Ramadam, il santone di Allah
Tariq Ramadam, 42 anni, intellettuale musulmano ha fatto del suo credo il mezzo migliore per trasformarsi in una vera e propria star televisiva. Soprattutto in Francia, dove vive e dove lavora, è diventato un vero e proprio idolo per i giovani immigrati e per la sinistra ben pensante transalpina.
Al bel mondo della cultura snob mostra il suo volto da maestro che cita con profusione il Corano e Nietzsche, Heidegger e i detti del Profeta.
Ma la base ideologica di Ramadam non è propriamente quella che si dice di un moderato. Guarda caso il nonno materno, egiziano, è Hassan Al-Banna, fondatore nel 1929 dei Fratelli Musulmani, la più importante corrente islamista del Novecento: una corrente di pensiero che è considerata, proprio in Egitto, un movimento di natura terroristica.
Suo padre, esule a Ginevra, è stato uno dei più attivi prosecutori della dottrina dei Fratelli Musulmani e della loro rigidità teologica. E suo fratello Hani - col quale Tariq nega d?avere legami - dirige, sempre a Ginevra, un Centro islamico che è stato accusato di contatti con la rete terrorista di Al- Qaeda.
nche Tariq ha studiato da imam al Cairo e, tornato in Svizzera, ha conseguito una laurea in letteratura francese e due dottorati, in islamologia e sul pensiero filosofico di Friedrich Nietzsche. Insegna alle università di Ginevra e Friburgo e per anni ha condotto i suoi allievi in paesi del Terzo Mondo a fare pratica sul campo e a incontrare i teologi cattolici della liberazione e il Dalai Lama.
Poi, dal 1993, s?è dedicato con crescente intensità alla predicazione in Svizzera, Francia e Belgio con frequenti puntate negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi è stato accusato di antisemitismo. S?è scontrato duramente con intellettuali ebrei del peso di Bernard-Henri Levy, André Glucksmann e Bernard Kouchner. Le Monde e altri giornali importanti hanno pubblicato su di lui inchieste critiche. Ma per Ramadan tutto questo è la prova della giustezza delle sue posizioni e dell?innata ostilità dell?occidente all?islam.
Infatti, per Tariq Ramadan l?occidente è al tramonto. E nel vuoto spirituale lasciato da ebraismo e cristianesimo l?islam può entrare e vincere, non più subendo la modernità ma islamizzandola. Ramadan piace al pubblico occidentale perché la sua visione accoglie elementi di democrazia, di cittadinanza paritaria, di libera espressione.
Egli polemizza sia con i musulmani secolarizzati sia con quelli che si separano in comunità chiuse. Annuncia la nascita di un islam pienamente europeo. E si avventura in questa lunga traversata armato della dottrina della taqiyya, ossia dell?arte della dissimulazione, tipica della pratica islamica in terra nemica.
Nonostante questo, vende milioni di cassette con le sue prediche e l'Europa lo ascolta come esperto ufficiale di islam. Solo il senatore della Margherita Fouad ha polemizzato violentemente con lui in una serie di scritti. Insomma, anche su questo tema l'Unione è come sempre spaccata.
[Data pubblicazione: 30/07/2006]
Al bel mondo della cultura snob mostra il suo volto da maestro che cita con profusione il Corano e Nietzsche, Heidegger e i detti del Profeta.
Ma la base ideologica di Ramadam non è propriamente quella che si dice di un moderato. Guarda caso il nonno materno, egiziano, è Hassan Al-Banna, fondatore nel 1929 dei Fratelli Musulmani, la più importante corrente islamista del Novecento: una corrente di pensiero che è considerata, proprio in Egitto, un movimento di natura terroristica.
Suo padre, esule a Ginevra, è stato uno dei più attivi prosecutori della dottrina dei Fratelli Musulmani e della loro rigidità teologica. E suo fratello Hani - col quale Tariq nega d?avere legami - dirige, sempre a Ginevra, un Centro islamico che è stato accusato di contatti con la rete terrorista di Al- Qaeda.
nche Tariq ha studiato da imam al Cairo e, tornato in Svizzera, ha conseguito una laurea in letteratura francese e due dottorati, in islamologia e sul pensiero filosofico di Friedrich Nietzsche. Insegna alle università di Ginevra e Friburgo e per anni ha condotto i suoi allievi in paesi del Terzo Mondo a fare pratica sul campo e a incontrare i teologi cattolici della liberazione e il Dalai Lama.
Poi, dal 1993, s?è dedicato con crescente intensità alla predicazione in Svizzera, Francia e Belgio con frequenti puntate negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi è stato accusato di antisemitismo. S?è scontrato duramente con intellettuali ebrei del peso di Bernard-Henri Levy, André Glucksmann e Bernard Kouchner. Le Monde e altri giornali importanti hanno pubblicato su di lui inchieste critiche. Ma per Ramadan tutto questo è la prova della giustezza delle sue posizioni e dell?innata ostilità dell?occidente all?islam.
Infatti, per Tariq Ramadan l?occidente è al tramonto. E nel vuoto spirituale lasciato da ebraismo e cristianesimo l?islam può entrare e vincere, non più subendo la modernità ma islamizzandola. Ramadan piace al pubblico occidentale perché la sua visione accoglie elementi di democrazia, di cittadinanza paritaria, di libera espressione.
Egli polemizza sia con i musulmani secolarizzati sia con quelli che si separano in comunità chiuse. Annuncia la nascita di un islam pienamente europeo. E si avventura in questa lunga traversata armato della dottrina della taqiyya, ossia dell?arte della dissimulazione, tipica della pratica islamica in terra nemica.
Nonostante questo, vende milioni di cassette con le sue prediche e l'Europa lo ascolta come esperto ufficiale di islam. Solo il senatore della Margherita Fouad ha polemizzato violentemente con lui in una serie di scritti. Insomma, anche su questo tema l'Unione è come sempre spaccata.
[Data pubblicazione: 30/07/2006]