Salviamo Roma da Rutelli
http://www.avanti.it/article.php?art_id=17991
Ora Roma comincia a tremare, perché stavolta il rischio è grosso: ritorna il "flagellum Romae". Ora aspettiamo con fervore la contromossa del centrodestra, che dovrebbe sicuramente opporgli un nome altisonante per cercare di salvare la Capitale dalla distruzione totale. Chi non ricorda quello che si diceva nel 2000? "Quello che non fecero i barbari e i barberini, lo fecero Rutelli e i." (meglio non andare avanti). Già, perché contrapporre al celebre distruttore di opere d'arte dalla storia millenaria, Francesco Rutelli, un candidato sciatto e senza personalità sarebbe non solo un grave errore da parte del centrodestra, ma anche deleterio per la storia e l'integrità di una città che ha visto sorgere e tramontare un Impero fatto di conquiste e glorie. Secondo alcuni Rutelli potrebbe essere il successore ideale all'ex sindaco Veltroni, in quanto già dispone della necessaria esperienza per dirigere una città del genere, ma non va scordato, sotto questo punto di vista, gli errori e gli scempi compiuti da Francesco "Cicciobello" Rutelli dal 1993 al 2001; uno su tutti: il parcheggio del Gianicolo, con la famosa villa di età imperiale scoperta e poi sepolta. Senza parlare poi dell'Ara Pacis, oppure del famoso tram della linea 8, rinomato per i deragliamenti che avvengono con una certa frequenza, oppure la sicurezza, incentivata con la nascita a dismisura di accampamenti rom, e il degrado delle periferie lasciate a marcire come se non vi abitassero esseri umani. Eppure Rutelli ha ancora il coraggio di ripresentarsi. Nel suo nuovo programma elettorale parla di sicurezza, di spazi ai giovani e afferma di voler coinvolgere la gente diventando il sindaco di tutti, il sindaco di Roma. Bentornata demagogia rutelliana. Niente di strano, magari nella sua testa si starà paragonando ai migliori sindaci che Roma abbia mai avuto, come Argan, Petroselli o Nathan, persone che hanno fatto veramente la storia. Lui e Veltroni, invece, in 15 anni sono riusciti a distruggere quello che di buono erano riusciti a costruire con i fatti e con la storia in duemila anni personaggi come Giulio Cesare, Traiano, Augusto e Marco Aurelio e, perché no, anche i Papi. Ma come riuscirà a risolvere tutti questi problemi, il nostro caro Rutelli, se in 8 anni di precedente mandato ha fatto solo "sfracelli"? Come riuscirà a ricostruire una città che in vari punti, soprattutto in periferia, è stata messa ko da piani regolatori a dir poco. allegri? Come riuscirà a rendere sicura una città sempre più multirazziale e senza controllo, grazie al permissivismo della politica veltroniana? Per ora ci sono tanti bei propositi, ma nessuna dimostrazione. Stavolta, dunque, il centrodestra ha tutto il tempo di evitare gli errori commessi negli ultimi cinque anni. Stavolta il centrodestra ha la possibilità di rimboccarsi le maniche e affidare ad un candidato di peso il compito di controbattere Cicciobello. Per evitare la disfatta della Città eterna, prima che sia troppo tardi. Per capirci meglio, è utile mutuare la frase di Papa Giovanni Paolo II già copiata da Rutelli: cara/o Cdl/Pdl. "damose da fa" per salvare Roma.
Ora Roma comincia a tremare, perché stavolta il rischio è grosso: ritorna il "flagellum Romae". Ora aspettiamo con fervore la contromossa del centrodestra, che dovrebbe sicuramente opporgli un nome altisonante per cercare di salvare la Capitale dalla distruzione totale. Chi non ricorda quello che si diceva nel 2000? "Quello che non fecero i barbari e i barberini, lo fecero Rutelli e i." (meglio non andare avanti). Già, perché contrapporre al celebre distruttore di opere d'arte dalla storia millenaria, Francesco Rutelli, un candidato sciatto e senza personalità sarebbe non solo un grave errore da parte del centrodestra, ma anche deleterio per la storia e l'integrità di una città che ha visto sorgere e tramontare un Impero fatto di conquiste e glorie. Secondo alcuni Rutelli potrebbe essere il successore ideale all'ex sindaco Veltroni, in quanto già dispone della necessaria esperienza per dirigere una città del genere, ma non va scordato, sotto questo punto di vista, gli errori e gli scempi compiuti da Francesco "Cicciobello" Rutelli dal 1993 al 2001; uno su tutti: il parcheggio del Gianicolo, con la famosa villa di età imperiale scoperta e poi sepolta. Senza parlare poi dell'Ara Pacis, oppure del famoso tram della linea 8, rinomato per i deragliamenti che avvengono con una certa frequenza, oppure la sicurezza, incentivata con la nascita a dismisura di accampamenti rom, e il degrado delle periferie lasciate a marcire come se non vi abitassero esseri umani. Eppure Rutelli ha ancora il coraggio di ripresentarsi. Nel suo nuovo programma elettorale parla di sicurezza, di spazi ai giovani e afferma di voler coinvolgere la gente diventando il sindaco di tutti, il sindaco di Roma. Bentornata demagogia rutelliana. Niente di strano, magari nella sua testa si starà paragonando ai migliori sindaci che Roma abbia mai avuto, come Argan, Petroselli o Nathan, persone che hanno fatto veramente la storia. Lui e Veltroni, invece, in 15 anni sono riusciti a distruggere quello che di buono erano riusciti a costruire con i fatti e con la storia in duemila anni personaggi come Giulio Cesare, Traiano, Augusto e Marco Aurelio e, perché no, anche i Papi. Ma come riuscirà a risolvere tutti questi problemi, il nostro caro Rutelli, se in 8 anni di precedente mandato ha fatto solo "sfracelli"? Come riuscirà a ricostruire una città che in vari punti, soprattutto in periferia, è stata messa ko da piani regolatori a dir poco. allegri? Come riuscirà a rendere sicura una città sempre più multirazziale e senza controllo, grazie al permissivismo della politica veltroniana? Per ora ci sono tanti bei propositi, ma nessuna dimostrazione. Stavolta, dunque, il centrodestra ha tutto il tempo di evitare gli errori commessi negli ultimi cinque anni. Stavolta il centrodestra ha la possibilità di rimboccarsi le maniche e affidare ad un candidato di peso il compito di controbattere Cicciobello. Per evitare la disfatta della Città eterna, prima che sia troppo tardi. Per capirci meglio, è utile mutuare la frase di Papa Giovanni Paolo II già copiata da Rutelli: cara/o Cdl/Pdl. "damose da fa" per salvare Roma.