Se De Rossi ha detto proprio quello che doveva dire il ministro
Su certi temi in Italia l'aria rischia di diventare irrespirabile
Il ministro Maroni, indignato per le parole di Daniele De Rossi sulla tessera del tifoso, decide di ritirare gli inviati speciali del Viminale al seguito della Nazionale. Ma sarà sufficiente? Insomma, cosa vogliamo fare con questo sovversivo di De Rossi? Squalificarlo? Incriminarlo per attività anti-nazionale (nel senso non calcistico)? Costringerlo a chiedere scusa pubblicamente per aver messo in dubbio il dogma dell'infallibilità delle forze dell'ordine?
Su certi temi in Italia l'aria sta diventando irrespirabile. I giocatori di calcio non sono responsabili politici né intellettuali della Sorbona. Di sciocchezze ne dicono, eccome. Ma se compare un video in cui degli agenti picchiano senza motivo un ragazzo di 25 anni che poi sbatteranno in galera, le ipotesi sono due. O la Polizia dimostra che quel ragazzo era un pericoloso criminale oppure deve chiedere scusa lei: al ragazzo, alla sua famiglia, allo Stato italiano e a tutta la società. Proprio perché gli italiani, in massima parte, rispettano ed amano la Polizia e i Carabinieri: quindi non possono sopportare gli abusi.
La cosa più incredibile, in questa storiaccia, è che De Rossi ha detto ciò che avrebbero dovuto dire il capo della Polizia e il Ministro dell'Interno, e insieme a loro tutta la classe politica: «Non voglio entrare in certe polemiche, ma allora dovrebbero fare una tessera anche per il poliziotto. I tifosi che fanno a coltellate non sono gente normale, ma non mi sta neanche bene che un poliziotto prenda a cazzotti un ragazzetto».
Sono frasi che, Maroni dixit, segnano «l'equivalenza tra i poliziotti e i delinquenti che vanno allo stadio per ammazzare gli altri». Ma il Ministro ha dato un'occhiata al video trasmesso dalla Rai? Un ragazzo in motorino («non è neanche tifoso», dicono i genitori) viene avvicinato da un agente che gli dice: «Che fai? Guardi? Che state a fa'? ». Subito dopo un ceffone, poi ancora le manganellate da un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa. «Aiuto, aiuto, ma che state facendo?», grida lui. E qualcuno dai palazzi intorno urla: «Basta, siete in venti contro uno, lasciatelo stare!». Il giorno dopo questo ragazzo è in carcere. Sua madre racconta: «Aveva la testa aperta, il sopracciglio spaccato, due denti spezzati. Mi ha detto “mamma devo rimanere qui ancora qualche giorno, ho paura di non farcela ad arrivare a lunedì, sto male”».
Il ministro Maroni e la Polizia dicano che questo ragazzo fingeva, e che hanno le prove dei suoi delitti. Altrimenti costringono i cittadini italiani a restare sgomenti di fronte alla loro polizia e al loro ministero dell'Interno.
28 maggio 2010
Fonte
Se De Rossi ha detto proprio quello
che avrebbe dovuto dire il ministro
Di Sergio Talamo
da fare futuro al link
http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=6120&Cat=1&I=immagini/Foto D-F/derossi_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il Corsivo&Codi_Cate_Arti=44
Il ministro Maroni, indignato per le parole di Daniele De Rossi sulla tessera del tifoso, decide di ritirare gli inviati speciali del Viminale al seguito della Nazionale. Ma sarà sufficiente? Insomma, cosa vogliamo fare con questo sovversivo di De Rossi? Squalificarlo? Incriminarlo per attività anti-nazionale (nel senso non calcistico)? Costringerlo a chiedere scusa pubblicamente per aver messo in dubbio il dogma dell'infallibilità delle forze dell'ordine?
Su certi temi in Italia l'aria sta diventando irrespirabile. I giocatori di calcio non sono responsabili politici né intellettuali della Sorbona. Di sciocchezze ne dicono, eccome. Ma se compare un video in cui degli agenti picchiano senza motivo un ragazzo di 25 anni che poi sbatteranno in galera, le ipotesi sono due. O la Polizia dimostra che quel ragazzo era un pericoloso criminale oppure deve chiedere scusa lei: al ragazzo, alla sua famiglia, allo Stato italiano e a tutta la società. Proprio perché gli italiani, in massima parte, rispettano ed amano la Polizia e i Carabinieri: quindi non possono sopportare gli abusi.
La cosa più incredibile, in questa storiaccia, è che De Rossi ha detto ciò che avrebbero dovuto dire il capo della Polizia e il Ministro dell'Interno, e insieme a loro tutta la classe politica: «Non voglio entrare in certe polemiche, ma allora dovrebbero fare una tessera anche per il poliziotto. I tifosi che fanno a coltellate non sono gente normale, ma non mi sta neanche bene che un poliziotto prenda a cazzotti un ragazzetto».
Sono frasi che, Maroni dixit, segnano «l'equivalenza tra i poliziotti e i delinquenti che vanno allo stadio per ammazzare gli altri». Ma il Ministro ha dato un'occhiata al video trasmesso dalla Rai? Un ragazzo in motorino («non è neanche tifoso», dicono i genitori) viene avvicinato da un agente che gli dice: «Che fai? Guardi? Che state a fa'? ». Subito dopo un ceffone, poi ancora le manganellate da un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa. «Aiuto, aiuto, ma che state facendo?», grida lui. E qualcuno dai palazzi intorno urla: «Basta, siete in venti contro uno, lasciatelo stare!». Il giorno dopo questo ragazzo è in carcere. Sua madre racconta: «Aveva la testa aperta, il sopracciglio spaccato, due denti spezzati. Mi ha detto “mamma devo rimanere qui ancora qualche giorno, ho paura di non farcela ad arrivare a lunedì, sto male”».
Il ministro Maroni e la Polizia dicano che questo ragazzo fingeva, e che hanno le prove dei suoi delitti. Altrimenti costringono i cittadini italiani a restare sgomenti di fronte alla loro polizia e al loro ministero dell'Interno.
28 maggio 2010
Fonte
Se De Rossi ha detto proprio quello
che avrebbe dovuto dire il ministro
Di Sergio Talamo
da fare futuro al link
http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=6120&Cat=1&I=immagini/Foto D-F/derossi_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il Corsivo&Codi_Cate_Arti=44