rifornimento gasolio sporco ricorso giudice di pace
Volevo segnalare un problema di rifornimento gasolio impuro per il quale sono in causa dal giudice di pace dal 2005 e avrò un’ennesima udienza il 9 maggio 2013 che si concluderà presumibilmente con esito negativo nei miei confronti solo perché nessun altro si è lamentato dello stesso problema con conseguente addebito a mio carico di spese legali e giuridiche per un contenzioso di quasi OTTO anni dovuto continui rinvii.
Premesso che
l’auto è stata acquistata nuova ad agosto 2004 e veniva utilizzata da me il sabato mattina per fare la spesa al e al sabato sera e alla domenica da mio figlio per andare a Novara dalla fidanzata
tutti i sabati mattina facevo il pieno di gasolio al distributore di Parona della zona Bennet pagando con carta di credito come da scontrini della carta di credito allegati alla domanda di rimborso
Sabato 26.11.2005 alle 11 ho fatto rifornimento e, appena ripartita, alla rotonda della statale la macchina ha cominciato a non andare più e siamo arrivati a fatica a casa (testimoni mio figlio e la sua ex fidanzata di Novara)
arrivati a casa la macchina è stata ritirata in garage per tutto il fine settimana ed il lunedì mattina è stata ritirata gratuitamente (in quanto coperta da garanzia) dal carro attrezzi dell’officina Piva perché si accendeva una spia che segnalava di non muovere e di portare subito l’auto dal concessionario
(nel frattempo abbiamo dovuto farci prestare un’altra auto)
Il meccanico che ha effettuato la riparazione in data 28.11.2005 ci ha detto che il filtro era sporco a causa di gasolio impuro (scuro)come da dichiarazione del 3.2.2006 e ci ha consigliato di rivolgerci al distributore perché erano successi parecchi casi
In data 5.12.2005 dopo non aver avuto esito alla richiesta telefonica e di persona di rimborso al distributore ho inviato la prima raccomandata.
Ho richiesto alla Shell il rimborso di € 170,59 di cui € 35 per il rifornimento ed € 135,59 per la fattura del meccanico per la sostituzione del filtro
Il primo tagliando dell’auto con sostituzione del filtro gasolio era già stato fatto cinque mesi prima come da fattura n. 775 del 29.6.2005 del concessionario Piva quindi non poteva essersi intasato in soli cinque mesi
Se il problema fosse stato relativo all’auto il concessionario non mi avrebbe fatto pagare nulla essendo l’auto in garanzia.
Il perito incaricato dal tribunale a pag.3 e4 indica che si può ragionevolmente pensare che “solo l’ultimo rifornimento può esserne la causa perché non è pensabile circolare con del gasolio impuro tanto da arrivare ad un successivo rifornimento”
Da informazioni assunte presso il gestore di un altro distributore la cui moglie consegnava la posta nelle frazioni adiacenti al Bennet, altre persone della zona avevano avuto lo stesso problema ma, pagando in contanti, non avevano potuto chiedere il rimborso e comunque, indipendentemente dai filtri e controlli, era possibile che , dopo il riempimento della cisterna del distributore, ci potessero essere dei residui di sporco nel gasolio erogato
Per questi motivi ho chiesto al distributore il rimborso di quanto speso anche in virtù del rapporto gestore-cliente abituale che credevo potesse avere ancora qualche valore e successivamente, visto il deciso rifiuto, ho insistito nella richiesta nella convinzione di aver subìto un danno ingiusto visto che altre compagnie, per queste cifre (per loro modiche) hanno provveduto al rimborso senza problemi conservando così un sereno rapporto con la clientela.
Il risultato è che ora dovrò pagare migliaia di euro solo perché il mio verrà considerato un caso fortuito.
Spero che le associazioni consumatori ci aiutino per evitare che altri possano subire queste ingiustizie.
Premesso che
l’auto è stata acquistata nuova ad agosto 2004 e veniva utilizzata da me il sabato mattina per fare la spesa al e al sabato sera e alla domenica da mio figlio per andare a Novara dalla fidanzata
tutti i sabati mattina facevo il pieno di gasolio al distributore di Parona della zona Bennet pagando con carta di credito come da scontrini della carta di credito allegati alla domanda di rimborso
Sabato 26.11.2005 alle 11 ho fatto rifornimento e, appena ripartita, alla rotonda della statale la macchina ha cominciato a non andare più e siamo arrivati a fatica a casa (testimoni mio figlio e la sua ex fidanzata di Novara)
arrivati a casa la macchina è stata ritirata in garage per tutto il fine settimana ed il lunedì mattina è stata ritirata gratuitamente (in quanto coperta da garanzia) dal carro attrezzi dell’officina Piva perché si accendeva una spia che segnalava di non muovere e di portare subito l’auto dal concessionario
(nel frattempo abbiamo dovuto farci prestare un’altra auto)
Il meccanico che ha effettuato la riparazione in data 28.11.2005 ci ha detto che il filtro era sporco a causa di gasolio impuro (scuro)come da dichiarazione del 3.2.2006 e ci ha consigliato di rivolgerci al distributore perché erano successi parecchi casi
In data 5.12.2005 dopo non aver avuto esito alla richiesta telefonica e di persona di rimborso al distributore ho inviato la prima raccomandata.
Ho richiesto alla Shell il rimborso di € 170,59 di cui € 35 per il rifornimento ed € 135,59 per la fattura del meccanico per la sostituzione del filtro
Il primo tagliando dell’auto con sostituzione del filtro gasolio era già stato fatto cinque mesi prima come da fattura n. 775 del 29.6.2005 del concessionario Piva quindi non poteva essersi intasato in soli cinque mesi
Se il problema fosse stato relativo all’auto il concessionario non mi avrebbe fatto pagare nulla essendo l’auto in garanzia.
Il perito incaricato dal tribunale a pag.3 e4 indica che si può ragionevolmente pensare che “solo l’ultimo rifornimento può esserne la causa perché non è pensabile circolare con del gasolio impuro tanto da arrivare ad un successivo rifornimento”
Da informazioni assunte presso il gestore di un altro distributore la cui moglie consegnava la posta nelle frazioni adiacenti al Bennet, altre persone della zona avevano avuto lo stesso problema ma, pagando in contanti, non avevano potuto chiedere il rimborso e comunque, indipendentemente dai filtri e controlli, era possibile che , dopo il riempimento della cisterna del distributore, ci potessero essere dei residui di sporco nel gasolio erogato
Per questi motivi ho chiesto al distributore il rimborso di quanto speso anche in virtù del rapporto gestore-cliente abituale che credevo potesse avere ancora qualche valore e successivamente, visto il deciso rifiuto, ho insistito nella richiesta nella convinzione di aver subìto un danno ingiusto visto che altre compagnie, per queste cifre (per loro modiche) hanno provveduto al rimborso senza problemi conservando così un sereno rapporto con la clientela.
Il risultato è che ora dovrò pagare migliaia di euro solo perché il mio verrà considerato un caso fortuito.
Spero che le associazioni consumatori ci aiutino per evitare che altri possano subire queste ingiustizie.