rivalutazione 5 terreni
Premetto che ho acquisito per donazione da mio padre un terreno agricolo nel 1992; il terreno è in comproprietà con quote indivise con le mie sorelle di 1/5 ciascuna.
A seguito di modifiche al Piano Regolatore Comunale il terreno ha cambiato successivamente la destinazione urbanistica e divenendo edificabile risulta incrementato il suo valore rispetto a quello iniziale.
A seguito dell'entrata in vigore della L. 448/01 art. 7 procediamo congiuntamente alla rideterminazione del valore di acquisto del terreno mediante perizia giurata e versamento dell'imposta sostitutiva nella misura del 4% sul valore periziato, entro la scadenza del 30.09.2002; il versamento viene effettuato con modello F24 da un solo comproprietario in maniera cumulativa per l'intero importo dovuto complessivamente; la prima rata viene versata, come dianzi richiamato alla prima scadenza del 30.09.2009 (scadenza che poi la legge, allora, ha prorogato di due mesi) e la seconda e terza rata in un'unica soluzione con intessi legali il 30.09.2003. Il medesimo terreno è stato venduto nel dicembre del 2003 e all'atto della vendita è stato individuato un valore superiore a quello periziato e quindi è stata pagata, nei modi di legge, la ulteriore plusvalenza.
L'Ufficio delle entrate competente (si precisa nel merito che le proprietà risiedono in comuni diversi e gli uffici dell'Agenzia delle entrate interessati sono tre) ha invalidato la perizia di stima giurata in quanto, testualmente recita, 'il contribuente non ha provveduto al versamento dell'imposta sostitutiva del 4%; pertanto la rivalutazione del terreno a seguito della perizia giurata deve ritenersi non valida, come confermato dalla prassi in materia (Circolare n. 35 del 4.08.2004 e n. 81 del 6.11.2002)'.
In altre parole, ci è stato riferito dall'Agenzia delle Entrate che, poiché per una sola delle proprietà esiste l'attestazione del pagamento effettuato circa la rivalutazione al 4% con modello F24, pur se in misura errata perché cinque vote superiore a quello dovuto, per le altre quattro contribuenti l'attestazione di pagamento non esiste.
Ritengo oltremodo scorretta tale valutazione condotta dall'Agenzia delle Entrate in quanto:
- il Fisco, più in generale, con il criterio normato per la rivalutazione del terreno al 4% doveva incassare una somma complessiva di un certo valore economico che è stato integralamente versato (e anche con anticipo sulla terza rata di un anno) e pertanto non c'è stato nessun ammanco economico alle casse dello Stato correlato alla rivalutazione del bene in argomento;
- la norma al momento dell'applicazione (settembre 2002) non andava a precisare in maniera chiara e inequivocabile se il pagamento potesse avvenire in maniera cumulativa sul valore del bene o individualmente da ciascun proprietario sulle quote di possesso (leggasi l'art. 7 della Legge n. 448/01 quale unico riferimento normativo allora in vigore); invero con successiva Circolare n. 81 del 6.11.2002, ovvero due mesi dopo l'avvenuto pagamento, ha voluto precisare, tra l'altro, al punto '2.5 - Modalità di versamento dell'imposta sostitutiva' che 'in caso di comproprietà il versamento deve essere effettuato da ciascun comproprietario con riferimento alla propria quota'. Pertanto la circolare ha voluto precisare quanto a livello normativo non era già chiaro e definito nella norma nazionale: chiarimento tuttavia, per il caso in argomento, è intervenuto in data successiva e quindi al momento del versamento né esisteva la citata circolare, né era inequivocabilmente chiara l'applicazione della norma; altrimenti per quale motivo la circolare ha voluto precisare questo aspetto se c'era già sufficiente chiarezza?
- Invero il pagamento è stato da noi effettuato con riferimento al bene rivalutato e quindi sull'intero importo di plusvalenza, da un'unica persona che secondo un evidente principio di sussidiarietà ha pagato per l'intero bene e per tutte le quote di possesso (100%).
- Certamente se errore c'è stato quell'errore era in buona fede perché nulla è stato omesso al fisco rispetto a quanto dovuto da parte nostra; errore quindi di forma ma non di sostanza!
Mi chiedo dunque, in considerazione che nella stragrande maggioranza dei casi beni come terreni sono in comproprietà tra più famigliari perché derivano per lo più da successione del patrimonio immobiliare di famiglia, questo caso si sarà certamente posto all'attenzione di molte Agenzie d'Italia. Come si sono espresse le commissioni tributarie provinciali e regionali chiamate a dirimere la situazione? Ci sono pronunciamenti, sentenze sull'argomento????
Chiedo notizie e confronti nel merito. Grazie
A seguito di modifiche al Piano Regolatore Comunale il terreno ha cambiato successivamente la destinazione urbanistica e divenendo edificabile risulta incrementato il suo valore rispetto a quello iniziale.
A seguito dell'entrata in vigore della L. 448/01 art. 7 procediamo congiuntamente alla rideterminazione del valore di acquisto del terreno mediante perizia giurata e versamento dell'imposta sostitutiva nella misura del 4% sul valore periziato, entro la scadenza del 30.09.2002; il versamento viene effettuato con modello F24 da un solo comproprietario in maniera cumulativa per l'intero importo dovuto complessivamente; la prima rata viene versata, come dianzi richiamato alla prima scadenza del 30.09.2009 (scadenza che poi la legge, allora, ha prorogato di due mesi) e la seconda e terza rata in un'unica soluzione con intessi legali il 30.09.2003. Il medesimo terreno è stato venduto nel dicembre del 2003 e all'atto della vendita è stato individuato un valore superiore a quello periziato e quindi è stata pagata, nei modi di legge, la ulteriore plusvalenza.
L'Ufficio delle entrate competente (si precisa nel merito che le proprietà risiedono in comuni diversi e gli uffici dell'Agenzia delle entrate interessati sono tre) ha invalidato la perizia di stima giurata in quanto, testualmente recita, 'il contribuente non ha provveduto al versamento dell'imposta sostitutiva del 4%; pertanto la rivalutazione del terreno a seguito della perizia giurata deve ritenersi non valida, come confermato dalla prassi in materia (Circolare n. 35 del 4.08.2004 e n. 81 del 6.11.2002)'.
In altre parole, ci è stato riferito dall'Agenzia delle Entrate che, poiché per una sola delle proprietà esiste l'attestazione del pagamento effettuato circa la rivalutazione al 4% con modello F24, pur se in misura errata perché cinque vote superiore a quello dovuto, per le altre quattro contribuenti l'attestazione di pagamento non esiste.
Ritengo oltremodo scorretta tale valutazione condotta dall'Agenzia delle Entrate in quanto:
- il Fisco, più in generale, con il criterio normato per la rivalutazione del terreno al 4% doveva incassare una somma complessiva di un certo valore economico che è stato integralamente versato (e anche con anticipo sulla terza rata di un anno) e pertanto non c'è stato nessun ammanco economico alle casse dello Stato correlato alla rivalutazione del bene in argomento;
- la norma al momento dell'applicazione (settembre 2002) non andava a precisare in maniera chiara e inequivocabile se il pagamento potesse avvenire in maniera cumulativa sul valore del bene o individualmente da ciascun proprietario sulle quote di possesso (leggasi l'art. 7 della Legge n. 448/01 quale unico riferimento normativo allora in vigore); invero con successiva Circolare n. 81 del 6.11.2002, ovvero due mesi dopo l'avvenuto pagamento, ha voluto precisare, tra l'altro, al punto '2.5 - Modalità di versamento dell'imposta sostitutiva' che 'in caso di comproprietà il versamento deve essere effettuato da ciascun comproprietario con riferimento alla propria quota'. Pertanto la circolare ha voluto precisare quanto a livello normativo non era già chiaro e definito nella norma nazionale: chiarimento tuttavia, per il caso in argomento, è intervenuto in data successiva e quindi al momento del versamento né esisteva la citata circolare, né era inequivocabilmente chiara l'applicazione della norma; altrimenti per quale motivo la circolare ha voluto precisare questo aspetto se c'era già sufficiente chiarezza?
- Invero il pagamento è stato da noi effettuato con riferimento al bene rivalutato e quindi sull'intero importo di plusvalenza, da un'unica persona che secondo un evidente principio di sussidiarietà ha pagato per l'intero bene e per tutte le quote di possesso (100%).
- Certamente se errore c'è stato quell'errore era in buona fede perché nulla è stato omesso al fisco rispetto a quanto dovuto da parte nostra; errore quindi di forma ma non di sostanza!
Mi chiedo dunque, in considerazione che nella stragrande maggioranza dei casi beni come terreni sono in comproprietà tra più famigliari perché derivano per lo più da successione del patrimonio immobiliare di famiglia, questo caso si sarà certamente posto all'attenzione di molte Agenzie d'Italia. Come si sono espresse le commissioni tributarie provinciali e regionali chiamate a dirimere la situazione? Ci sono pronunciamenti, sentenze sull'argomento????
Chiedo notizie e confronti nel merito. Grazie