Domenica 14 giugno 2026
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IL RIMEDIO C'E'

lucillafiaccola1796 · · 1 interventi
ISLANDIA: UN MODELO SILENCIOSO, SIN TELEVISACIÓN di Deena Stryker Insurgente …. Omissis….
Geir Haarde, Primo Ministro di un governo di coalizione socialdemocratica, negoziò 2,100 miliardi di dollari in prestiti, ai quali i paesi nordici aggiunsero altri 2,5 miliardi. Tuttavia, la comunità finanziaria internazionale richiedeva all’Islanda di imporre misure drastiche. Il FMI e l’Unione europea volevano prendere in consegna il suo debito, dicendo che era l’unico modo per il paese di pagare il debito ai Paesi Bassi e Regno Unito, che avevano promesso di rimborsare i propri cittadini. LE PROTESTE E LE RIVOLTE CONTINUARONO E ALLA FINE HANNO IL GOVERNO DOVETTE DIMETTERSI. LE ELEZIONI SI ANTICIPARONO AD APRILE 2009, DANDO LUOGO AD UNA COALIZIONE DI SINISTRA CHE CONDANNÒ IL SISTEMA ECONOMICO NEOLIBERISTA, MA CHE SUBITO DOPO CEDETTE ALLO STESSO CHE RICHIEDEVA CHE L’ISLANDA PAGASSE UN TOTALE DI 3.500.000 EURO. Tutto ciò richiedeva che ogni cittadino islandese pagasse 100 euro al mese per quindici anni, all’interesse del 5,5%, per pagare un debito del settore privato. FU LA GOCCIA CHE FECE TRABOCCARE IL VASO. CIÒ CHE È SUCCESSO DOPO È STATO STRAORDINARIO. La convinzione che i cittadini devono pagare per gli errori di un monopolio finanziario che impone di pagare i debiti privati a tutta una nazione andò in frantumi, la relazione tra i cittadini e le istituzioni politiche subì una trasformazione e, alla fine, ha portato i dirigenti islandesi sullo stesso piano degli elettori. Il Capo di Stato, Olafur Ragnar Grimsson, si rifiutò di ratificare la legge che avrebbe reso i cittadini dell’Islanda responsabili dei debiti bancari e accettò l’appello al referendum. Naturalmente la comunità internazionale non fece altro che aumentare la pressione sull’Islanda. Regno Unito e Paesi Bassi minacciarono di isolare il paese con terribili rappresaglie. Quando gli islandesi si recarono alle urne, i banchieri stranieri minacciarono di bloccare qualsiasi aiuto dal Fondo Monetario Internazionale. Il governo britannico minacciò di congelare i risparmi islandesi e i conti correnti. Come disse Grímsson: “Ci dissero che se rifiutavamo le condizioni della comunità internazionale, saremmo diventati LA CUBA DEL NORD. Ma se avessimo accettato, saremmo diventati LA HAITI DEL NORD. NEL REFERENDUM DEL MARZO 2010, IL 93% VOTÒ CONTRO IL RIMBORSO DEL DEBITO. Il FMI congelò immediatamente i prestiti. Ma la rivoluzione (non trasmessa in TV negli Stati Uniti) non si fece intimidire. Con il supporto di una cittadinanza furiosa, il governo avviò indagini civili e penali sui responsabili della crisi finanziaria. L’Interpol emise un mandato di arresto internazionale per l’ex presidente di Kaupthing, Sigurdur Einarsson, e per altri banchieri coinvolti che fuggirono dal paese. MA GLI ISLANDESI NON SI FERMARONO QUI: SI DECISE DI REDIGERE UNA NUOVA COSTITUZIONE CHE LIBERÒ IL PAESE DALLO STRAPOTERE DELLA FINANZA INTERNAZIONALE E DAL DENARO VIRTUALE. (Quella che era in vigore era stata scritta nel momento in cui l’Islanda ottenne l’indipendenza dalla Danimarca nel 1918, l’unica differenza con la costituzione danese era che la parola “Presidente” fu sostituita da “Re”). PER SCRIVERE LA NUOVA COSTITUZIONE, IL POPOLO ISLANDESE ELESSE 25 CITTADINI SCELTI TRA 522 ADULTI CHE NON APPARTENEVANO AD ALCUN PARTITO POLITICO, MA CHE ERANO RACCOMANDATI DA ALMENO TRENTA CITTADINI. QUESTO DOCUMENTO NON È STATO IL LAVORO DI UN MANIPOLO DI POLITICI, MA È STATO SCRITTO SU INTERNET. Le riunioni della Costituente furono trasmesse on-line, i cittadini potevano presentare le loro osservazioni e suggerimenti, aiutando il documento a prendere forma. La Costituzione, che deriva da questo processo di partecipazione democratica, verrà presentata al Parlamento per l’approvazione dopo le prossime elezioni. Alcuni lettori ricorderanno il collasso agrario dell’Islanda del IX secolo che fu illustrato nel libro di Jared Diamond “Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere“. Oggigiorno, questo paese si sta riprendendo dal suo collasso finanziario in una forma del tutto contraria ai criteri che generalmente si consideravano inevitabili, come ha ieri confermato il nuovo direttore del FMI, Christine Lagarde, a Fareed Zakaria. Al popolo greco hanno detto che la privatizzazione del settore pubblico è l’unica soluzione. E i cittadini italiani, spagnolo e portoghesi affrontano la stessa minaccia. SI DEVE GUARDARE ALL’ISLANDA. RIFIUTARE DI SOTTOMETTERSI AGLI INTERESSI STRANIERI: È L’ESEMPIO DI UN PICCOLO PAESE CHE HA INDICATO CHIARAMENTE CHE IL POPOLO È SOVRANO. ED È PER QUESTO CHE NON APPARE NELLE NOTIZIE. Fonte http://www.atilioboron.com/2011/08/islandia-elegir-entre-ser-cuba-o-ser.html ...Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Vincenzo La Porta
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