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Alberto · · 0 interventi
Notizia di kataweb

Sindacati e centrosinistra
scossi dalla legge Biagi

ROMA - Il futuro della legge Biagi agita il centrosinistra. L'ipotesi di una sua completa abrogazione, lanciata dalla Cgil e sostenuta da alcuni partiti dell'Unione come Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani non trova l'appoggio degli altri partiti. Contrari alla richiesta della Cgil anche Cisl e Uil: "La legge Biagi non va abrogata - dichiara Luigi Angeletti, segretario della Uil - ma va solo modificata in alcune sue parti" sottolineando come una eventuale abrogazione "porterebbe il mercato del lavoro in condizioni molto peggiori di quelle attuali". D'accordo anche il segretario in pectore della Cisl Raffaele Bonanni.

Marco Rizzo presidente della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo insiste: "La legge Biagi viene evocata come una spada di Damocle che spaccherebbe la coalizione di centrosinistra. Sulla questione credo si debba ascoltare l'autorevole voce della Cgil. La legge 30, proprio perché esaspera la competizione sfrenata nel mondo del lavoro, va abrogata, cioè cancellata completamente".
Una posizione lontana da quella dei vertici Ds, con Vincenzo Visco che parla di possibile modifiche ma della necessità di mantenere il lavoro flessibile. Per Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa del Pugno, "la linea della pura e semplice abrogazione è un errore grossolano. Altra cosa, sarebbe dire che non possono essere solo i lavoratori a pagare il prezzo della flessibilità. Siamo stati i primi a parlare di un completamento e di un riequilibrio".
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