rosarno-una vergogna per la calabria e per l'Italia
Premesso che desidereo essere depennato altrimenti sono costretto a csrivre senza interessarmi di eventuali risposte.
Do per scontato che la presente, se pubblicata, scatenerà verso il sottoscritto un'infinità di accidenti, ma tocco ferro e mi metto a scrivere. Spesso le mie lettere sono provocatorie, ma hanno l'intento di mettere a nudo questioni sulle quali è bene riflettere. In questi giorni non si fa altro che sostenere, da parte dei più, che quanto è accaduto e sta accadendo a Rosarno è colpa degli" immigrati" e della 'ndrangheta. Non sono affatto d'accordo, per me la colpa è del sistema Calabria e della mentalità di una parte abbastanza corposa dei calabresi. Iniziamo con gli "immigrati": costoro che colpa hanno? Forse quella di voler vivere? In qualche modo sono approdati in Italia, le autorità hanno tollerato la loro permanenza, che però doveva essere ben pianificata prevedendo possibilità di lavoro e di alloggio. Il buonismo politicamente corretto che parla solo di accoglienza in senso generico è quanto di più nefasto possa esistere. Accogliere questi sventurati e non garantire loro un'esistenza decente è un atto criminoso senza se e senza ma. Come si può pensare che la 'ndrangheta abituata a grossi affari possa speculare su tali miserie? Può essere stato solo qualche "caporale" e "capo bastone" di basso profilo oltre, è ovvio, anche ai datori di lavoro che li hanno solo sfruttati per pochi euro e senza alcun tipo di assistenza. Da quel che si legge la Calabria è un mondo a parte dove l'assistenzialismo predomina su tutto. Con 6500 Kmq di foreste ha ben 17000 forestali a fronte dei 4000 del Canada per 400000 kmq di territorio (dati del 2008). Per restare in Italia, la Lombardia ha solo 600 forestali e, pertanto, viene da chiedersi che cosa facciano quelli in Calabria. Di sicuro incassano le spettanze. Le autorità locali inoltre non hanno mai visto le miriadi di stranieri lavorare nei campi? Come mai non hanno mai accertato le loro condizioni di lavoro e abitative? La Calabria non è forse quella regione ove nei campi lavorano i "negri", mentre i giovani locali fanno i disoccupati? Non è forse anche la regione ove la responsabile dell'Inps di Cosenza è costretta a vivere sotto scorta per aver osato scrivere una lettera ai medici nella quale li invitava a maggior prudenza nel rilasciare certificati di malattia ai braccianti locali ( ben 100 mila nel solo 2008)? Se oltre a questo ci mettiamo anche il senso di orgoglio dei calabresi verso la propria terra, che però non vogliono lavorare, la gelosia per le donne e la pretesa che i "negri" devono solo lavorare per pochi euro e poi rintanarsi nelle loro topaie, senza magari recarsi in paese, la miscela esplosiva è bella che confezionata. Più voglia di lavorare, più amore vero verso la propria terra e meno piagnistei per ottenere sussidi a valanga dalle istituzioni, unitamente ad una maggiore umanità verso chi lavora da sfruttato, darebbero alla bella Calabria tutto il decoro che merita invece di certi episodi inqualificabili. Sarebbe inoltre opportuna ed indilazionabile una maggior presa di coscienza verso lo Stato e l'abbandono dell' omertà verso i misfatti della malavita. Rimedi urgenti, che per i buonisti da quattro soldi e per qualche porporato che spesso parla a vanvera saranno sicuramente inopportuni, sono il rimpatrio immediato degli irregolari che finirebbero solo per alimentare nuove tensioni ed il malaffare e dare una sistemazione dignitosa agli altri senza lasciarli alla mercé di chi dà loro 25 euro al giorno per poi lasciarli vivere in porcili.
Yannis
P.s
perchè non vengo depennato? A qualcuno fanno comodo le mie sparate? tanto non leggo le eventuali risposte.
Do per scontato che la presente, se pubblicata, scatenerà verso il sottoscritto un'infinità di accidenti, ma tocco ferro e mi metto a scrivere. Spesso le mie lettere sono provocatorie, ma hanno l'intento di mettere a nudo questioni sulle quali è bene riflettere. In questi giorni non si fa altro che sostenere, da parte dei più, che quanto è accaduto e sta accadendo a Rosarno è colpa degli" immigrati" e della 'ndrangheta. Non sono affatto d'accordo, per me la colpa è del sistema Calabria e della mentalità di una parte abbastanza corposa dei calabresi. Iniziamo con gli "immigrati": costoro che colpa hanno? Forse quella di voler vivere? In qualche modo sono approdati in Italia, le autorità hanno tollerato la loro permanenza, che però doveva essere ben pianificata prevedendo possibilità di lavoro e di alloggio. Il buonismo politicamente corretto che parla solo di accoglienza in senso generico è quanto di più nefasto possa esistere. Accogliere questi sventurati e non garantire loro un'esistenza decente è un atto criminoso senza se e senza ma. Come si può pensare che la 'ndrangheta abituata a grossi affari possa speculare su tali miserie? Può essere stato solo qualche "caporale" e "capo bastone" di basso profilo oltre, è ovvio, anche ai datori di lavoro che li hanno solo sfruttati per pochi euro e senza alcun tipo di assistenza. Da quel che si legge la Calabria è un mondo a parte dove l'assistenzialismo predomina su tutto. Con 6500 Kmq di foreste ha ben 17000 forestali a fronte dei 4000 del Canada per 400000 kmq di territorio (dati del 2008). Per restare in Italia, la Lombardia ha solo 600 forestali e, pertanto, viene da chiedersi che cosa facciano quelli in Calabria. Di sicuro incassano le spettanze. Le autorità locali inoltre non hanno mai visto le miriadi di stranieri lavorare nei campi? Come mai non hanno mai accertato le loro condizioni di lavoro e abitative? La Calabria non è forse quella regione ove nei campi lavorano i "negri", mentre i giovani locali fanno i disoccupati? Non è forse anche la regione ove la responsabile dell'Inps di Cosenza è costretta a vivere sotto scorta per aver osato scrivere una lettera ai medici nella quale li invitava a maggior prudenza nel rilasciare certificati di malattia ai braccianti locali ( ben 100 mila nel solo 2008)? Se oltre a questo ci mettiamo anche il senso di orgoglio dei calabresi verso la propria terra, che però non vogliono lavorare, la gelosia per le donne e la pretesa che i "negri" devono solo lavorare per pochi euro e poi rintanarsi nelle loro topaie, senza magari recarsi in paese, la miscela esplosiva è bella che confezionata. Più voglia di lavorare, più amore vero verso la propria terra e meno piagnistei per ottenere sussidi a valanga dalle istituzioni, unitamente ad una maggiore umanità verso chi lavora da sfruttato, darebbero alla bella Calabria tutto il decoro che merita invece di certi episodi inqualificabili. Sarebbe inoltre opportuna ed indilazionabile una maggior presa di coscienza verso lo Stato e l'abbandono dell' omertà verso i misfatti della malavita. Rimedi urgenti, che per i buonisti da quattro soldi e per qualche porporato che spesso parla a vanvera saranno sicuramente inopportuni, sono il rimpatrio immediato degli irregolari che finirebbero solo per alimentare nuove tensioni ed il malaffare e dare una sistemazione dignitosa agli altri senza lasciarli alla mercé di chi dà loro 25 euro al giorno per poi lasciarli vivere in porcili.
Yannis
P.s
perchè non vengo depennato? A qualcuno fanno comodo le mie sparate? tanto non leggo le eventuali risposte.