RICHIESTA DI DISDETTA NON ACCOLTA
Sono titolare di una linea telefonica uso affari con la formula tutto incluso. In un primo momento detta linea telefonica è stata gestita da Telecom Italia; successivamente ho fatto richiesta di passare a Tele2 sempre con la formula tutto incluso. Dopo pochi mesi di pagamento delle bollette telefoniche a Tele2, a causa della necessità di trasferire lo studio in altra sede, chiedo a Tele2 se era possibile trasferire lo stesso numero telefonico nell'altra sede dove sarei andato a lavorare; gli operatori Tele2 mi rispondono che solo rientrando in Telecom Italia posso ottenere di utilizzare lo stesso numero telefonico presso la nuova sede dello studio. Preso atto di queste risposte telefoniche contatto gli operatori di Telecom Italia che mi informano che devo chiedere il cosiddetto CODICE DI MIGRAZIONE a Tele2 e inviarlo via Fax a Telecom Italia su un apposito modulo che è scaricabile dal sito di Telecom Italia e che dopo poco tempo sarebbe avvenuto il rientro in Telecom Italia. Mi comporto fedelmente alle istruzioni ricevute dagli operatori e invio il codice di Migrazione via fax. Passa qualche mese, contatto gli operatori Telecom e mi avvisano che i tempi di rientro in Telecom sono invece piuttosto lunghi. Nel frattempo ho la necessità di affittare l'appartamento adibito a studio e la linea telefonica in oggetto risulta ancora attivata. Pertanto, faccio richiesta a Telecom Italia di non effettuare più il rientro e contemporaneamente invio formale DISDETTA con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno sia a Telecom Italia che a Tele2, precisando a entrambi i gestori telefonici che NON INTENDO più usufruire della linea telefonica in oggetto, precisando a entranbe le società che faccio esplicita richiesta di CESSAZIONE della linea telefonica con conseguente richiesta di annullamento del numero telefonico.
Quando sono entrato in possesso delle ricevute di ritorno delle lettere raccomandate contenenti le disdette, ho contattato sia gli operatori telefonici di Telecom Italia che gli operatori telefonici di Tele2, ed entrambi mi riferiscono che la linea telefonica citata non può cessare.
Telecom Italia dice che non può farla cessare perchè avendo annullato la pratica di rientro in Telecom io non sono un loro cliente; Tele2 dice che non può far cessare la linea perchè ho chiesto il codice di migrazione e l'Ho inviato a Telecom Italia.
A questo punto mi chiedo:
1) Perchè tutte queste affermazioni le società indicate non me le mettono per iscritto?
2)E' posssibile che un consumatore sia costretto a utilizzare un servizio che non vuole più e per tutto il tempo che i gestori desiderano?
3)Sono uno che ha sempre pagato le bollette per i consumi effettuati, perchè devo essere costretto a non pagare per avere il distacco definitivo della linea telefonica.
4) Di chi è la competenza al distacco della linea: di Telecom o di Tele2?
5)Se affittassi l'appartamento a un'altra persona e quest'ultima accettasse di effettuare la voltura a suo nome della linea citata, quando questa persona andrà via dall'appartamento per finita locazione, questa persona avrà la possibilità di chiedere la cessazione della linea o dovrà volturarla nuovamente a me.
E' mia opinione che la competenza sia di Tele2, in quanto ad oggi le bollette le pago a Tele2; vorrei proprio capire perchè dopo che ho fatto regolare disdetta scritta non effettuano il distacco della linea.
Una cosa è certa, dopo ore ed ore di telefonate agli operatori di entrambi i gestori e di tempo perso ho capito che il consumatore è veramente debole di fronte a queste società, e che per poter essere tutelato non c'è altra strada che il ricorso alle vie legali con conseguenti inutili spese che potevano essere evitate se il nostro paese non fosse schiacciato dal peso della burocrazia.
E' possibile che dopo fiumi di articoli sulla tutela del consumatore e sulla sua natura di contraente debole, le grandi società continuano a giocare il loro ruolo facendo la parte del leone?
Avrei pensato di fare una nuova disdetta, questa volta ricorrendo all'Ufficiale Giudiziario, e, contemporaneamente, ricorrendo a una lettera inviata da un legale, per dichiarare che non desidero più il servizio e che dopo queste comunicazioni non ho altra strada che cessare definitivamente i pagamenti di bollette per telefonate che non ho mai fatto.
Mi scuso se sono stato prolisso.
Gradirei una Vostra risposta.
Distinti saluti da:
Michele Scarfò
Quando sono entrato in possesso delle ricevute di ritorno delle lettere raccomandate contenenti le disdette, ho contattato sia gli operatori telefonici di Telecom Italia che gli operatori telefonici di Tele2, ed entrambi mi riferiscono che la linea telefonica citata non può cessare.
Telecom Italia dice che non può farla cessare perchè avendo annullato la pratica di rientro in Telecom io non sono un loro cliente; Tele2 dice che non può far cessare la linea perchè ho chiesto il codice di migrazione e l'Ho inviato a Telecom Italia.
A questo punto mi chiedo:
1) Perchè tutte queste affermazioni le società indicate non me le mettono per iscritto?
2)E' posssibile che un consumatore sia costretto a utilizzare un servizio che non vuole più e per tutto il tempo che i gestori desiderano?
3)Sono uno che ha sempre pagato le bollette per i consumi effettuati, perchè devo essere costretto a non pagare per avere il distacco definitivo della linea telefonica.
4) Di chi è la competenza al distacco della linea: di Telecom o di Tele2?
5)Se affittassi l'appartamento a un'altra persona e quest'ultima accettasse di effettuare la voltura a suo nome della linea citata, quando questa persona andrà via dall'appartamento per finita locazione, questa persona avrà la possibilità di chiedere la cessazione della linea o dovrà volturarla nuovamente a me.
E' mia opinione che la competenza sia di Tele2, in quanto ad oggi le bollette le pago a Tele2; vorrei proprio capire perchè dopo che ho fatto regolare disdetta scritta non effettuano il distacco della linea.
Una cosa è certa, dopo ore ed ore di telefonate agli operatori di entrambi i gestori e di tempo perso ho capito che il consumatore è veramente debole di fronte a queste società, e che per poter essere tutelato non c'è altra strada che il ricorso alle vie legali con conseguenti inutili spese che potevano essere evitate se il nostro paese non fosse schiacciato dal peso della burocrazia.
E' possibile che dopo fiumi di articoli sulla tutela del consumatore e sulla sua natura di contraente debole, le grandi società continuano a giocare il loro ruolo facendo la parte del leone?
Avrei pensato di fare una nuova disdetta, questa volta ricorrendo all'Ufficiale Giudiziario, e, contemporaneamente, ricorrendo a una lettera inviata da un legale, per dichiarare che non desidero più il servizio e che dopo queste comunicazioni non ho altra strada che cessare definitivamente i pagamenti di bollette per telefonate che non ho mai fatto.
Mi scuso se sono stato prolisso.
Gradirei una Vostra risposta.
Distinti saluti da:
Michele Scarfò