SCANDALOSO.LAVORO NERO CON FONDI CEE......
SPETT.LE REDAZIONE
AVREI UNA GRAN NECESSITA' DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA,
NATURALMENTE RIASSUMENDOLA E CON LE CORREZIONI CHE
VORRETE APPORTARE.HO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CHE
COMPROVA QUANTO ASSERISCO.
DATEMI UNA MANO.......
GRAZIE TANTE
MARIA LUISAESPOSTO DENUNCIA AL: MINISTERO DELLA
GIUSTIZIA,
AL MINISTERO DEL LAVORO,
ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA, ALLA TRIBUTARIA GUARDIA DI FINANZA, AI
CARABINIERI DELL'ISPETTORATO DEL LAVORO,
ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA, A TUTTI GLI UFFICI INPS, A TUTTI GLI UFFICI
INAIL, A TUTTI I GIORNALI, ALLE RADIO ED
ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO.
LAVORO NERO CON FONDI CEE: IL GIUDICE VIENE DA ME CONTESTATO PER AVERE
ARCHIVIATO..........
Dallo scorso anno mi stò battendo per ottenere ciò a cui la legge mi dà
diritto, diritto a ricevere denaro, per avere lavorato oltre
sei anni presso una famiglia come assistente alla persona, senza mai
aver ricevuto: stipendio per intero, contributi, tredicesima, ferie, ferie
mai godute, e tfr.
Tale famiglia godeva di contributi CEE per l'assistenza al genitore
e marito quasi infermo.
Ho scritto a tutti gli Enti a tutti i Ministeri, a tutti i giornali,
dovunque sia riuscita a trovare indirizzi per potere contattare e trovare
l'ufficio o l'Ente competente. Fino ad ora, tranne ,forse, il recupero dei
contributi INPS, non sono riuscita ad ottenere nulla! La CEE, la quale è
stata da me contattata in ogni modo possibile ed immaginabile, scarica la
responsabilità con mille scuse: OGNI UFFICIO O SEDE DA ME CONTATTATI,
SCARICA ALL'ALTRO L'ONERE: NESSUNO HA IL COMPITO DI CONTROLLARE
QUESTO GENERE DI RAPPORTO; e così' mi mandano da un posto all'altro come
fossi una palla.
Come mai nessuno dei liquidatori o dei funzionari CEE ha controllato se i
fondi andavano a buon fine?.
Stiamo parlando di circa TRECENTO MILIONI DI LIRE che la CEE, ha sborsato
versandoli al datore di lavoro nell'arco di quasi sei anni e mezzo, e mai
nessuno si
è preoccupato di accertare, che alla persona destinataria di questo denaro,
venisse pagato tutto ciò che le spettava e se fosse stata assunta con
regolare contratto. Inoltre la CEE, esigeva annualmente, dal beneficiario
dei fondi,
una richiesta che doveva comprendere: le generalità della persona addetta
all'assistenza,
certificato di idoneità della stessa, emesso dal medico di base del
paziente, e
l'importo mensile dei fondi, i quali fondi dovevano servire solo ed
esclusivamente
per retribuzione, contributi ecc.... In base a tale richiesta, la CEE
emetteva il benestare ( decisione) per un intero anno.
Lo scorso anno (2005), l'ultimo in cui ho lavorato presso la famiglia
suddetta,
la decisione annuale, portava la scadenza del 30 Settembre 2005; invece fui
cacciata
il 30 Giugno 2005; la motivazione dei datori di lavoro fu, che la CEE
obbligava
i beneficiari dei fondi a regolarizzare il rapporto di lavoro con il
dipendente... ma
,loro non avevano nessuna intenzione di assumersi delle beghe e che
il denaro che ricevevano serviva a loro anche per aiutare i figli. Faccio
notare che in quella famiglia,
composta di due persone, tra pensioni accompagmamenti e varie entravano
mensilmente
almeno altri tremilacinquecento euro al mese.
...L'alternativa alla normale assunzione, era quella di emettere, da parte
della persona
addetta all'assistenza, regolare fattura.
Io avrei accettato di buon grado pur di non perdere il lavoro, se da parte
del miei
datori di non fosse giunta la pretesa spudorata di farmi emettere le fatture
per l'intero importo, pagandomi, con un solo terzo della somma che
veniva loro elargita mensilmente.
Ed ora, chi mi pagherà i tre mesi che vanno da Luglio 2005 a Settembre 2005?
E chi mi pagherà le diciotto mensilità, per avere subìto, un ingiustificato
licenziamento e non potendo chiedere la reintegrazione del posto di lavoro?
TROPPA NEGLIGENZA!. E NESSUNO SI MUOVE! E' UNA VERGOGNA!
Circa un anno e mezzo fà, il mio legale impostò una causa contro
la mia ex datrice di lavoro, la quale è deceduta dopo circa un anno.
l'8 Novembre 2006, data in cui il giudice del Tribunale del lavoro fissò la
data dell'udienza, avuta notizia del decesso della datrice di lavoro ha
archiviato
la partita. Ad onor del vero non sò dire fino a che punto il giudice sia
stato informato su tutti i fatti che riguardano tale vicenda!
MA MI CHIEDO SE E' POSSIBILE CHE IL GIUDICE NON SIA STATO
INFORMATO CHE si parla PARLA DI DENARO PUBBLICO.
Questo rapporto di lavoro è inoltre documentato da ricevute che mensilmente
venivano compilate dal datore di lavoro e dalla sottoscritta e spedite al
Consiglio della CEE di Ispra per il pagamento degli stipendi contributi
ecc...
eppoi mi chiedo perchè il giudice non ha comunque riconosciuto i miei
diritti pur avendo in mano le prove inconfutabili dell'esistenza di
questo rapporto?
l'INPS, presso la quale chiesi l'intervento per il riconoscimento,
della mia qualità di lavoratore autonomo il giorno 8 agosto 2006
si è attivata immediatamente per il recupero dei contributi
previdenziali ed assicurativi e credo stia portando a termine la pratica.
Perchè due pesi e due misure? Contributi, stipendi tredicesime ecc....
non sono uguali diritti? Perchè per potere beneficiare del denaro che mi
spetta, debbo necessariamente fare causa tramite legale tribunale ecc...e
con quali risultati poi se, pur avendo tutte le prove in mano, mi sono vista
archiviare la pratica perchè uno dei datori di lavoro è deceduto.
Intanto riconoscetemi i miei diritti eppoi in altra sede provvederò per
riscuotere i miei crediti!
.
E tutto il resto della famiglia non c'entra proprio nulla?
Con il riconoscimento da parte del giudice del lavoro,
avrei potuto muovermi per iniziare il recupero del credito per esempio,
impugnando la rinuncia all'eredità fatta dai potenziali eredi della mia
datrice di lavoro, ed impugnando anche la vendita del loro immobile;
tutte mosse ,fatte da loro, per escamotare ed evitare di pagarmi.
Questo ha fatto la famiglia al completo!
Mi rifiuto di credere che questa storia non abbia un seguito......
Il mio diritto a percepire gli stipendi ricevuti solo parzialmente, le
tredicesime le ferie, ed il trattamento di fine rapporto come lo faccio
valere se padre( persona alla quale ho prestato assistenza)
e figli possono permettersi, di nascondersi dietro un dito?
Ritengo che questo sia un debito della famiglia, e deve pur esserci il
sistema per fare valere i diritti legittimi di chi per anni ha lavorato
per tutti loro, prendendo solo le briciole che le venivano offerte?
E' possibile che possano sottrarsi rinunciando all'eredità della madre e
moglie, nullatenente, e passandosi la casa da padre a figli per escamotare?
Quale può essere la motivazione di un padre, che a ottantotto anni vende
la casa ai propri figli,ad un prezzo di comodo, se non quella di evitare di
vedersela portare via dai creditori suoi e della moglie,
considerando anche che all'epoca non si pagavano le tasse di successione?
Queste manovre, quando sono palesemente " manovre" per aggirare l'ostacolo,
perchè sono permesse?
CONTESTO SIA LA FAMIGLIA CHE LA CEE, PER AVER CREATO
CREATO UNA SITUAZIONE DI FATTO CHE HA GENERATO LAVORO NERO
E CHIEDO LORO OLTRE CHE DI PAGARMI TUTTI GLI EMOLUMENTI ARRETRATI,
ANCHE I DANNI MATERIALI E MORALI PER AVERMI POSTO IN UNA
SITUAZIONE PRECARIA E MOLTO IMBARAZZANTE.
Grazie ancora per l'aiuto
Distinti saluti
Maria Luisa Borgia
Bologna
AVREI UNA GRAN NECESSITA' DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA,
NATURALMENTE RIASSUMENDOLA E CON LE CORREZIONI CHE
VORRETE APPORTARE.HO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CHE
COMPROVA QUANTO ASSERISCO.
DATEMI UNA MANO.......
GRAZIE TANTE
MARIA LUISAESPOSTO DENUNCIA AL: MINISTERO DELLA
GIUSTIZIA,
AL MINISTERO DEL LAVORO,
ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA, ALLA TRIBUTARIA GUARDIA DI FINANZA, AI
CARABINIERI DELL'ISPETTORATO DEL LAVORO,
ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA, A TUTTI GLI UFFICI INPS, A TUTTI GLI UFFICI
INAIL, A TUTTI I GIORNALI, ALLE RADIO ED
ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO.
LAVORO NERO CON FONDI CEE: IL GIUDICE VIENE DA ME CONTESTATO PER AVERE
ARCHIVIATO..........
Dallo scorso anno mi stò battendo per ottenere ciò a cui la legge mi dà
diritto, diritto a ricevere denaro, per avere lavorato oltre
sei anni presso una famiglia come assistente alla persona, senza mai
aver ricevuto: stipendio per intero, contributi, tredicesima, ferie, ferie
mai godute, e tfr.
Tale famiglia godeva di contributi CEE per l'assistenza al genitore
e marito quasi infermo.
Ho scritto a tutti gli Enti a tutti i Ministeri, a tutti i giornali,
dovunque sia riuscita a trovare indirizzi per potere contattare e trovare
l'ufficio o l'Ente competente. Fino ad ora, tranne ,forse, il recupero dei
contributi INPS, non sono riuscita ad ottenere nulla! La CEE, la quale è
stata da me contattata in ogni modo possibile ed immaginabile, scarica la
responsabilità con mille scuse: OGNI UFFICIO O SEDE DA ME CONTATTATI,
SCARICA ALL'ALTRO L'ONERE: NESSUNO HA IL COMPITO DI CONTROLLARE
QUESTO GENERE DI RAPPORTO; e così' mi mandano da un posto all'altro come
fossi una palla.
Come mai nessuno dei liquidatori o dei funzionari CEE ha controllato se i
fondi andavano a buon fine?.
Stiamo parlando di circa TRECENTO MILIONI DI LIRE che la CEE, ha sborsato
versandoli al datore di lavoro nell'arco di quasi sei anni e mezzo, e mai
nessuno si
è preoccupato di accertare, che alla persona destinataria di questo denaro,
venisse pagato tutto ciò che le spettava e se fosse stata assunta con
regolare contratto. Inoltre la CEE, esigeva annualmente, dal beneficiario
dei fondi,
una richiesta che doveva comprendere: le generalità della persona addetta
all'assistenza,
certificato di idoneità della stessa, emesso dal medico di base del
paziente, e
l'importo mensile dei fondi, i quali fondi dovevano servire solo ed
esclusivamente
per retribuzione, contributi ecc.... In base a tale richiesta, la CEE
emetteva il benestare ( decisione) per un intero anno.
Lo scorso anno (2005), l'ultimo in cui ho lavorato presso la famiglia
suddetta,
la decisione annuale, portava la scadenza del 30 Settembre 2005; invece fui
cacciata
il 30 Giugno 2005; la motivazione dei datori di lavoro fu, che la CEE
obbligava
i beneficiari dei fondi a regolarizzare il rapporto di lavoro con il
dipendente... ma
,loro non avevano nessuna intenzione di assumersi delle beghe e che
il denaro che ricevevano serviva a loro anche per aiutare i figli. Faccio
notare che in quella famiglia,
composta di due persone, tra pensioni accompagmamenti e varie entravano
mensilmente
almeno altri tremilacinquecento euro al mese.
...L'alternativa alla normale assunzione, era quella di emettere, da parte
della persona
addetta all'assistenza, regolare fattura.
Io avrei accettato di buon grado pur di non perdere il lavoro, se da parte
del miei
datori di non fosse giunta la pretesa spudorata di farmi emettere le fatture
per l'intero importo, pagandomi, con un solo terzo della somma che
veniva loro elargita mensilmente.
Ed ora, chi mi pagherà i tre mesi che vanno da Luglio 2005 a Settembre 2005?
E chi mi pagherà le diciotto mensilità, per avere subìto, un ingiustificato
licenziamento e non potendo chiedere la reintegrazione del posto di lavoro?
TROPPA NEGLIGENZA!. E NESSUNO SI MUOVE! E' UNA VERGOGNA!
Circa un anno e mezzo fà, il mio legale impostò una causa contro
la mia ex datrice di lavoro, la quale è deceduta dopo circa un anno.
l'8 Novembre 2006, data in cui il giudice del Tribunale del lavoro fissò la
data dell'udienza, avuta notizia del decesso della datrice di lavoro ha
archiviato
la partita. Ad onor del vero non sò dire fino a che punto il giudice sia
stato informato su tutti i fatti che riguardano tale vicenda!
MA MI CHIEDO SE E' POSSIBILE CHE IL GIUDICE NON SIA STATO
INFORMATO CHE si parla PARLA DI DENARO PUBBLICO.
Questo rapporto di lavoro è inoltre documentato da ricevute che mensilmente
venivano compilate dal datore di lavoro e dalla sottoscritta e spedite al
Consiglio della CEE di Ispra per il pagamento degli stipendi contributi
ecc...
eppoi mi chiedo perchè il giudice non ha comunque riconosciuto i miei
diritti pur avendo in mano le prove inconfutabili dell'esistenza di
questo rapporto?
l'INPS, presso la quale chiesi l'intervento per il riconoscimento,
della mia qualità di lavoratore autonomo il giorno 8 agosto 2006
si è attivata immediatamente per il recupero dei contributi
previdenziali ed assicurativi e credo stia portando a termine la pratica.
Perchè due pesi e due misure? Contributi, stipendi tredicesime ecc....
non sono uguali diritti? Perchè per potere beneficiare del denaro che mi
spetta, debbo necessariamente fare causa tramite legale tribunale ecc...e
con quali risultati poi se, pur avendo tutte le prove in mano, mi sono vista
archiviare la pratica perchè uno dei datori di lavoro è deceduto.
Intanto riconoscetemi i miei diritti eppoi in altra sede provvederò per
riscuotere i miei crediti!
.
E tutto il resto della famiglia non c'entra proprio nulla?
Con il riconoscimento da parte del giudice del lavoro,
avrei potuto muovermi per iniziare il recupero del credito per esempio,
impugnando la rinuncia all'eredità fatta dai potenziali eredi della mia
datrice di lavoro, ed impugnando anche la vendita del loro immobile;
tutte mosse ,fatte da loro, per escamotare ed evitare di pagarmi.
Questo ha fatto la famiglia al completo!
Mi rifiuto di credere che questa storia non abbia un seguito......
Il mio diritto a percepire gli stipendi ricevuti solo parzialmente, le
tredicesime le ferie, ed il trattamento di fine rapporto come lo faccio
valere se padre( persona alla quale ho prestato assistenza)
e figli possono permettersi, di nascondersi dietro un dito?
Ritengo che questo sia un debito della famiglia, e deve pur esserci il
sistema per fare valere i diritti legittimi di chi per anni ha lavorato
per tutti loro, prendendo solo le briciole che le venivano offerte?
E' possibile che possano sottrarsi rinunciando all'eredità della madre e
moglie, nullatenente, e passandosi la casa da padre a figli per escamotare?
Quale può essere la motivazione di un padre, che a ottantotto anni vende
la casa ai propri figli,ad un prezzo di comodo, se non quella di evitare di
vedersela portare via dai creditori suoi e della moglie,
considerando anche che all'epoca non si pagavano le tasse di successione?
Queste manovre, quando sono palesemente " manovre" per aggirare l'ostacolo,
perchè sono permesse?
CONTESTO SIA LA FAMIGLIA CHE LA CEE, PER AVER CREATO
CREATO UNA SITUAZIONE DI FATTO CHE HA GENERATO LAVORO NERO
E CHIEDO LORO OLTRE CHE DI PAGARMI TUTTI GLI EMOLUMENTI ARRETRATI,
ANCHE I DANNI MATERIALI E MORALI PER AVERMI POSTO IN UNA
SITUAZIONE PRECARIA E MOLTO IMBARAZZANTE.
Grazie ancora per l'aiuto
Distinti saluti
Maria Luisa Borgia
Bologna