Riordiniamo il pensiero RAdicale
Dedico questo forum di discussione a coloro che pensano ad un vuoto lasciato da i guru del partito Radicale; compromessi in ruoli istituzionali che hanno svilito il pensiero "RADICALE".
Ormai tutti affannati per arrivare alla poltroncina; si s'e' capito, qui a Firenze il Bacchi ancora non ce l'ha fatta, ma consto che tutti i vecchi radicali, schifati dalle poltrone hanno appaggiato il loro culo, vuoi in un consiglio comunale, provinciale, regionale, parlamentare ed infine senatoriale.
Era bello Pannella con i suoi casini, Adele Faccio con le sue battaglie femministe, parlamentari non shierati e liberi, adesso la musica e' cambiata a favore di una omologazione che anoi radicali pare un po' sospetta; ebbene qualcuno griderebbe, anzi in casa radicale non si grida, sussurrerebbe "che diciamo a quegl'uomini che in quell' 11 dicembre al cinema Cola di Rienzo di Roma dettero vita ad un movimento libero, laico che si prefiggeva quanto segue: l'impegno prioritario dei radicali: "l'attuazione della Costituzione e la effettiva instaurazione dello Stato laico e liberale, di quello Stato di diritto che fa tutti i cittadini uguali innanzi alla legge, senza discriminazioni politiche e religiose, e che ne garantisce la libertà attiva dall'arbitrio governativo e poliziesco". In parole povere la situazione in cui ci troviamo adesso, uno Stato di Polizia incapace di adeguarsi all'emancipazione del mondo. E quei dodici radicali nel PD che inutilmente starnazzano standardizzati inconsapevoli di essere stati fagocitati dal sistema di cui i padri fondatori si erano prefissi di combattere.
KeK
Ormai tutti affannati per arrivare alla poltroncina; si s'e' capito, qui a Firenze il Bacchi ancora non ce l'ha fatta, ma consto che tutti i vecchi radicali, schifati dalle poltrone hanno appaggiato il loro culo, vuoi in un consiglio comunale, provinciale, regionale, parlamentare ed infine senatoriale.
Era bello Pannella con i suoi casini, Adele Faccio con le sue battaglie femministe, parlamentari non shierati e liberi, adesso la musica e' cambiata a favore di una omologazione che anoi radicali pare un po' sospetta; ebbene qualcuno griderebbe, anzi in casa radicale non si grida, sussurrerebbe "che diciamo a quegl'uomini che in quell' 11 dicembre al cinema Cola di Rienzo di Roma dettero vita ad un movimento libero, laico che si prefiggeva quanto segue: l'impegno prioritario dei radicali: "l'attuazione della Costituzione e la effettiva instaurazione dello Stato laico e liberale, di quello Stato di diritto che fa tutti i cittadini uguali innanzi alla legge, senza discriminazioni politiche e religiose, e che ne garantisce la libertà attiva dall'arbitrio governativo e poliziesco". In parole povere la situazione in cui ci troviamo adesso, uno Stato di Polizia incapace di adeguarsi all'emancipazione del mondo. E quei dodici radicali nel PD che inutilmente starnazzano standardizzati inconsapevoli di essere stati fagocitati dal sistema di cui i padri fondatori si erano prefissi di combattere.
KeK