Rosenthal sulle assicurazioni
Nel suo libro su come applicare la statistica e il calcolo delle probabilita' alla vita di tutti i giorni, "Le regole del caso", J.Rosenthal afferma che assicurarsi non conviene mai, perche' le compagnie di assicurazione sono ampiamente in attivo proprio per il motivo che incassano molto piu' di quanto spendono (il denaro sufficiente a ripagare i danni assicurati piu' le spese di gestione delle compagnie piu' i loro profitti), meglio mettere da parte il denaro per la semplice riparazione del danno, basteranno meno soldi. Sconsiglia di assicurarsi per cose di valore limitato, ma anche contro catastrofi o incendi che possano distruggere l'abitazione, anche li' vale la stessa regola, con forse un'unica eccezione, che personalmente trovo alquanto discutibile, e cioe' che la distruzione dell'abitazione possa creare grossi problemi ad esempio negli spostamenti per andare al lavoro o portare i figli a scuola, ma questi inconvenienti secondo me si potrebbero verificare anche se si e' assicurati, infatti anche se le assicurazioni ripagassero subito il danno ci vorrebbe comunque parecchio tempo per ricostruire una casa.
Inoltre, in riferimento alla probabile introduzione dell'obbligo di assicurare le abitazioni contro le calamita', credo sia solo un grosso regalo alle assicurazioni, e che bisognerebbe lasciare liberi di assicurarsi o meno, al caso firmando una liberatoria per cui lo Stato non debba pagare una eventuale ricostruzione. E ci sono vari e buoni motivi per questa mia posizione:
- la spesa dell'assicurazione statisticamente e' maggiore del danno da riparare
- molti non ce la fanno ad arrivare a fine mese, figurarsi con una spesa in piu'
- a molti potrebbe non interessare assicurare al 100% la propria abitazione, ad esempio anziani con i figli ormai fuori casa, cui basterebbe una abitazione molto piu' piccola e meno cara, perche' mai pagare per riavere una caa da 100 mq se ne bastano 50?
Paolo
Inoltre, in riferimento alla probabile introduzione dell'obbligo di assicurare le abitazioni contro le calamita', credo sia solo un grosso regalo alle assicurazioni, e che bisognerebbe lasciare liberi di assicurarsi o meno, al caso firmando una liberatoria per cui lo Stato non debba pagare una eventuale ricostruzione. E ci sono vari e buoni motivi per questa mia posizione:
- la spesa dell'assicurazione statisticamente e' maggiore del danno da riparare
- molti non ce la fanno ad arrivare a fine mese, figurarsi con una spesa in piu'
- a molti potrebbe non interessare assicurare al 100% la propria abitazione, ad esempio anziani con i figli ormai fuori casa, cui basterebbe una abitazione molto piu' piccola e meno cara, perche' mai pagare per riavere una caa da 100 mq se ne bastano 50?
Paolo