RIFIUTI ZERO
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
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primaria
RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO: TESTO DI ADESIONE AL PATTO NAZIONALE DI MUTUO
SOCCORSO
L' esperienza dei comitati popolari, delle realtà di base, delle
associazioni che da anni lottano contro l' attuale modello di produzione
dei rifiuti e la loro gestione basata sull' incenerimento e sulle
discariche, ci ha condotto a formulare proposte che indicano nel percorso
verso RIFIUTI ZERO - un percorso che parte dalla strategia internazionale
Rifiuti Zero - la strada maestra capace di tenere insieme difesa della
salute e del territorio, risparmio di beni fondamentali (materia-energia);
aumento dell' occupazione nel ciclo virtuoso riutilizzo, riciclaggio,
raccolte differenziate; nuove modalità di gestione pubblica dei servizi
legati al ciclo dei rifiuti urbani e industriali, contrastando i processi di
liberalizzazione e di privatizzazione, i finanziamenti alle lobbies
inceneritoriste (proroga dei CIP 6 e Certificati verdi) e l' ultimo pesante
imbroglio della combustione delle biomasse ( sia i rifiuti biodegradabili da
incenerire che la combustione delle biomasse agroforestali). Un percorso
questo che ci accomuna a tante altre esperienze che in questi anni si sono
opposte alla devastazione del territorio, all' attacco alla salute, all'
indebolimento progressivo della democrazia.
La straordinaria ricchezza delle tante esperienze dei comitati popolari,
delle realtà di base, delle associazioni ecopacifiste e ambientaliste ha da
tempo posto l' esigenza di connettere e di ricomporre le lotte (e però anche
le proposte alternative) di tante realtà impegnate sui diversi territori
del nostro paese, rafforzando quel vasto antagonismo progettuale contro le
nocività ambientali e sociali, contro l' attacco alla salute, contro la
potenza della rendita urbana e la mercificazione degli spazi della città, la
distruzione del territorio, le grandi e medie opere (Tav, Mose, Ponte
sullo Stretto.....), la dissipazione di materia ed energia - centrali
termiche(carbone,olio,gas) ,nucleare militare e civile, inceneritori e
discariche, rigassificatori , elettrosmog; contro la negazione dei diritti
elementari,cibo-casa,lavoro-reddito,servizi; contro la privatizzazione dei
beni-servizi pubblici ( vedi anche i recenti disegni di legge Lanzillotta e
Letta e la direttiva Bolkstein).
Queste diffusissime esperienze (insieme conflittuali e progettuali) non
possono non essere in sintonia con il vasto universo delle lotte contro
la guerra, le basi militari, contro la precarietà dell' esistenza, contro
lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e dei chiedenti asilo.
Una esigenza che da tempo è diffusa tra le Reti e le varie esperienze del
movimento (basti pensare alla marcia dello straordinario movimento NOTAV
della Val di Susa nel luglio del 2006, e alle lotte di Scanzano joinico, ad
esempio) e che si è materializzata in modo emblematico nell' incontro del 3
febbraio a Vicenza e nella grande e formidabile manifestazione del 17
febbraio che ha invaso le strade e le piazze di quella stessa città, e di
nuovo il 31 marzo nella marcia alleanza tra Val Sangone e Val di Susa.
VERSO UNA PIATTAFORMA COMUNE DA COSTRUIRE INSIEME COLLETTIVAMENTE
Ora c' è bisogno di un salto di qualità.
Questo dovrebbe essere l' obiettivo di un percorso comune dei movimenti
ecopacifisti italiani.
Tuttavia il Patto non può né deve essere un soggetto totalizzante.
Ogni nostra lotta ha certamente come sfondo quadri di vita e di conflitto
più generali, dalla guerra alla lotta contro la precarietà, dalla difesa
della salute a quella della biodiversità. Detto questo, il Patto non può
sostituirsi alle tantissime, multiformi, plurali, disseminate esperienze di
lotta e di proposte alternative. E' indispensabile che le realtà di base, le
associazioni, i comitati popolari in lotta sui temi energia-salute-ambiente,
chi si oppone alle basi militari, quanti lottano insieme ai migranti, e via
dicendo aumentino le loro specifiche capacità e la loro forza d' urto nei
singoli territori.
Il Patto dovrà attivare percorsi di aiuto reciproco - nel caso di lotte e
di conflitti sul territorio che si sviluppino su questioni già aperte e che
vedono da anni la mobilitazione delle popolazioni - e costruire alcune
vertenze /campagne da definire insieme.
Per fare alcuni esempi:
Lotte per produzioni pulite e per l' azzeramento delle produzioni nocive;
No alla guerra e al nucleare militare e civile;
Difesa della salute e prevenzione;
Risparmio di materia-energia; acqua, terra, cibo per la sopravvivenza,
come beni non mercificabili;
Costituzione di demani civici che tornino ad essere nella disponibilità
delle popolazioni, a cominciare dalle aree di montagna, rurali e dalle
città;
Costituzioni di usi civici per i beni comuni collettivi;
Vertenze tariffe e contro la liberalizzazione e la privatizzazione di
servizi che devono essere pubblici.
Dobbiamo inoltre rivendicare la riduzione del processo di erosione della
biodiversità tramite il quale stiamo danneggiando in modo irreparabile la
nostra vita, inclusi tutti i "servizi gratuiti" che gli ecosistemi ci
offrono. Così come dovremmo contrastare la banalizzazione e la distruzione
degli ecosistemi, il progressivo deterioramento della complessa rete
ecologica di sicurezza, lottando perché venga ridotta la nostra impronta
ecologica ( ossia l' appropriazione di terreno naturalmente produttivo)
che ha già superato la soglia che il pianeta può sostenere e che cresce ogni
giorno di più.
Il Patto di Mutuo Soccorso è in grado di assumere questa direzione di
rotta, garantendo inclusività, progettualità, concretezza e saggia
conflittualità.
Alla base del patto rimane l'autonomia dei movimenti, un'autonomia che
rifiuta l'arroccamento e il cortile per l'impegno solidale con il benessere
comune e il consolidamento delle relazioni umane e sociali.
Un Patto saggio e ponderato negli obiettivi, determinato e duttile nei
comportamenti, equanime nel rispetto di tutte le sue componenti, aperto e
coinvolgente con le realtà sociali, sindacali, culturali che muovono bisogni
e diritti fondamentali.
RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
che aderisce alla Rete mondiale GAIA ( Global Alliance Incinerators
Alternatives)
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