IL RICATTO DEGLI AUTOTRASPORTATORI
Gli autotrasportatori hanno molte buone ragioni per protestare ma le modalità scelte (ormai consuete) per la loro protesta le stanno oscurando e, francamente, non m'interessano e non sono disposto ad ascoltarle.
NESSUNO HA IL DIRITTO DI CALPESTARE I DIRITTI ALTRUI.
Il Governo non dovrebbe neanche accettare il confronto con la categoria degli autotrasportatori se prima la protesta non assume forme civili e rispettose delle libertà del popolo italiano.
NON SI DISCUTE CON CHI SI ORGANIZZA PER CALPESTARE I DIRITTI DEI CITTADINI.
Non solo. Poiché le Leggi hanno valore solo se l'Autorità preposta le fa rispettare, la circostanza che Governo e Autorità locali assistano senza muovere un dito alla violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, diventino spettatori complici di reati penali è la dimostrazione che in Italia non esiste senso del diritto e dello Stato.
Sicurezza significa anche rispetto delle regole, certezza del diritto.
Il problema italiano non è l'immigrazione ma la mancanza di cultura di governo, dello stato, del diritto che caratterizza le nostre autorità locali e centrali.
Gl extracomunitari pericolosi, incolti, barbari sono Prodi, Amato, i nostri Prefetti e Questori, i nostri irresponsabili Sindaci.
La classe dirigente di questo Paese sta indicando a qualunque gruppetto violento e ricattatorio, a qualunque categoria di lavoratori la strada da seguire per mettere il Paese sotto ricatto, per far grippare l'inaffidabile motore della nostra macchina sociale: calpestare i diritti dei cittadini.
Come gli autotrasportatori dovrebbero comportarsi gli insegnanti, i magistrati, i parrucchieri, i metalmeccanici, i lavoratori edili, le casalinghe, i gay, gli studenti, i geometri, gli avvocati, i parlamentari (giusto per adeguarsi agli umori collettivi), gli statali, i ferrovieri.
Che bello un Paese tenuto sotto ricatto ogni giorno da una categoria.
Questa è democrazia.
Questa è giustizia.
Così finalmente si realizza il riscatto dei lavoratori.
Dovremmo tenere un'agenda: adesso tocca ai preti, domani ai nonni, poi alle prostitute. no, gli idrualici devono attendere il 14 febbraio!
La prossima volta gli autisti scioperanti degli autobus dovranno mettersi alla guida dei loro mezzi e bloccare le strade cittadine di Milano, Torino, Roma, Bologna e di ogni altra città italiana.
A dirlo è Prodi. A indicare questa strada è Amato.
Ciascuno ha il diritto di scegliere le strade che ritiene più opportune per la propria protesta ma se viola la legge bisogna che ne paghi le conseguenze.
Prodi conceda due ore agli autotrasportatori per rimuovere i blocchi stradali e per sgomberare le autostrade. Poi, faccia intervenire Polizia, Carabinieri, Esercito, se necessario, per ripristinare lo stato di diritto.
La Magistratura faccia il proprio dovere: la notizia criminis c'è e fino a prova contraria in Italia esiste l'obbligatorietà dell'azione penale.
Prefetture e Questure facciano il loro dovere: la flagranza di reato c'è ed esiste l'obbligo d'intervenire per evitare il perpetuarsi di reati.
"l'esercizio dei diritti di cui agli artt. 17 e 21 Cost. cessa di essere legittimo quando travalichi nella lesione di altri interessi costituzionalmente garantiti, come quando si realizza la condotta di cui all'art. 340 cod. pen. con modalità di condotta che, come nella specie, esorbitano dal fisiologico esercizio di quei diritti" (Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione con sentenza n. 35178 del 20 settembre 2007)
NESSUNO HA IL DIRITTO DI CALPESTARE I DIRITTI ALTRUI.
Il Governo non dovrebbe neanche accettare il confronto con la categoria degli autotrasportatori se prima la protesta non assume forme civili e rispettose delle libertà del popolo italiano.
NON SI DISCUTE CON CHI SI ORGANIZZA PER CALPESTARE I DIRITTI DEI CITTADINI.
Non solo. Poiché le Leggi hanno valore solo se l'Autorità preposta le fa rispettare, la circostanza che Governo e Autorità locali assistano senza muovere un dito alla violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, diventino spettatori complici di reati penali è la dimostrazione che in Italia non esiste senso del diritto e dello Stato.
Sicurezza significa anche rispetto delle regole, certezza del diritto.
Il problema italiano non è l'immigrazione ma la mancanza di cultura di governo, dello stato, del diritto che caratterizza le nostre autorità locali e centrali.
Gl extracomunitari pericolosi, incolti, barbari sono Prodi, Amato, i nostri Prefetti e Questori, i nostri irresponsabili Sindaci.
La classe dirigente di questo Paese sta indicando a qualunque gruppetto violento e ricattatorio, a qualunque categoria di lavoratori la strada da seguire per mettere il Paese sotto ricatto, per far grippare l'inaffidabile motore della nostra macchina sociale: calpestare i diritti dei cittadini.
Come gli autotrasportatori dovrebbero comportarsi gli insegnanti, i magistrati, i parrucchieri, i metalmeccanici, i lavoratori edili, le casalinghe, i gay, gli studenti, i geometri, gli avvocati, i parlamentari (giusto per adeguarsi agli umori collettivi), gli statali, i ferrovieri.
Che bello un Paese tenuto sotto ricatto ogni giorno da una categoria.
Questa è democrazia.
Questa è giustizia.
Così finalmente si realizza il riscatto dei lavoratori.
Dovremmo tenere un'agenda: adesso tocca ai preti, domani ai nonni, poi alle prostitute. no, gli idrualici devono attendere il 14 febbraio!
La prossima volta gli autisti scioperanti degli autobus dovranno mettersi alla guida dei loro mezzi e bloccare le strade cittadine di Milano, Torino, Roma, Bologna e di ogni altra città italiana.
A dirlo è Prodi. A indicare questa strada è Amato.
Ciascuno ha il diritto di scegliere le strade che ritiene più opportune per la propria protesta ma se viola la legge bisogna che ne paghi le conseguenze.
Prodi conceda due ore agli autotrasportatori per rimuovere i blocchi stradali e per sgomberare le autostrade. Poi, faccia intervenire Polizia, Carabinieri, Esercito, se necessario, per ripristinare lo stato di diritto.
La Magistratura faccia il proprio dovere: la notizia criminis c'è e fino a prova contraria in Italia esiste l'obbligatorietà dell'azione penale.
Prefetture e Questure facciano il loro dovere: la flagranza di reato c'è ed esiste l'obbligo d'intervenire per evitare il perpetuarsi di reati.
"l'esercizio dei diritti di cui agli artt. 17 e 21 Cost. cessa di essere legittimo quando travalichi nella lesione di altri interessi costituzionalmente garantiti, come quando si realizza la condotta di cui all'art. 340 cod. pen. con modalità di condotta che, come nella specie, esorbitano dal fisiologico esercizio di quei diritti" (Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione con sentenza n. 35178 del 20 settembre 2007)