serv izi enti locali
si dice che il federalismo può migliorare i servizi ai cittadini, ma purtroppo ci sono troppi esempi di molti servizi gestiti molto peggio che a livello nazionale quando sono in mano ad enti locali (sopratutto se piccoli) e di soprusi e favori da parte di amministratori locali, che funzionari pubblici starebbero molto più attenti a fare. Comunciamo con un piccolo esempio : chi ha provato a fare un contratto di fornitura di acqua (a volte anche di gas) in un piccolo comune (la mia esperienza si riferisce ad una trentina di comuni del Nord-Est) ? Mentre per Enel e Telecom od operatori alternativi nel settore energia elettrica e telefonia basta una telefonata, per chi si trasferisce od apre un'attività in un piccolo comune ancor oggi fare un contratto per l'acqua (a volte anche per il gas) è piuttosto laborioso !
Al telefono nulla, bisogna recarsi di persona in ufficio in uno dei centri maggiori della zona, spesso con un orario di apertura di poche ore settimanali, a volte necessariamente assieme con il proprietario dell'immobile, a volte esibendo il contratto d'affitto registrato (che gli uffici finanziari restituiscono molti giorni dopo la presentazione) e spesso documenti vari che gli uffici potrebbero acquisire da soli (dalla visura camerale per le ditte a certificati di agibilità del comune, ecc.). Dopo la prima visita in cui si scopre il limitatissimo orario, si torna la seconda volta per sapere che bisogna portare dei documenti, la terza con i documenti forse si riesce a fare il contratto e si apprende l'importo da pagare in banca per l'allaccio, poi si torna la quarta volta per esibire la ricevuta di avvenuto pagamento ed apprendere che tra una quindicina di giorni si avrà il sospirato allacciamento dell'acqua o del gas. Inutile far notare che con il pachiderma ENEL si fanno i contratti al telefono con un orario di sessanta ore settimanali (e non sei/dodici), si fa tutto in una sola chiamata, non si deve produrre nessun documento e si ottiene l'utilizzo dell'energia elettrica a proprio nome in poche ore (energia che è comunque utilizzabile per qualche giorno anche prima di fare la telefonata), si paga tutto tramite bolletta che arriva dopo : si ottiene solo la risposta che lì le regole sono quelle e che loro fanno tutto per bene, non come gli enti nazionali . . . Se lo dicono loro . . .
Mi viene in mente di quando 23 anni fa pensai di affittare un appartamento nella ridente località di villeggiatura di Levico Terme (TN). Oltre alle prassi di cui sopra, c'era anche una kafkiana modalità di pagamento: le bollette (bimestrali) dei consumi venivano imbucate da un addetto dell'azienda municipalizzata energia elettrica ed erano pagabili esclusivamente nei due giorni seguenti presso lo sportello della locale cassa rurale; dal terzo giorno la cassa rurale non accettava più il pagamento perchè tardivo ed in ogni caso lo stesso terzo giorno l'azienda elettrica comunale provvedeva allo stacco del contatore; allora non era possibile il pagamento tramite altra banca o posta nè ricevere altrove la bolletta per posta , era solo possibile aprire un conto corrente presso la cassa rurale (con i relativi costi), ma era difficile ottenere l'apertura del conto se non si era residenti: l'unica soluzione era pregare un vicino sempre in casa di prelevare dalla mia cassetta delle lettere anche la mia bolletta dell'energia elettrica quando riceveva la sua e provvedere al pagamento anche per me, lasciandogli in deposito la somma prevedibilmente occorrente, ma se il vicino finiva in ospedale ti trovavi le vivande marce nel freezer quando arrivavi il venerdì sera se la bolletta era arrivata il lunedì precedente (e week end letteralmente al buio)! e stiamo parlando di quella che anche allora era una florida località turistica popolata più di non residenti che di residenti ! !
Ma di episodi simili di disservizio e di ostacoli da parte di enti locali a propri futuri cittadini od operatori, ne posso raccontare centinaia, avendo curato per varie ditte in varie zone del Trentino e del Veneto l'allacciamento di utenze . . . .
Al telefono nulla, bisogna recarsi di persona in ufficio in uno dei centri maggiori della zona, spesso con un orario di apertura di poche ore settimanali, a volte necessariamente assieme con il proprietario dell'immobile, a volte esibendo il contratto d'affitto registrato (che gli uffici finanziari restituiscono molti giorni dopo la presentazione) e spesso documenti vari che gli uffici potrebbero acquisire da soli (dalla visura camerale per le ditte a certificati di agibilità del comune, ecc.). Dopo la prima visita in cui si scopre il limitatissimo orario, si torna la seconda volta per sapere che bisogna portare dei documenti, la terza con i documenti forse si riesce a fare il contratto e si apprende l'importo da pagare in banca per l'allaccio, poi si torna la quarta volta per esibire la ricevuta di avvenuto pagamento ed apprendere che tra una quindicina di giorni si avrà il sospirato allacciamento dell'acqua o del gas. Inutile far notare che con il pachiderma ENEL si fanno i contratti al telefono con un orario di sessanta ore settimanali (e non sei/dodici), si fa tutto in una sola chiamata, non si deve produrre nessun documento e si ottiene l'utilizzo dell'energia elettrica a proprio nome in poche ore (energia che è comunque utilizzabile per qualche giorno anche prima di fare la telefonata), si paga tutto tramite bolletta che arriva dopo : si ottiene solo la risposta che lì le regole sono quelle e che loro fanno tutto per bene, non come gli enti nazionali . . . Se lo dicono loro . . .
Mi viene in mente di quando 23 anni fa pensai di affittare un appartamento nella ridente località di villeggiatura di Levico Terme (TN). Oltre alle prassi di cui sopra, c'era anche una kafkiana modalità di pagamento: le bollette (bimestrali) dei consumi venivano imbucate da un addetto dell'azienda municipalizzata energia elettrica ed erano pagabili esclusivamente nei due giorni seguenti presso lo sportello della locale cassa rurale; dal terzo giorno la cassa rurale non accettava più il pagamento perchè tardivo ed in ogni caso lo stesso terzo giorno l'azienda elettrica comunale provvedeva allo stacco del contatore; allora non era possibile il pagamento tramite altra banca o posta nè ricevere altrove la bolletta per posta , era solo possibile aprire un conto corrente presso la cassa rurale (con i relativi costi), ma era difficile ottenere l'apertura del conto se non si era residenti: l'unica soluzione era pregare un vicino sempre in casa di prelevare dalla mia cassetta delle lettere anche la mia bolletta dell'energia elettrica quando riceveva la sua e provvedere al pagamento anche per me, lasciandogli in deposito la somma prevedibilmente occorrente, ma se il vicino finiva in ospedale ti trovavi le vivande marce nel freezer quando arrivavi il venerdì sera se la bolletta era arrivata il lunedì precedente (e week end letteralmente al buio)! e stiamo parlando di quella che anche allora era una florida località turistica popolata più di non residenti che di residenti ! !
Ma di episodi simili di disservizio e di ostacoli da parte di enti locali a propri futuri cittadini od operatori, ne posso raccontare centinaia, avendo curato per varie ditte in varie zone del Trentino e del Veneto l'allacciamento di utenze . . . .