RIFORMA GIUSTIZIA
GIUSTIZIA,MAGISTRATI e LEGGE.
Ci ritroviamo di nuovo a parlarne. Da uomo qualunque desidero dire la mia. La GIUSTIZIA si risolve con SENTENZA ma diverse volte (anzi molte volte) la sentenza è contraddittoria alla giurisprudenza ed alla legge stessa anche se pur emessa dallo stesso giudice. Stesso caso sentenze diverse. Ciò spiega con una semplice parola: INTERPRETAZIONE. La risoluzione, a parere dello scrivente, si può risolvere, dato che si parla di riforme, solo in un modo è cioè introducendo una semplicissima norma: "La legge va applicata e non interpretata." Il giudice che sbaglia DEVE, come qualunque cittadino che svolge la propria attività, PAGARE IN PROPRIO. La MAGISTRATURA, libera ed indipendende, non dovrebbe seguire nessun tipo di corrente nè potersi associare. Associarsi comporta necessariamente il seguire delle DIRETTIVE date dal presidente (vedi scioperi ed assemblee varie). Il CONSIGLIO SUPERIORE della MAGISTRATURA dovrebbe essere eletto con elezione pubblica da parte dei cittadini così come dovrebbero essere eletti i PUBBLICI MINISTERI. I processi dovrebbero essere celebrati in tempi certi in altre parole in un tempo massimo ben determinato. Basterebbero tali semplici norme a far sì che la giustizia funzionasse veramente con notevolissimo risparmio di risorse economiche e di tempo. Non dimentichiamoci infine che la SOVRANITA', per come da COSTITUZIONE ITALIANA, è del popolo che deve poterla amministrare secondo democratiche elezioni. Questo potere dello STATO (C.S.M.) è l'unico organo che non viene eletto dal popolo così come i PUBBLICI MINISTERI, il cui immenso potere rimane incontrollato. L'autocrontrollo si determinerebbe da solo senza bisogno di organi controllanti.
Ci si aspetta un civile quanto democratico dibattito senza le (recondite) paure che affligono i cittadini quando toccano questo argomento.
Ci ritroviamo di nuovo a parlarne. Da uomo qualunque desidero dire la mia. La GIUSTIZIA si risolve con SENTENZA ma diverse volte (anzi molte volte) la sentenza è contraddittoria alla giurisprudenza ed alla legge stessa anche se pur emessa dallo stesso giudice. Stesso caso sentenze diverse. Ciò spiega con una semplice parola: INTERPRETAZIONE. La risoluzione, a parere dello scrivente, si può risolvere, dato che si parla di riforme, solo in un modo è cioè introducendo una semplicissima norma: "La legge va applicata e non interpretata." Il giudice che sbaglia DEVE, come qualunque cittadino che svolge la propria attività, PAGARE IN PROPRIO. La MAGISTRATURA, libera ed indipendende, non dovrebbe seguire nessun tipo di corrente nè potersi associare. Associarsi comporta necessariamente il seguire delle DIRETTIVE date dal presidente (vedi scioperi ed assemblee varie). Il CONSIGLIO SUPERIORE della MAGISTRATURA dovrebbe essere eletto con elezione pubblica da parte dei cittadini così come dovrebbero essere eletti i PUBBLICI MINISTERI. I processi dovrebbero essere celebrati in tempi certi in altre parole in un tempo massimo ben determinato. Basterebbero tali semplici norme a far sì che la giustizia funzionasse veramente con notevolissimo risparmio di risorse economiche e di tempo. Non dimentichiamoci infine che la SOVRANITA', per come da COSTITUZIONE ITALIANA, è del popolo che deve poterla amministrare secondo democratiche elezioni. Questo potere dello STATO (C.S.M.) è l'unico organo che non viene eletto dal popolo così come i PUBBLICI MINISTERI, il cui immenso potere rimane incontrollato. L'autocrontrollo si determinerebbe da solo senza bisogno di organi controllanti.
Ci si aspetta un civile quanto democratico dibattito senza le (recondite) paure che affligono i cittadini quando toccano questo argomento.