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Scandalo Bipop, non è successo niente!!

Alex · · 4 interventi
Dimenticare Bipop

'Il caso Bipop non è mai esistito': gli avvocati difensori di Bruno Sonzogni hanno commentato con queste parole, riportate oggi dalla Gazzetta di Reggio, l'avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dai sostituti procuratori della Procura di Milano Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. E se si pensa ai prevedibili effetti dell'atto depositato il 3 luglio dai due pubblici ministeri, verrebbe quasi da dare ragione ai legali dell'ex amministratore delegato della banca.
Il procedimento penale a carico degli ex amministratori di Bipop, avviato dalla Procura di Brescia nell'ottobre 2001, era stato trasferito a Milano per competenza territoriale in due tranche, fra il marzo e il novembre dell'anno scorso. Nelle 9 pagine dell'avviso di chiusura delle indagini, i magistrati ambrosiani fanno a pezzi l'impianto accusatorio dei colleghi bresciani. Gli episodi contestati restano sostanzialmente gli stessi, ma cambiano e si attenuano i capi d'imputazione. Anche i pm di Milano accusano il vecchio stato maggiore di aver guidato la banca 'esautorando gli organi formalmente deputati alla gestione', con 'più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso', ma l'accusa di associazione a delinquere cade.
Uno degli effetti sarà il proscioglimento del [...] stratega delle disastrose acquisizioni all'estero, e dell'ex presidente della Fondazione Manodori Dario Caselli, l'unico reggiano che restava indagato per questa ipotesi di reato. Allo stesso modo, vengono meno anche le accuse di aggiotaggio e di falso in bilancio. Resta invece l'accusa di ostacolo alle autorità di vigilanza per 12 ex amministratori: Bruno Sonzogni, Mauro Ardesi, Maurizio Cozzolini, Giacomo Franceschetti, Arturo Amato, Gianfranco Bertoli, Giovanni Cadei, Giovanni Maria Castelli, Aurelio Menni, Marino Passeri e Sergio Saleri.
Sonzogni, il suo delfino Cozzolini e l'ex azionista di riferimento della banca Ardesi dovranno rispondere anche di infedeltà patrimoniale e di operazioni in conflitto di interessi. Operazioni che, soprattutto ad Ardesi, hanno fruttato svariate decine di milioni di euro. Ma in sede processuale tutto si ridurrà a ben poca cosa, ammesso e non concesso che sia possibile arrivare ad una sentenza prima che i reati cadano in prescrizione. Il caso Bipop rischia davvero di non essere mai esistito, se non per le decine di migliaia di risparmiatori che hanno perduto miliardi di euro.
Gabriele Franzini (www.telereggio.it)
07/07/2006

E così si mette praticamente la parola fine su uno scandalo che ha danneggiato migliaia di risparmiatori a vantaggio di pochi, che ne escono anche praticamente immacolati. Con il prolungarsi delle indagini preliminari e lo spostamento del processo, comunque vada a finire ci sarà anche la prescrizione della maggior parte dei reati. Come sempre chi ha buoni avvocati da pagarsi riesce a farla franca.
Possibile che nessuno possa essere responsabile di un crack tanto grave??

La magistratura dimostra ancora una volta di essere ben lontana dagli interessi dei cittadini.

Vorrei sottolineare una frase dell'articolo:
"Il caso Bipop rischia davvero di non essere mai esistito, se non per le decine di migliaia di risparmiatori che hanno perduto miliardi di euro."
❤️
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