LO SCIOPERO DEI MEZZI PUBBLICI
PER GLI UTENTI AL DANNO SI AGGIUNGE LA BEFFA
Roma, 1 dicembre 2003. Per gli utenti, con lo sciopero dei mezzi pubblici, al danno si aggiunge la beffa, come dire cornuti e mazziati. Che i fruitori dei mezzi pubblici subiscano un danno e' evidente, per i disagi e per i costi aggiuntivi che devono sostenere. Al tutto si aggiunge la beffa perche' le dichiarazioni di sindacalisti e datori di lavoro hanno il sapore della presa in giro. Per costoro "occorre trovare altre forme che non danneggino l'utente" ma nello stesso momento proclamano uno sciopero, che in prima istanza danneggia gli utenti stessi. Come dicevamo, cornuti e mazziati. Da dieci anni sosteniamo la necessita' di un aggiornamento delle modalita' di attuazione dello sciopero classico. Parlare al vento e' la stessa cosa. Oggi infatti si attua uno sciopero che prende letteralmente per il collo l'utente. Piu' si fa male, maggiore e' la probabilita' di ottenere risultati, caso emblematico e' quello di Milano dove, contravvenendo alle regole, i mezzi pubblici non sono entrati in servizio. Il primo avversario del sindacato non e' quindi il datore di lavoro ma l'utente. Proposte? Ne abbiamo fatte tante. Nello specifico potrebbero scioperare solo i controllori e non gli autisti e macchinisti. In questo modo i mezzi funzionerebbero, gli utenti poterebbero utilizzarli anche gratuitamente e l'unico danneggiato sarebbe il datore di lavoro. In piu' i sindacati potrebbero costituire un fondo per risarcire i controllori (agli scioperanti e' detratta dalla busta paga una giornata di lavoro). Gli unici a rimetterci sarebbero appunto i datori di lavoro. Troppo difficile. No, e' una scelta. A danno degli utenti.
Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc
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I FATTI DI MILANO CI CONFERMANO CHE LE AZIONI SINDACALI SONO CONTRO I CONSUMATORI E GLI UTENTI AL PARI DEGLI ATTI TERRORISTICI CONTRO TUTTA LA POPOLAZIONE
Firenze, 1 Dicembre 2003. I fatti di oggi a Milano, con l'orario dello sciopero dei mezzi pubblici anticipato senza avviso, e che ha visto la citta' trasformarsi in un fiume di persone da film "Day after" riversatesi nel capoluogo dopo essere giunte con i treni pendolari, avra' uno strascico giudiziario. Sono gia' in diversi che hanno annunciato denunce per interruzione di pubblico servizio, ed hanno il nostro plauso.
Quello che qui vogliamo rimarcare e' che, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l'episodio milanese conferma che le azioni sindacali sono fatte essenzialmente contro consumatori e utenti. Non c'e' volta, specialmente ma non solo nel trasporto pubblico, che una agitazione non veda come principali vittime gli utenti e consumatori. Ormai il dato della rivendicazione sindacale e' marginale. Non c'e' cronaca, se non quella delle loro corporazioni, che si occupi dei presunti nobili motivi che avrebbero indotto alla disperazione del loro gesto questi lavoratori. Le loro azioni hanno il solo risultato del danno (e non disagio) verso utenti e consumatori. Sindacati e sindacalizzati chiusi a qualunque innovazione civica nelle loro forme di lotta, si apprestano a raccogliere i frutti della loro follia incivile: il disprezzo e la marginalizzazione di qualunque nobilta' possa ancora esserci nei loro gesti.
Del resto non sarebbe una novita'. Come violenza porta violenza, cosi' disperazione non puo' che portare loro altrettanta disperazione.
L'Italia oggi e' nel caos per colpa di queste azioni sindacali. E da caos non puo' che nascere altro caos. Altroche' giusti salari, giusti contratti, giuste qualita' del lavoro. Il giusto non puo' essere tale solo per una fazione, ma, perche' sia tale, deve esserlo per tutti.
Altrimenti e' solo violenza di una minoranza su tutta la popolazione. Cosi' come -pur con effetti diversi- opera il terrorismo.
Che ognuno ne faccia tesoro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc