Rifiuti, ottimo affare.
Guardate Bassolino: amico loro, carne della loro carne, è non solo a piede libero, ma continua ad essere governatore della Regione che ha devastato e riempito di rifiuti.
Contrada ha avuto dieci anni di galera per «concorso esterno» con la mafia.
Ma per Bassolino è difficile parlare di «concorso esterno» con la camorra.
E' la parola «esterno» ad essere di troppo.
Giorni fa sul Corriere Sergio Rizzo (il coatutore di «La Casta» con Gian Antonio Stella) ha raccontato di una grossa azienda tedesca, la Remondis, che s'è offerta di ricevere e smaltire tutti i rifiuti della Campania in un inceneritore da realizzare in Renania, ai confini col Lussemburgo (2).
Stranamente, né i renani né i lussemburghesi sono insorti, come fanno i «cittadini napoletani» (con le facce di pregiudicati) che si mobilitano per pestare i poliziotti quando si tenta di aprire una discarica.
Anzi, là la spazzatura è considerata una risorsa: l'inceneritore la trasformerebbe in elettricità.
La Remondis chiede solo che il contratto con Napoli duri 15 anni, perché deve fare un grosso investimento.
Da Rizzo, abbiamo appreso che la ditta tedesca già accoglie e brucia ogni giorno mille tonnellate di monnezza napoletana (sulle 7.500 prodotte).
Ogni giorno, treni carichi di luridume passano il Brennero dove la Germania lo accoglie e lo brucia efficientemente.
Con gran guadagno: non solo produce energia elettrica, ma riceve dall'Italia 215 euro a tonnellata per i rifiuti domestici, di più per quelli speciali.
Apprendiamo che questo export napoletano, forse l'unica voce di esportazione campana, anziché rendere, costa: 400 mila euro al giorno.
In lire, sono 800 milioni al giorno presi ai contribuenti, e sottratti a pensionati e poveri.
E questo dura da 14 anni, da quanto dura l'impero di Bassolino sulla Regione.
Apprendiamo altre cose curiose.
Che spedire i rifiuti in Germania a 215 euro a tonnellata costa comunque meno che smaltirli in zona.
Qui, il commissario all'emergenza rifiuti spende da un minimo di 290 euro a oltre mille a tonnellata.
I conti li fa Rizzo.
Sono 120 euro a tonnellata per fare le famose «ecoballe», ossia per confezionare la rumenta nei fogli di plastica: solo da noi si confeziona il marciume come fosse un dolciume.
Altri 20 a tonnellata lo vogliono i camion per portare le «ecoballe» sui terreni di discarica.
Altri 150 costa lo stoccaggio, naturalmente «provvisorio», in attesa degli inceneritori che «la società civile» (con facce da pregiudicato) non vuole si facciano.
In attesa, le «ecoballe» «stazionano per anni in terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo».
Ben 250 ettari di terreno della Campania felix, sottratti all'agricoltura e al turismo, sono occupati stabilmente, da un quindicennio, dal marciume.
«Più stanno, più il costo sale», dice Rizzo: «e dato che le 'ecoballe' sono lì dal 2001, fate voi i conti».
Ora, non ci vuole Sherlock Holmes per capire che tutti questi soldi pubblici vanno alla camorra. Che è la camorra a confezionare le «ecoballe» per 120 euro a tonnellata, a fornire i camion a 20 euro, a garantire lo stoccaggio a 150, a vendere o affittare a caro prezzo quei terreni.
E che naturalmente, la camorra vuole fortemente che i terreni restino occupati dalla monnezza, perché più stanno e più la delinquenza ci guadagna.
Né occorre un procuratore geniale per capire che tutto questo è colpa di Bassolino e della sua complice, la stridula Jervolino.
Anche a volere sorvolare sulle responsabilità penali, ci sono quelle amministrative che parlano, perlomeno di incompetenza.
E arroganza: la tassa sui rifiuti costa ai napoletani il 140% in più che ai milanesi.
Una tassa in corrispettivo di un servizio che non viene reso.
Recentemente la tassa è stata aumentata del 100%.
Ce ne sarebbe abbastanza per sparare su Bassolino-Jervolino tutte le accuse rivolte da Padoa Schioppa a Speciale: «Gestione personalistica e anomala», «reticenza e non operatività», «grave inadeguatezza».
Né scarseggiano i «collaboratori» indiziati per «gravissimi reati».
La ASL di Napoli 4 rischia lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche: il suo bilancio è di 500 milioni l'anno (mille miliardi in vecchie lire), si capisce che interessi alla camorra.
Il direttore della ASL Napoli 2, Pierluigi Cerato, ha ricevuto «forti pressioni» per nominare un direttore sanitario - quello e non un altro - da Peppino Petrella, assessore alla Sanità della regione:
e le «pressioni» (possiamo chiamarle minacce, intimidazioni) sono state intercettate, dunque sono agli atti.
Petrella, «o' Peppino», è medico: più precisamente, è il medico personale di Bassolino (3).
La Regione Campania ha acquistato prodotti derivati dalla UBS: cattivo affare, che costerà alla regione 28 milioni di euro di costi impliciti, che dovranno pagare le amministrazioni future (e noi contribuenti).
Hanno sbagliato anche altre Regioni e Comuni, sono tante ad essersi fatte fregare dalle banche con gli strumenti finanziari più truffaldini.
Già: ma alla UBS che ha inguaiato la Campania lavora Gaetano Bassolino, figlio del governatore.
E - guarda caso - proprio nell'ufficio che si occupa di «investimenti delle pubbliche amministrazioni».
Il concetto di «conflitto d'interessi», tanto spesso elevato contro Berlusconi, non si applicherà per caso anche qui?
FONTE Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Contrada ha avuto dieci anni di galera per «concorso esterno» con la mafia.
Ma per Bassolino è difficile parlare di «concorso esterno» con la camorra.
E' la parola «esterno» ad essere di troppo.
Giorni fa sul Corriere Sergio Rizzo (il coatutore di «La Casta» con Gian Antonio Stella) ha raccontato di una grossa azienda tedesca, la Remondis, che s'è offerta di ricevere e smaltire tutti i rifiuti della Campania in un inceneritore da realizzare in Renania, ai confini col Lussemburgo (2).
Stranamente, né i renani né i lussemburghesi sono insorti, come fanno i «cittadini napoletani» (con le facce di pregiudicati) che si mobilitano per pestare i poliziotti quando si tenta di aprire una discarica.
Anzi, là la spazzatura è considerata una risorsa: l'inceneritore la trasformerebbe in elettricità.
La Remondis chiede solo che il contratto con Napoli duri 15 anni, perché deve fare un grosso investimento.
Da Rizzo, abbiamo appreso che la ditta tedesca già accoglie e brucia ogni giorno mille tonnellate di monnezza napoletana (sulle 7.500 prodotte).
Ogni giorno, treni carichi di luridume passano il Brennero dove la Germania lo accoglie e lo brucia efficientemente.
Con gran guadagno: non solo produce energia elettrica, ma riceve dall'Italia 215 euro a tonnellata per i rifiuti domestici, di più per quelli speciali.
Apprendiamo che questo export napoletano, forse l'unica voce di esportazione campana, anziché rendere, costa: 400 mila euro al giorno.
In lire, sono 800 milioni al giorno presi ai contribuenti, e sottratti a pensionati e poveri.
E questo dura da 14 anni, da quanto dura l'impero di Bassolino sulla Regione.
Apprendiamo altre cose curiose.
Che spedire i rifiuti in Germania a 215 euro a tonnellata costa comunque meno che smaltirli in zona.
Qui, il commissario all'emergenza rifiuti spende da un minimo di 290 euro a oltre mille a tonnellata.
I conti li fa Rizzo.
Sono 120 euro a tonnellata per fare le famose «ecoballe», ossia per confezionare la rumenta nei fogli di plastica: solo da noi si confeziona il marciume come fosse un dolciume.
Altri 20 a tonnellata lo vogliono i camion per portare le «ecoballe» sui terreni di discarica.
Altri 150 costa lo stoccaggio, naturalmente «provvisorio», in attesa degli inceneritori che «la società civile» (con facce da pregiudicato) non vuole si facciano.
In attesa, le «ecoballe» «stazionano per anni in terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo».
Ben 250 ettari di terreno della Campania felix, sottratti all'agricoltura e al turismo, sono occupati stabilmente, da un quindicennio, dal marciume.
«Più stanno, più il costo sale», dice Rizzo: «e dato che le 'ecoballe' sono lì dal 2001, fate voi i conti».
Ora, non ci vuole Sherlock Holmes per capire che tutti questi soldi pubblici vanno alla camorra. Che è la camorra a confezionare le «ecoballe» per 120 euro a tonnellata, a fornire i camion a 20 euro, a garantire lo stoccaggio a 150, a vendere o affittare a caro prezzo quei terreni.
E che naturalmente, la camorra vuole fortemente che i terreni restino occupati dalla monnezza, perché più stanno e più la delinquenza ci guadagna.
Né occorre un procuratore geniale per capire che tutto questo è colpa di Bassolino e della sua complice, la stridula Jervolino.
Anche a volere sorvolare sulle responsabilità penali, ci sono quelle amministrative che parlano, perlomeno di incompetenza.
E arroganza: la tassa sui rifiuti costa ai napoletani il 140% in più che ai milanesi.
Una tassa in corrispettivo di un servizio che non viene reso.
Recentemente la tassa è stata aumentata del 100%.
Ce ne sarebbe abbastanza per sparare su Bassolino-Jervolino tutte le accuse rivolte da Padoa Schioppa a Speciale: «Gestione personalistica e anomala», «reticenza e non operatività», «grave inadeguatezza».
Né scarseggiano i «collaboratori» indiziati per «gravissimi reati».
La ASL di Napoli 4 rischia lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche: il suo bilancio è di 500 milioni l'anno (mille miliardi in vecchie lire), si capisce che interessi alla camorra.
Il direttore della ASL Napoli 2, Pierluigi Cerato, ha ricevuto «forti pressioni» per nominare un direttore sanitario - quello e non un altro - da Peppino Petrella, assessore alla Sanità della regione:
e le «pressioni» (possiamo chiamarle minacce, intimidazioni) sono state intercettate, dunque sono agli atti.
Petrella, «o' Peppino», è medico: più precisamente, è il medico personale di Bassolino (3).
La Regione Campania ha acquistato prodotti derivati dalla UBS: cattivo affare, che costerà alla regione 28 milioni di euro di costi impliciti, che dovranno pagare le amministrazioni future (e noi contribuenti).
Hanno sbagliato anche altre Regioni e Comuni, sono tante ad essersi fatte fregare dalle banche con gli strumenti finanziari più truffaldini.
Già: ma alla UBS che ha inguaiato la Campania lavora Gaetano Bassolino, figlio del governatore.
E - guarda caso - proprio nell'ufficio che si occupa di «investimenti delle pubbliche amministrazioni».
Il concetto di «conflitto d'interessi», tanto spesso elevato contro Berlusconi, non si applicherà per caso anche qui?
FONTE Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.