Rushdie, Hirsi Ali, il Papa. Chi sarà il prossimo?
Succede in Europa
«Rushdie, Hirsi Ali, il Papa. Chi sarà il prossimo?» si chiedeva Der Spiegel poche settimane fa.
Non si è dovuto attendere molto per conoscere la risposta.
Il "prossimo", si è scoperto, si chiama Robert Redeker.
E' insegnante di liceo a Tolosa e il crimine per il quale è stato condannato a morte dai jihadisti che vivono in Francia e in altri Paesi d'Europa grazie al generoso welfare pagato da quelli che ritengono esseri inferiori è stato aver scritto questo articolo di commento alle reazioni musulmane al discorso di papa Benedetto XVI a Ratisbona. Ha messo nero su bianco ciò che pensa del corano, e cioè che «est un livre d'inouïe violence» e su Maometto: «Exaltation de la violence: chef de guerre impitoyable, pillard, massacreur de juifs et polygame, tel se révèle Mahomet à travers le Coran», e per averlo fatto gli estremisti islamici lo hanno condannato a morte - confermando così la fondatezza della sua accusa.
Come scrive Magdi Allam, l'offerta oggi è questa: «Non ti taglio la gola a condizione che ti tagli la lingua». A noi la scelta.
«Rushdie, Hirsi Ali, il Papa. Chi sarà il prossimo?» si chiedeva Der Spiegel poche settimane fa.
Non si è dovuto attendere molto per conoscere la risposta.
Il "prossimo", si è scoperto, si chiama Robert Redeker.
E' insegnante di liceo a Tolosa e il crimine per il quale è stato condannato a morte dai jihadisti che vivono in Francia e in altri Paesi d'Europa grazie al generoso welfare pagato da quelli che ritengono esseri inferiori è stato aver scritto questo articolo di commento alle reazioni musulmane al discorso di papa Benedetto XVI a Ratisbona. Ha messo nero su bianco ciò che pensa del corano, e cioè che «est un livre d'inouïe violence» e su Maometto: «Exaltation de la violence: chef de guerre impitoyable, pillard, massacreur de juifs et polygame, tel se révèle Mahomet à travers le Coran», e per averlo fatto gli estremisti islamici lo hanno condannato a morte - confermando così la fondatezza della sua accusa.
Come scrive Magdi Allam, l'offerta oggi è questa: «Non ti taglio la gola a condizione che ti tagli la lingua». A noi la scelta.