Separazione Impianto Idrico in comune tra due condomini con eliminazione del servizio Autoclave.
Due condomini hanno l'impianto dell'acqua in comune con unico contatore esterno e singoli contatori interni. Tale impianto è dotato anche di un unico autoclave ed unico locale.
La maggiranza dei condomini su consiglio dei due amministratori ha deliberato di separare i due impianti istallando un secondo contatore esterno per avere una fatturazione separata.
Ciò però oltre alle spese, comporta anche l'esclusione dalle due linee dell'autoclave.
Io sono contrario a tutto ciò, ma particolarmente all'esclusione dell'autoclave.
Questo da circa due anni non è stato quasi mai utilizzato in quanto la pressione è quasi sempre sufficente a soddisfare tutti i condomini. Se però questa diminuisse e si tornasse nelle condizioni di due anni fa, per usufruire dell'autoclave si dovrebbe tornare ad un unica linea con unico contatore, unico conservone ed unico autoclave, come ora, o si dovrebbe togliere tutto ciò che si trova attualmente all'interno del locale autoclave, istallare due conservoni, due autoclavi e addirittura fare anche la separazione dell'impianto elettrico.
Non voglio neanche immaginare le spese.
A fronte di tutto ciò, dopo aver fatto più volte presente il mio disaccordo ed il fatto che secondo me per fare tale lavoro occorre l'UNANIMITA' di tutti i condomini dei due stabili e non la semplice maggioranza, ho inviato due Racc. A.R. ad entrambi gli Amministratori in cui ho chiesto che tutti i condomini fossero portati a conoscenza di tali lavori ed avessero firmto il loro consenso. In manansa di ciò non avrei portecipato ne alle attuali spese, ne ad eventuali spese che si dovessero sostenere in futuro per la riattivazione del servizio AUTOCLAVE.
Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta e domani iniziano i lavori.
Chiedo se la lettera da me inviata agli Ammistratori ed il suo contenuto sono sufficenti a tutelarmi sia ora che in futuro e a tenermi fuori da qualsiasi spesa a tale riguardo.
La maggiranza dei condomini su consiglio dei due amministratori ha deliberato di separare i due impianti istallando un secondo contatore esterno per avere una fatturazione separata.
Ciò però oltre alle spese, comporta anche l'esclusione dalle due linee dell'autoclave.
Io sono contrario a tutto ciò, ma particolarmente all'esclusione dell'autoclave.
Questo da circa due anni non è stato quasi mai utilizzato in quanto la pressione è quasi sempre sufficente a soddisfare tutti i condomini. Se però questa diminuisse e si tornasse nelle condizioni di due anni fa, per usufruire dell'autoclave si dovrebbe tornare ad un unica linea con unico contatore, unico conservone ed unico autoclave, come ora, o si dovrebbe togliere tutto ciò che si trova attualmente all'interno del locale autoclave, istallare due conservoni, due autoclavi e addirittura fare anche la separazione dell'impianto elettrico.
Non voglio neanche immaginare le spese.
A fronte di tutto ciò, dopo aver fatto più volte presente il mio disaccordo ed il fatto che secondo me per fare tale lavoro occorre l'UNANIMITA' di tutti i condomini dei due stabili e non la semplice maggioranza, ho inviato due Racc. A.R. ad entrambi gli Amministratori in cui ho chiesto che tutti i condomini fossero portati a conoscenza di tali lavori ed avessero firmto il loro consenso. In manansa di ciò non avrei portecipato ne alle attuali spese, ne ad eventuali spese che si dovessero sostenere in futuro per la riattivazione del servizio AUTOCLAVE.
Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta e domani iniziano i lavori.
Chiedo se la lettera da me inviata agli Ammistratori ed il suo contenuto sono sufficenti a tutelarmi sia ora che in futuro e a tenermi fuori da qualsiasi spesa a tale riguardo.