviste al popolo cristiano che sarebbe, al pari degli islamici, contento di tale repressione. Addirittura è comparsa una giovane che ci ha detto di essere stata peccatrice, ma ora possiede magliette più lunghe e non mostrerà più l'ombelico a Dio. e al parroco.


La televisione italiana si comporta come uno strumento di repressione al solo scopo di portare la società a un rozzo modello di esistenza simile a quello islamico. Non solo non denunzia le ingerenze dei cristiani estremisti nella società italiana, ma si fa portatrice dei peggiori valori repressivi di quei soggetti.


La televisione però non è un mezzo campato per aria: dietro ci sono uomini e leggi. Da poche settimane esiste una maggiore presenza laica nella politica italiana, basta vedere Bertinotti, Mussi (ma anche Rosi Bindi) e altri soggetti che hanno ruoli attivi nella politica; io credo sia venuto il momento di sollecitare queste persone a regolarizzare la televisione. Lo scopo primario deve essere di censurare e cacciare tutti quei giornalisti disonesti che operano contro lo Stato italiano e la società, creando una risonanza positiva nei confronti della superstizione (Padre Pio, le Madonne sanguinanti, ecc.), ma anche sostenendo l'idolatria del papa, con le sue continue esibizioni in pubblico. Sembra che ieri il pontefice abbia accolto quattrocentomila persone, una cifra irrisoria rispetto agli altri sessanta milioni di italiani, ma che una televisione priva di menti equilibrate rende assai più numerosa e minacciosa, esaltando i loro valori negativi, indottrinando e umiliando la maggioranza pacifica degli spettatori, la cui tendenza naturale è invece verso il progresso.


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