Il San Giacomo ai Salviati o al Vaticano
Se tra quelle carte che si stanno consultando al riguardo del San Giacomo se ne trovasse in Vaticano o tra le carte del famiglia Salviati, anche una che dimostrasse come il cardinale Antonio Maria Salviati prima di morire fece anche voto di povertà, una formula che alcuni ecclesiastici spesso usavano e ancora usano dopo aver dato parte di ciò che posseggono ai parenti, rinunciando a tutto il resto e donandolo a Santa Madre Chiesa: il San Giacomo qualora venisse chiuso apparterebbe di diritto al Vaticano. Dunque è chiaro fin da ora che, sia alla regione che a Marrazzo, in caso di chiusura del San Giacomo non spetta proprio niente. A bocca asciutta! E Stavolta Marrazzo non avrà di fronte la Brambilla, con cui poter dar sfoggio del suo umorismo e le sue ammiccanti semirisatine: stavolta non riderà, se si mette di mezzo pure il Vaticano.
San Giacomo, in campo gli eredi: «Deve restare un ospedale o torna a noi»
Il San Giacomo deve rimanere un ospedale: a impedire cambiamenti di destinazione d'uso è una clausola contenuta nel testamento del cardinale Antonio Maria Salviati, vissuto nel XVI secolo e allora proprietario dell'ospedale.
A tirar fuori le antiche carte una delle discendenti del porporato, Oliva Salviati.«Nel lascito - spiega la nobildonna - le parole sono chiare. Deve rimanere ospedale, in caso contrario tornerebbe agli eredi. Non è legittima la delibera del Consiglio regionale che ha posto l'immobile tra i beni disponibili».
Banchieri del re di Francia, la famiglia Salviati, imparentata con i Medici, era molto vicina a Caterina, moglie di Enrico II e madre di tre re francesi. Antonio Maria Salviati fu nunzio apostolico e curò i rapporti Italia-Francia. «Un benefattore - ricorda Donna Oliva - Pagò di tasca sua il San Giacomo, trasferendo all'ospedale anche i proventi delle gabelle sul pesce del porto di Ripetta, dei terreni della Storta, per oltre 200 anni, e di quelli attorno al S. Giacomo. Una rendita perpetua per poter gestire e mantenere indipendente l'ospedale.
Un progetto avveniristico - ha proseguito - Ho intenzione di coinvolgere personaggi della cultura e della politica, come l'ex presidente francese Valery Giscard D'Estaing (che l'ha visitato ieri: «È uno scandalo che l'ospedale San Giacomo di Roma chiuda. Ed è inammissibile poi farci speculazioni. Certo è una situazione davvero difficile» ha detto, ndr) e Vittorio Sgarbi. La volontà dei defunti non è in scadenza».
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/14/938808-giacomo_campo_eredi_deve_restare_ospedale_torna.shtml
San Giacomo, in campo gli eredi: «Deve restare un ospedale o torna a noi»
Il San Giacomo deve rimanere un ospedale: a impedire cambiamenti di destinazione d'uso è una clausola contenuta nel testamento del cardinale Antonio Maria Salviati, vissuto nel XVI secolo e allora proprietario dell'ospedale.
A tirar fuori le antiche carte una delle discendenti del porporato, Oliva Salviati.«Nel lascito - spiega la nobildonna - le parole sono chiare. Deve rimanere ospedale, in caso contrario tornerebbe agli eredi. Non è legittima la delibera del Consiglio regionale che ha posto l'immobile tra i beni disponibili».
Banchieri del re di Francia, la famiglia Salviati, imparentata con i Medici, era molto vicina a Caterina, moglie di Enrico II e madre di tre re francesi. Antonio Maria Salviati fu nunzio apostolico e curò i rapporti Italia-Francia. «Un benefattore - ricorda Donna Oliva - Pagò di tasca sua il San Giacomo, trasferendo all'ospedale anche i proventi delle gabelle sul pesce del porto di Ripetta, dei terreni della Storta, per oltre 200 anni, e di quelli attorno al S. Giacomo. Una rendita perpetua per poter gestire e mantenere indipendente l'ospedale.
Un progetto avveniristico - ha proseguito - Ho intenzione di coinvolgere personaggi della cultura e della politica, come l'ex presidente francese Valery Giscard D'Estaing (che l'ha visitato ieri: «È uno scandalo che l'ospedale San Giacomo di Roma chiuda. Ed è inammissibile poi farci speculazioni. Certo è una situazione davvero difficile» ha detto, ndr) e Vittorio Sgarbi. La volontà dei defunti non è in scadenza».
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/14/938808-giacomo_campo_eredi_deve_restare_ospedale_torna.shtml