Mercoledì 17 giugno 2026
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SCALDARSI CON IL CALORE DELLA TERRA

L'INFORMATORE · · 1 interventi
Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
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Piemonte Italy - tel. 0142487408 - Codice Fiscale: 91015510067)


L'ENERGIA DELLA TERRA.
LA TEMPERATURA sottosuolo del nostro pianeta cresce in media di 30 gradi ogni chilometro. Cos'è la geotermia
Fonte: PEACELINK http://www.peacelink.it
Beppe Grillo - Fonte: www.internazionale.it
Quale pianeta del sistema solare è una palla incandescente, per il 99 per
cento più calda di mille gradi e per il 99,9 più calda di cento gradi? Pochi
darebbero la risposta giusta: la Terra. Immaginatevi un pallone da calcio
infilato in una calza di nylon aderente.
Ecco, è nello spessore di quella calza che viviamo noi, in quel velo
tiepidino riscaldato un po' da fuori, dal sole, e un po' da sotto, dalla
massa terrestre incandescente. Solo un chilometro sotto i nostri piedi ci
sono quasi ovunque 35-40 gradi, a cinque chilometri in media duecento gradi,
ma anche tre-quattrocento in certe zone. La temperatura del sottosuolo
cresce in media di trenta gradi ogni chilometro. Quando l'ho saputo non ci
volevo credere. Per scaldare a cinquanta gradi l'acqua della doccia o dei
termosifoni bruciamo a cinquecento gradi gas, petrolio o carbone per i quali
facciamo disastri ambientali, guerre e bombardamenti umanitari. E appena
sotto i piedi abbiamo un calore inesauribile e gratuito. Mi sono chiesto:
perché non lo usiamo? Così ho scoperto che molti lo usano: con 17.000
megawatt installati cinquantacinque paesi del mondo producono elettricità
usando il calore del sottosuolo, che si chiama geotermia
(snipurl.com/15aw9). (1)
L'Italia è in parte all'avanguardia nel settore: nel 1904 siamo stati i
primi ad accendere delle lampadine con l'elettricità geotermica e per
cinquant'anni la centrale di Lardarello è stata l'unica al mondo. Con 860
megawatt elettrici installati siamo il quarto paese al mondo per produzione
d'elettricità geotermica. Dove invece siamo scarsi è nella geotermia a bassa
temperatura, quella usata per riscaldare direttamente gli edifici.
Per farlo bastano dei tubi sottili (sonde termiche), profondi qualche
centinaio di metri oppure dei pali termici profondi pochi metri, incorporati
nelle fondamenta dell'edificio. Con una pompa di calore e un modesto consumo
elettrico, si può prelevare calore da un sottosuolo a 10-20 gradi,
concentrarlo e usarlo per riscaldare gli edifici. Mentre in Italia ci sono
solo poche decine d'impianti di questo tipo, in Svizzera - il primo paese al
mondo per numero d'impianti per unità di superficie - ce ne sono trentamila,
che alimentano altrettanti edifici (snipurl.com/15aw4). (2) Anche dall'acqua
di falda, in media a 8-12 gradi, si può estrarre calore per riscaldare gli
edifici, come fa per esempio la chiesa di Bremgarten.
Gli svizzeri stanno lavorando a un progetto ambizioso: a Basilea stanno
facendo due buchi di cinque chilometri per dare nel 2009 elettricità e
calore a cinquemila appartamenti (snipurl.com/15ekc). (3) La tecnica si
chiama deep heat mining: con un primo buco si raggiunge un blocco di roccia
secca e porosa a 200 gradi, si pompa dentro acqua a 200 atmosfere che
spezzetta la roccia, poi da un secondo buco si preleva il vapore per
produrre elettricità e riscaldare edifici. Sembra l'uovo di Colombo, ma non
mancano le sorprese: l'8 dicembre Basilea ha vissuto il suo primo terremoto
sintetico, 3,4 gradi sulla scala Richter. A provocarlo è stato il buco per
il progetto geotermico. L'acqua pompata a 190 atmosfere per frammentare le
rocce cinque chilometri sotto la città ha provocato all'alba un primo
terremoto di 2,7 gradi sulla scala Richter. Così si è deciso di smettere e
di far defluire l'acqua, provocando involontariamente un secondo terremoto
più forte. C'è stato qualche lieve danno ad alcuni edifici, venti denunce
per danneggiamento, centinaia di telefonate alla polizia e tanta paura.
Basilea è tra le città con il più alto rischio sismico, semidistrutta nel
1356 dal più forte terremoto mai registrato nell'Europa centrale. I
sismologi dicono che un terremoto di quell'intensità, stimata 6,7 sulla
scala Richter, si dovrebbe ripetere al massimo dopo ottocento anni, cioè
entro il 2156. Se avvenisse oggi gli assicuratori ipotizzano danni per
cinquanta miliardi di franchi svizzeri (circa trenta miliardi di euro) e
conseguenze piuttosto antipatiche per una città con la più alta
concentrazione del paese d'industrie chimiche e di serbatoi di benzina,
gasolio e cherosene per aviazione. Un sismologo autorevole dice che il
progetto geotermico di Basilea potrebbe in teoria provocare scosse anche
superiori ai 3,4 gradi Richter dell'8 dicembre. Terremoti di sei gradi
Richter sono già stati provocati nel mondo dal peso di alcune dighe e di 5
gradi Richter da alcune discariche di rifiuti liquidi a pressione. Il
terremoto sintetico di Basilea ha sorpreso tutti: anche i progetti
apparentemente più virtuosi e condotti dagli esperti più competenti possono
creare effetti imprevedibili, che a volte obbligano a maggiore prudenza o
anche all'abbandono. Gli unici che sembrano non avere questi problemi sono i
gestori delle cinquecento centrali atomiche sparse per il mondo. Continuano
a produrre ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti radioattivi, una
parte dei quali emetteranno forti radiazioni e calore per centinaia di
migliaia di anni. Nessuno sa ancora dove metterli e molti geologi sostengono
che un luogo adatto e sicuro semplicemente non esiste.
Note:
1 - http://www.isesitalia.it/tec/txt_t009.html
2 - http://www.bfe.admin.ch/themen/00490/00501/index.html?lang=it
3 - http://www.geopower-basel.ch/


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